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Il lavoro infantile nel mondo: la realtà, le cause e le proposte di Mani Tese

L'IMPEGNO DI MANI TESE

Un impegno di giustizia

Di lavoro infantile Mani Tese si è sempre occupata...senza occuparsene! Il lungo lavoro sul campo in stretta collaborazione con le associazioni popolari e i movimenti di base ci ha insegnato che garantire l'autosufficienza dei nuclei familiari, a partire dal mondo rurale, è condizione indispensabile perché, fra l'altro, i bambini possano andare a scuola anziché dover lavorare.

Un solo esempio: a Waragal, nello stato indiano dell'Andhra Pradesh, il lavoro infantile stava dilagando a causa di un peggioramento delle condizioni di vita e di reddito dei braccianti. Con la collaborazione di una Ong locale è stato allora avviato un programma agricolo che coinvolge 6.000 famiglie: grazie a esso i capifamiglia sono stati messi in condizione di mantenere i loro figli e questi sono ritornati a scuola.
Lo stesso succede nei progetti con i nostri partner africani; ad esempio portando l'acqua ai villaggi per evitare lunghe maratone a bambine già deboli. E in Brasile è centrale per noi la collaborazione con il movimento Semterra (senzaterra) grazie al quale molti braccianti diseredati, prima costretti a vendere per poche lire le loro braccia e quelle dei figli, trovano uno strumento autonomo di sussistenza - la terra - con il corredo dell'assistenza tecnica e legale e di reti di commercializzazione dei prodotti.

Tuttavia lo sviluppo nella giustizia come antidoto al lavoro infantile - e a tutte le altre forme di sfruttamento degli esseri umani e della natura - è un piano a lunghissima scadenza.
E i bambini che lavorano in certe condizioni si rovinano oggi, subito e per sempre.

Da qui l'elaborazione di un programma "urgente", con varie componenti aperte alla collaborazione di tutti.

Progetti ad hoc di recupero e prevenzione

Rendere l'infanzia ai bambini che già oggi lavorano; prevenire, nel nostro piccolo, il babylavoro dipendente; alleggerire l'impegno dei piccoli contadini. Tre obiettivi a cui corrispondono vari progetti di partners locali asiatici, africani e latinoamericani che Mani Tese ha scelto di sostenere nell'ambito della campagna.

Due proposte riguardano un'area ad alta intensità di lavoro infantile nell'India meridionale - le pericolose industrie di fuochi artificiali e fiammiferi a Sivakasi. Componenti dell'intervento: sensibilizzazione dei consumatori locali con un'azione pubblicitaria fatta per indurli a preferire fiammiferi child-free; corsi di formazione professionale remunerati per un certo numero di bambini ex lavoratori; sensibilizzazione delle famiglie circa i danni da lavoro dei bambini; corsi di formazione professionale per un gruppo di madri povere; scuole dopolavoro con centro sanitario.

Altri progetti in India riguardano zone ad alta intensità di bracciantato infantile agricolo molto diffuso fra i senzaterra e di occupazione infantile nella tessitura di tappeti. Essi prevedono la creazione di possibilità di lavoro cooperative stabili e remunerative per gli adulti, eventualmente aiutati dai figli per poche ore al giorno e comunque al di fuori dell'orario scolastico.

In Africa la fatica infantile è, come si è detto, causata anche dall'assenza di infrastrutture idriche e di trasformazione agricola, e dallo scarso reddito delle famiglie. Mani Tese sostiene vari progetti che mirano ad alleggerire i compiti dei bambini dei villaggi, e altri mirati a incrementare il reddito di madri sole, costrette altrimenti a dipendere anche dai figli.

In America Latina infine i nostri partner, in collaborazione con i sindacati agricoli, hanno progetti di recupero di centinaia di bambini che lavorano come braccianti o nelle miniere di carbone in condizione di schiavitù.

Sensibilizzazione dei cittadini, delle autorità, dei giovani

Una realtà, quella del lavoro dei bambini, che non sembra più tanto lontana. Ce l'abbiamo in casa. Occorre capirne le cause, essere coscienti delle conseguenze, del pericolo collettivo rappresentato dall'estendersi del lavoro salariato di ragazzini che dovrebbero andare a scuola e invece l'abbandonano, se mai ci sono andati.

La sensibilizzazione dei cittadini è propedeutica all'azione: consumo critico, sostegno a progetti, azioni nei confronti delle autorità per ottenere leggi e provvedimenti.
Il rapporto con le autorità - nazionali e locali - ha la funzione di ottenere interventi di prevenzione, disincentivazione e recupero.

La sensibilizzazione dei giovani, soprattutto attraverso la scuola, ha un valore formativo per aiutare i ragazzi a riflettere sull'importanza di conoscere altre culture e altri modelli sociali in un mondo sempre più interdipendente e a vivere in prima persona un sentimento di solidarietà con i loro coetanei, vittime di un sistema ingiusto. La stessa proposta di solidarietà diretta e concreta Mani Tese la fa ai giovani, invitandoli a partecipare all'iniziativa dei campi di lavoro e all'attività di raccolta e riciclaggio svolta durante l'anno. Un'occasione per fare del lavoro manuale in uno spirito di giustizia e condivisione!

