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Sequestriamo un server Internet perche' contiene un messaggio che ha urtato la suscettibilita' di una agenzia di viaggi. Se le prime due affermazioni vi sono sembrate assurde, la terza purtroppo e' assurdamente vera. Di fronte all'ennesimo abuso nato dal solito guazzabuglio di ignoranza pubblica e interessi privati, non possiamo fare altro che mobilitare il popolo delle reti a sollevarsi contro l'ingiustizia e l'ignoranza, che oggi hanno interrotto un servizio prezioso per decine di associazioni e domani potrebbero zittire anche le nostre caselle di posta elettronica. Ci auguriamo che questo sia l'ultimo di una lunga serie di sequestri-incubo che dal 1994 hanno riempito le caserme della Guardia Di Finanza di tutta italia di prese multiple e tappetini per mouse. I volontari dell'associazione PeaceLink restano comunque a disposizione delle forze dell'ordine per un corso gratuito su come copiare il contenuto di un computer a scopi investigativi. EDITORIALE - 4/7/98 Pur rallegrandoci del dissequestro del server di Isole Nella Rete, non ce la sentiamo ancora di stappare lo champagne. Siamo sotto tiro, e non ha senso rallegrarsi per un temporaneo cessate il fuoco. Il server sequestrato ospitava una quantita' enorme di dati sensibili, con la quale possiamo scoprire chi sono le persone che in rete appoggiano il chiapas, i diritti telematici o hanno interesse a discutere di comunita' gay, e il magistrato che ha interrotto un pubblico servizio telematico non subira' nessun tipo di conseguenza per il suo operato a dir poco superficiale, nonostante in Italia esista una legge molto chiara in merito, l' Art. 617 quater c.p., che tratta di "Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche", in base al quale si procede d'ufficio e la pena e' della reclusione da uno a cinque anni "se il fatto e' commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, ovvero con abuso della qualita' di operatore del sistema." Non e' proprio tempo di rallegrarsi, anche perche' non vanno dimenticate tutti i computer che giacciono da quattro anni nei magazzini della guardia di finanza, sequestrati durante l'operazione di polizia che ha travolto nel maggio '94 lo scenario della telematica sociale di base. Un abuso, anche se ritrattato, anche se si cerca di ridimensionarlo e' sempre un abuso. Il dissequestro non deve far dimenticare il sequestro, cosi' come non va spenta la memoria dei fatti del 94 e dei sequestri del 97, che hanno toccato tre onesti cittadini e operatori della telematica sociale con l'infamante accusa di reati a sfondo sessuale. E' tempo di insegnare ai magistrati una volta per tutte come si fa un dannato backup di un hard disk, e' tempo di far capire che la gente sui computer ci vive e ci lavora, ed e' profondamente illegittimo sottrarre degli spazi virtuali di vita e di lavoro solo per un sospetto. Questo pero' non e' purtroppo il problema piu' grosso nel nostro paese. Oltre ai computer che giacciono dimenticati e mai esaminati dopo i sequestri, dobbiamo ricordarci anche dei magazzini umani in cui giacciono dimenticate e mai giudicate tutte le migliaia di persone che subiscono la violenza del carcere in custodia cautelare, senza che sia stata dimostrata la loro colpevolezza. Liberare l'informazione vuol dire soprattutto liberare le persone, e il dissequestro di un computer non deve farci dimenticare tutti gli altri computer e gli altri uomini e donne che sono ancora sequestrati e tenuti in ostaggio