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MASS MEDIA - Giornali on line? Mettiamoli in archivio
Avvenire 12-01-2001

Il Web e la legge sulla stampa: la diffusione della Rete crea nuovi problemi giuridici

Il paradosso: per renderli consultabili, i testi virtuali dei siti devono ancora essere stampati su carta o Cd-Rom...

LUIGI COBISI

Ma i siti Internet sono «prodotti giornalistici»? E una rivista on line deve avere oppure no un direttore responsabile iscritto all'albo? Ancora: il fatto che i contenuti del Web siano sempre più affidati a giornalisti obbliga i portali a registrarsi in tribunale ai sensi della legge sulla stampa?
Se ne discute, mentre la Rete s'allarga, e recentemente lo hanno fatto anche i delegati al Congresso dell'Aej (l'Associazione dei giornalisti europei) a Salonicco, in Grecia, dove giornalisti di 17 nazioni hanno fatto il punto sulla diffusione dei giornali via Internet e sui nuovi problemi giuridici posti dalle pubblicazioni nate esclusivamente per la Rete. La teoria prevalente è favorevole a un'interpretazione «giornalistica» dei contenuti del Web, naturalmente se lo scopo del sito è fare informazione come avviene attraverso la stampa e la radiotelevisione. Certo, si tratta di una lettura analogica delle norme sulla stampa: che risalgono al 1948, quando di Internet non c'era nemmeno l'ombra. Per i siti che scelgono di fare informazione oggi non vi è più difficoltà ad ottenere la registrazione della testata, anche perché la legge n. 47 del 1948 riguarda le produzioni «comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione».
Non va tuttavia negato che all'inizio si sono posti alcuni problemi interpretativi. Infatti il regime di Internet, in cui il confine tra pubblicazione periodica e banca-dati è spesso molto labile, rende l'identificazione di un sito come giornale un atto d'iniziativa di chi lo pubblica, piuttosto che un obbligo accertabile dagli organi di controllo. La stessa localizzazione del sito Web nel nostro Paese, e quindi il suo assoggettamento alle norme sulla stampa qui vigenti, è talvolta di difficile precisazione. Il problema, dunque, più che attraverso un'analisi di obblighi e divieti, dovrebbe essere posto come l'opportunità che un sito Internet, qualificandosi come giornale, tenda ad assicurasi in tal modo maggiore credibilità, assumendosi le responsabilità connesse ma anche i relativi diritti.
La questione - come s'intuisce - non è solo giuridica o economica, anzi costituisce un segno che Internet sta trovando il suo posto «normale» nella società, potendosi affiancare alla carta stampata e alleandosi con essa. Tuttavia per i siti-giornali si apre un altro fronte: quello di conservare i propri contenuti da confrontare, ad esempio, nei casi di denunce e altri guai penali. Com'è noto, per la carta stampata il tipografo provvede al deposito legale e all'invio alle Biblioteche nazionali. Ma un mezzo non prodotto su carta non deve sottostare a tale obbligo, senza contare che la rapidità con cui l'informazione «in linea» si modifica rende difficile conservare un campione a prova di contestazione o, per il lettore, richiedere… un «numero arretrato».
È un tema che tocca anche coloro che istituzionalmente hanno il compito di preservare per i posteri la nostra cultura: bibliotecari e archivisti, ad esempio. E qui rispunta la complementarietà tra Internet e carta stampata. In Olanda la necessità di preservare l'informazione dei siti Web, eseguendone una copiatura per le biblioteche, ha prodotto un risultato apparentemente paradossale: la stampa del contenuto dei siti una volta al giorno e la sua conservazione in volumi presso gli archivi.
E in Italia? Se, come ha detto a Salonicco il presidente della Federazione della Stampa Lorenzo Del Boca, non v'è dubbio che «la carta stampata resterà», anche nel nostro Paese - ha dichiarato nella stessa sede Antonia Ida Fontana, direttrice della Biblioteca nazionale centrale di Firenze - il problema dell'autenticità e del copyright dei siti Internet si sta ponendo con l'estendersi dell'editoria elettronica; per la quale non esiste l'obbligo del deposito legale presso la Biblioteca nazionale. A questa carenza possono sopperire le copie su Cd-rom del contenuto dei siti e - attraverso apposite convenzioni con l'Università di Firenze e presto con la Cattolica - il "salvataggio" su Cd dei periodici e testi scientifici disponibili in Rete. Una soluzione con cui navigare nell'oceano dell'on line sarà meno precario, anche per il lettore che vuole sfuggire alla superficialità di un informazione troppo «momentanea».

Luigi Cobisi


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