Strumenti per il consumo critico

Consumare in modo critico significa preferire, nelle importazioni dal Sud del mondo, i prodotti contrassegnati dal marchio di garanzia del commercio equo e solidale.

Ma ormai quasi tutto quello che consumiamo ogni giorno viene almeno in parte da "laggiù" e per ora il commercio alternativo non offre un'alternativa globale. Oltretutto ormai anche i prodotti made in Italy possono nascondere il più tremendo degli sfruttamenti.

Quando di una marca o di un prodotto si sa per certo che sono intrisi di fatica infantile, la denuncia da parte del consumatore diventa un utile strumento di pressione sul fabbricante e distributore, che alla loro immagine tengono molto. Naturalmente non è facile destreggiarsi tra le etichette di merci e abiti, che spesso non dicono nulla, ma nell'ambito di questa campagna Mani Tese vuole offrire anche strumenti di denuncia e boicottaggio di alcune marche e prodotti di cui è stata studiata la provenienza. Le proposte si riferiscono soprattutto ai giocattoli e ai tappeti.

Ogni iniziativa di boicottaggio o denuncia dovrà essere però condotta sulla base delle richieste di sindacati e movimenti operanti nei settori produttivi coinvolti.

Ipotesi di gemellaggi

Non pochi "poli industriali" italiani sono stati protagonisti di storie di trasferimento nel Terzo mondo di segmenti della produzione.

Basti pensare alle lavorazioni di tessuti, sete, scarpe, cuoio, elettronica, artigianato e legno, perfino marmo.

Rimangono in Italia le ultime fasi della produzione, mentre il "semilavorato" viene importato dai paesi dove è stato delocalizzato.

Fra comunità locali di paesi diversi possono però esistere altre corrispondenze. Pensiamo che stabilire contatti umani, "politici", di cooperazione fra zone aventi una specifica vocazione produttiva in Italia e analoghe zone nel Sud del mondo, oggetto di delocalizzazione oppure no, potrebbe dar luogo a un impegno congiunto da parte di cittadini, consumatori, amministratori e perfino imprenditori per affrontare insieme i problemi.

Con le istituzioni e i sindacati, proposte politiche

I sindacati sono i principali protagonisti nella lotta per la dignità del lavoro e, quindi, per la uscita dei bambini da un campo che non è loro adatto. Ma le sinergie con altre forme di organizzazione dei cittadini - che oltre ad essere lavoratori, sono anche consumatori, studenti, volontari - sono indispensabili, così come l'alleanza con i partners dei paesi dove il fenomeno si manifesta.

In particolare, sia i sindacati italiani sia quelli dei paesi ad elevata intensità di lavoro infantile stanno lottando su questo fronte.

La campagna promossa da Mani Tese intende elaborare una linea comune ad associazioni e sindacati per proposte di interventi legislativi nei seguenti campi:

  • commercio estero: per un modello di clausola sociale collegata a rapporti commerciali giusti, concordata nei suoi dettagli con gli attori sindacali, sociali e governativi dei paesi terzi a cui sarebbe applicata; per la regolamentazione delle attività delle multinazionali; per l'introduzione di marchi di garanzia sociale ed ecologica negli scambi internazionali; per meccanismi di rifiuto delle merci incorporanti lavoro infantile (sia in entrata che in uscita dall'Italia), accompagnati dal sostegno alla riconversione produttiva;
  • cooperazione con il Sud del mondo: per il sostegno allo sviluppo di infrastrutture e servizi sociali; per la cancellazione del debito estero; per una quota da riservare a progetti di governi e parti sociali del Sud mirati direttamente a sradicare lo sfruttamento infantile.

I bambini al lavoro in Italia

Molti comuni ed enti locali italiani colpiti dal fenomeno del lavoro infantile hanno ideato strategie di intervento preventivo e riabilitativo e avanzato proposte agli organi legislativi e al governo. Mani Tese cercherà di sostenerli e anche di favorire i contatti e gli scambi di idee con realtà analoghe dei paesi del Sud del mondo.

CHE COSA PUOI FARE TU

  • Sottrarre un bambino al lavoro, versando £ 220.000 a favore di un progetto inserito nella Campagna;
  • informarti sulle dimensioni e le cause dello sfruttamento del lavoro infantile attraverso la documentazione disponibile presso Mani Tese;
  • suggerire a insegnanti o presidi il gemellaggio con le scuole previste dai progetti di Mani Tese;
  • proporre ai tuoi conoscenti di accompagnare a matrimoni, nascite, comunioni, a momenti di gioia (o anche di dolore) un pensiero e un aiuto per un bambino sfruttato;
  • contattare i mezzi di comunicazione della tua zona affinché dedichino uno spazio a questo problema;
  • proporre al tuo Comune di finanziare uno dei progetti della Campagna, sulla base della Legge 68/93. Mani Tese può fornirti il testo della Legge, una lettera standard, le descrizioni dei progetti, etc...;
  • sensibilizzare i tuoi amici, colleghi, parenti, compagni di studio, invitandoli a sostenere la Campagna.



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