da uno stato che troppo occupato ad entrare in europa, non ha tempo per interessarsi delle condizioni delle carceri o della tutela di chi fornisce servizi di informazione e spazi su internet. L'augurio e' che questo dissequestro sia un promemoria per tutti e non un facile successo su cui adagiarsi. LA REDAZIONE DI PEACELINK NEWS. [PCK] - COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE PEACELINK [INR] - COMUNICATO STAMPA #2 ASSOCIAZIONE ISOLE NELLA RETE [FAT] - I FATTI [MSG] - IL MESSAGGIO INCRIMINATO [VER] - IL VERBALE DI SEQUESTRO [ECN] - LA STORIA DI ECN [COS] - COS'E' ISOLE NELLA RETE [INT] - COMUNICATI INTERNAZIONALI [ING] --- INGLESE [SPA] --- SPAGNOLO [TED] --- TEDESCO [CAT] --- CATALANO [AGE] - AGENZIE [ANS] --- AGENZIA ANSA - 27/6/98 [AN2] --- AGENZIA ANSA 1/7/98 - COMUNICATO FEDERAZIONE NAZIONALE STAMPA [ADN] --- AGENZIA ADNKRONOS - 1/7/98 [ART] - ARTICOLI [MA3] --- MANIFESTO 4/11/97 - LA TURBAN E LE SPECULAZIONI SUI PROFUGHI [GIO] --- IL GIORNO - 28/6/98 [REP] --- REPUBBLICA - 28/6/98 [MAN] --- MANIFESTO - 28/6/98 [RE2] --- REPUBBLICA - 29/06/98 [PUN] --- EDITORIALE - PUNTO INFORMATICO - 29/6/98 [FRE] --- FREEDOM PRESS - 29/6/98 [CUD] --- COMPUTER UNDERGROUND DIGEST - 28/6/98 [LIV] --- GIANCARLO LIVRAGHI - 29/06/98 [MA2] --- MANIFESTO 30/6/98 - FRANCO CARLINI [VEC] --- MANIFESTO 30/6/98 - BENEDETTO VECCHI [GIV] --- GIORNALE DI VICENZA - 30/6/98 [CAM] --- INTERLEX.COM - 2/7/98 [PAI] --- CYBERPAIS - 2/7/98 [RE3] --- REPUBBLICA - 2/7/98 [FRN] --- FRONTERAS ELECTRONICAS ESPAN~A - 3/7/98 [COM] - COMUNICATI [PUG] --- COMUNICATO DI SOLIDARIETA' DI GIOVANNI PUGLIESE - 28/6/98 [BER] --- COMUNICATO BERNARDO PARRELLA E ARTURO DI CORINTO - 29/6/98 [STR] --- COMUNICATO STRANO NETWORK - 29/6/98 [LUT] --- COMUNICATO LUTHER BLISSETT - 28/6/98 [IS1] --- PRIMO COMUNICATO ISOLE NELLA RETE - 27/6/98 [FNS] --- DICHIARAZIONE DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE STAMPA ITALIANA [YAB] --- COMUNICATO ASSOCIAZIONE YA BASTA - 1/7/98 [ADC] --- COMUNICATO ASSOCIAZIONE DIRITTI CONSUMATORI UTENTI - 29/6/98 [EFI] --- COMUNICATO ALCEI - ELECTRONIC FRONTIER ITALY - 28/6/98 [IDR] --- COMUNICATO COLLETTIVO INFODIRET(T)E PADOVA - 27/6/98 [DIS] - IL DISSEQUESTRO [IS2] --- LIBERATO WWW.ECN.ORG - ISOLE NELLA RETE - 1/7/98 [SN2] --- ISOLE LIBERATE ! - STRANO NETWORK - 1/7/98 [IS3] --- ISOLE NELLA RETE: COMUNICATO STAMPA - 2/7/98 [POL] - L'AZIONE POLITICA [IP1] --- INTERROGAZIONE PARLAMENTARE A RISPOSTA ORALE - 1/7/98F [IP2] --- INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA - 1/7/98 [IP3] --- INTERROGAZIONE PARLAMENTARE - 3/7/98 [PRO] --- PROPOSTA DI LEGGE FALQUI - DE NOTARIS [IND] --- INDIRIZZI E FAX PRESSO CUI PROTESTARE [IN2] --- ALTRI INDIRIZZI UTILI DI POLITICI E MASS-MEDIA [MIR] --- SITI MIRROR E DI INFORMAZIONE [TUR] --- SCRIVI ALLA TURBAN ITALIA ! [VAR] --- NOTIZIE VARIE -------------------------------------------------------------- [PCK] --- COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE PEACELINK PEACELINK - ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO DELL'INFORMAZIONE. Sabato 27 Giugno 1998 e' stato sequestrato il server Internet dell'associazione Isole Nella Rete, su ordine della Procura di Vicenza. L'associazione PeaceLink esprime la sua solidarieta' verso tutte le associazioni che sono state penalizzate da questo sequestro che, in nome della legge, limita la liberta' di espressione e calpesta il diritto all'informazione in rete. Riportiamo il comunicato diffuso dall'associazione Isole Nella