Sostieni la telematica per la pace, versa un contributo sul c.c.p.
13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, via Galuppi 15, 74010 Statte (TA) - PeaceLink 1995/2000
|
|
Un bavaglio minaccia la libera informazione in rete. Difendiamola Vita 8-12-2000
di Gabriella Meroni (g.meroni@vita.it)
08/12/2000
La denuncia di Peacelink: una proposta di modifica della legge sulla stampa (47/1948) rischia di bloccare i siti di informazione non profit. Ecco perché
Le modifiche alla legge sulla stampa stanno per mettere un bavaglio all'informazione telematica delle associazioni di volontariato. Nonostante la libertà di espressione sancita dalla nostra Costituzione, chiunque produca informazione in rete in maniera continuativa dovrà registrare il proprio sito come qualunque testata giornalistica.
In base alle recenti proposte di modifica della legge sulla stampa (la 47/1948), infatti, anche le associazioni, i gruppi di volontariato, le associazioni non profit e i cittadini che produrranno in maniera continuativa documenti e informazioni da diffondere in rete, dovranno registrare la propria 'testata giornalistica' telematica e individuare un direttore responsabile iscritto all'albo dei giornalisti che sia il garante delle informazioni pubblicate. Il tutto è stato confermato in un articolo di Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, sul 'Sole 24 Ore' di domenica 19 (vedi www.odg.mi.it/diffamz4.htm) in cui si specifica che l'estensione degli obblighi finora riservati alle testate giornalistiche 'su carta' non è progetto di legge vero e proprio, ma farà parte di una serie di emendamenti da 'agganciare' alla proposta di legge n.7292/2000, che ha come primo firmatario il deputato Gianfranco Anedda e riguarda il reato di diffamazione a mezzo stampa.
Per difendere il diritto ad essere soggetti attivi nella produzione di informazioni e contro un utilizzo passivo e acritico delle nuove tecnologie, l'associazione PeaceLink ha lanciato un appello per lo sviluppo aperto e libero dell'informazione italiana. PeaceLink è composta da un gruppo di volontari che dal 1992 producono in rete informazioni libere e autogestite. L'appello di Peacelink chiede dunque che sia garantito anche in rete il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La concentrazione di grandi gruppi editoriali, televisivi e massmediatici, frutto del cammino inesorabile verso il mercato globale, sta soffocando la piccola editoria, l'autoproduzione letteraria, la stampa locale, le piccole riviste delle associazioni e degli organismi non profit, schiacciati da un 'libero' mercato sempre più esigente e competitivo. Per questo rifiutiamo qualsiasi legge o normativa che introduca in rete elementi di restrizione o repressione, o che limiti l'utilizzo delle tecnologie telematiche. L'utilizzo di tecnologie per la comunicazione elettronica in rete non deve essere vincolato ad autorizzazioni o concessioni né limitato da ostacoli fiscali o burocratici, né deve essere regolato in maniera differente da quanto avviene per le altre forme di esercizio della libertà di pensiero.
Lanciamo alle realtà della società civile, alle associazioni, ai giornalisti e agli operatori dell'informazione, del diritto e della cultura un appello affinché si affermi una normativa nazionale che incorpori civili standard giuridici finalizzati alla tutela dei cittadini della società dell'informazione che usano la telematica e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per la propria crescita culturale, per scopi di cooperazione solidale e per la socializzazione dell'informazione democratica. La lotta per i diritti dei cittadini del futuro per noi è già iniziata.
Associazione Peacelink
www.peacelink.it/censura
info@peacelink.it
fax 1678-2279059
Associazione PeaceLink
C.P. 2009 - 74100 Taranto
www.peacelink.it
info@peacelink.it
|