Rete, invitando alla mobilitazione tutti i singoli e le associazioni che come noi vedono in questo avvenimento una minaccia ai diritti di tutti e non solo un episodio isolato, dal momento che con argomenti analoghi a quelli che hanno portato al sequestro di Bologna potrebbero essere sequestrati tutti i server che danno spazio a controinformazioni "scomode", come ad esempio quelle su prodotti o imprese da boicottare a causa delle loro politiche commerciali condotte in violazione dei diritti umani. Associazione PeaceLink http://www.peacelink.it info@peacelink.it [INR] --- COMUNICATO STAMPA #2 ASSOCIAZIONE ISOLE NELLA RETE Milano, 27 giugno 1998 GRAVISSIMO ATTENTATO ALLA LIBERTA' DI INFORMAZIONE Questa mattina, la Polizia Postale, su ordine della Procura di Vicenza, ha posto sotto sequestro il computer dell'associazione per la liberta' telematica Isole nella Rete, interrompendo il servizio Internet dell'associazione svolgeva, utilizzato ogni giorno da migliaia di persone in Italia e all'estero. In sostanza, chiudendo lo spazio web di oltre un centinaio di associazioni, centri sociali, radio autogestite tra le quali la Lila, ASIcuba, il Telefono Viola, ADL (associazione di difesa dei lavoratori), Ya basta, USI (unione sindacale italiana), CNT spagnola, il Coordinamento nazione delle RSU; centri sociali (circa 40 centri sociali in tutta Italia); emittenti radiofoniche (Radio Onda d'Urto di Brescia e Milano, Radio Black Out di Torino, Radio Sherwood di Padova); riviste-on-line (.Zip e Necron di Torino, BandieraRossa di Milano, Freedom Press di Londra), gruppi musicali (99 posse, Sunscape, Electra, Petra Mescal), e molti altri ancora. Non solo: insieme alla chiusura del sito WWW, e' stato interrotto lo scambio di posta di numerose mailing list, tra le quali la lista in solidarieta' con il Chiapas, quella di informazione e discussione sui nuovi diritti legati al digitale, quella delle comunita' gay italiane (l’unica di questo genere nel nostro paese), e sono state disattivate le caselle postali di centinaia di utenti. Questo incredibile provvedimento e' avvenuto in seguito alla denuncia dell'agenzia di viaggi Turban Italia Srl, con sede a Milano, che, ritenutasi vilipesa da un messaggio inviato da un utente di Isole nella Rete, messaggio che riprendeva i contenuti di numerosi articoli di giornale pubblicati su di essa in cui la Turban Italia veniva additata come coinvolta negli interessi economici dell'ex-premier turco Tansu Ciller ed in cui si invitava a non servirsi di questa agenzia in solidarieta' al popolo kurdo. Il sequestro, disposto dal Procuratore della Repubblica presso la Pretura di Vicenza, dott. Paolo Pecori, e' un atto estremamente grave, poiche' non si e' limitato alla rimozione del messaggio incriminato, ma ha chiuso l'intero servizio offerto da Isole nella Rete, un atto che non ha precedenti nel nostro Paese. Ci tocca constatare di nuovo l'incongruenza della legislazione vigente con i nuovi strumenti della comunicazione digitale, l'incompetenza degli organi giudiziari e la sostanziale arretratezza nella comprensione di cosa sia il fenomeno Internet, la comunicazione orizzontale, i nuovi diritti dell'era digitale. Ma ci tocca anche lanciare una pesante accusa nei confronti di una magistratura gia' pronta a rendersi duttile strumento dei nuovi pontentati della comunicazione, colpendo con tanta durezza ogni tentativo significativo di dar voce a istanze sociali di base che rivendicano il diritto ad esistere ed a dire la loro senza dover passare sotto le forche caudine e censorie dei media istituzionali. E' ovvio che tutto questo non sara' sufficiente a mettere a tacere la voce del popolo delle reti: questo gravissimo attentato alla liberta' di espressione non avra' altro risultato che incoraggiarci ancor piu' e dare maggior visibilita' al nostro lavoro, e che quanto prima il server di Isole nella Rete e di tutti quei soggetti che vi trovano voce, sara' di nuovo on-line all'indirizzo web http://www.ecn.org Associazione Isole nella Rete (organizzazione non lucrativa di utilita' sociale) Per informazioni: http://strano.net/news http://www.peacelink.it/ecn [FAT] --- I FATTI IL PRIMO SEQUESTRO DI UN SERVER INTERNET IN ITALIA Sabato 27 giugno 1998 la Polizia Postale di Bologna, su ordine della Procura di Vicenza, ha posto sotto sequestro il server Internet di Isole Nella Rete, associazione no-profit che fornisce spazio di comunicazione a centri sociali, posti occupati, organizzazioni e radio di movimento, associazioni di base e di volontariato sociale. Da sabato quindi, e non si sa per quanto tempo ancora, il server non rispondera' piu' all'indirizzo http://www.ecn.org e non funzioneranno piu' i servizi Internet offerti dall'associazione e fruiti ogni giorno da migliaia di persone in Italia e all'estero. In sostanza, sono stati chiusi gli spazi Web di oltre un centinaio di associazioni, centri sociali, radio autogestite tra le quali la Lila (Lega italiana per la lotta all'AIDS), ASIcuba, il Telefono Viola (sostegno alle malattie mentali), ADL (associazione di difesa dei lavoratori), Ya Basta, USI (unione sindacale italiana), CNT spagnola, il Coordinamento nazione delle RSU; centri sociali (circa 40 centri sociali in tutta Italia); emittenti radiofoniche (Radio Onda d'Urto di Brescia e Milano, Radio Black Out di Torino, Radio Sherwood di Padova); riviste-on-line (.Zip e Necron di Torino, BandieraRossa di Milano, Freedom Press di Londra), gruppi musicali (99 posse, Sunscape, Electra, Petra Mescal) e molti altri. Ma non solo. Sono state anche interrotte numerose mailing list, tra le quali la lista in solidarieta' con il Chiapas, la lista di discussione sui nuovi diritti legati all'era digitale, la lista delle comunita' gay italiane (l'unica di questo genere nel nostro paese). Per finire, sono stati privati del loro indirizzo e-mail centinaia di utenti e soci dell'associazione, la cui corrispondenza (posta personale, progetti collettivi, contatti avviati, ecc.) e' ora totalmente bloccata e nelle mani della magistratura. PERCHE' TUTTO QUESTO ? Il sequestro e' avvenuto nei locali del provider che ospitava il server, su ordine del Pubblico Ministero della Procura di Vicenza Paolo Pecori ed e' stato eseguito dagli ufficiali di Polizia Postale del Compartimento di Bologna. Questo incredibile provvedimento, il primo del genere in Italia, e' avvenuto in seguito alla denuncia dell'agenzia di viaggi Turban Italia Srl di Milano che, ritenutasi diffamata da un messaggio apparso in rete, ha chiesto al magistrato di intervenire. Motivo del sequestro sarebbe la pubblicazione web di un messaggio inserito da un collettivo di Vicenza (fedele trascrizione di un volantino stampato su carta e normalmente distribuito in pubblico). Questo messaggio e' stato originariamente inviato a una lista di discussione ospitata dal server di Isole Nella Rete e successivamente - in modo automatico come normalmente avviene - pubblicato sul web. IL PROVIDER E' COME UN DIRETTORE RESPONSABILE ? Sebbene il decreto di sequestro non citi espressamente ancora nessuna persona formalmente indagata, il magistrato ha evidentemente ritenuto l'associazione Isole Nella Rete responsabile per il contenuto di quanto ospitato sul proprio server Internet. La questione della responsabilita' dei provider e' in realta' materia di discussione accesissima in tutto il mondo e ben lontana dall'essere risolta. L'orientamento prevalente sembra tuttavia essere quello di NON considerare i provider responsabili dei contenuti che veicolano, se non altro per ragioni di possibilita' tecniche e di convenienza commerciale. L'ordine di sequestro dell'intero server, inoltre, appare assolutamente inaudito poiche' riguarda un servizio utilizzato da migliaia di utenti italiani e di ogni parte del mondo, del tutto estranei alla vicenda motivo del sequestro, e che si vedono improvvisamente privati di un mezzo di comunicazione indispensabile. Ci tocca constatare di nuovo l'incongruenza della legislazione vigente con i nuovi strumenti della comunicazione telematica, l'incompetenza degli organi giudiziari e la sostanziale arretratezza nella comprensione di cosa siano il fenomeno Internet, la comunicazione orizzontale e i nuovi diritti dell'era digitale. Per fare un paragone con contesti piu' abituali, cio' che e' avvenuto equivale a far chiudere la RAI o la Fininvest a causa di una telefonata di uno spettatore trasmessa in diretta durante una qualsiasi trasmissione televisiva. Ma ci tocca anche lanciare una pesante accusa nei confronti di una magistratura gia' pronta a rendersi duttile strumento dei nuovi potentati della comunicazione, colpendo con tanta durezza ogni tentativo significativo di dar voce a istanze sociali di base che rivendicano il diritto a esistere ed a dire la loro senza dover passare sotto le forche caudine e censorie dei media istituzionali. Informazioni aggiornate sull'evolversi della vicenda sono reperibili all'indirizzo http://strano.net/news Associazione Isole nella Rete (organizzazione no profit di utilita' sociale) [MES] --- IL MESSAGGIO INCRIMINATO From: Collettivo Spartakus Subject: solidarieta' al popolo kurdo Date: Fri, 16 Jan 1998 01:47:06 +0100 SOLIDARIETA' AL POPOLO KURDO BOICOTTIAMO IL TURISMO IN TURCHIA Ogni lira data al regime turco con il turismo e' una pallottola in piu' contro i partigiani, le donne, i bambini kurdi; questo bisogna dirlo forte e chiaro per non rendersi complici del tentativo di genocidio operato dallo stato turco contro il popolo curdo. In coincidenza con i periodi estivi e natalizi su alcuni quotidiani e settimanali e' riapparsa la pubblicita' a piena pagina della Turbanitalia che invita a visitare "la Turchia piu' bella". Eppure dovrebbe essere ormai di dominio pubblico quante e quali siano le ripetute violazioni dei Diritti Umani operate dal regime turco, soprattutto contro il popolo curdo: torture nelle caserme e nei commissariati, detenzioni illegali, sparizioni di oppositori ad opera di veri e propri squadroni della morte parastatali...per non parlare dell'occupazione da parte dell'esercito turco del Kurdistan "iracheno" con bombardamenti di villaggi e campi profughi. L'invito della Turbanitalia ai tours e soggiorni al mare nella "Turchia piu' bella" e' decisamente un pugno nello stomaco se confrontato con le notizie che quasi ogni settimana giungono dalle zone martoriate del Kurdistan. Nel Kurdistan "turco" 25 milioni di persone vivono sotto il giogo di 500.000 soldati e per mantenere la sua "guerra sporca" contro questo popolo lo stato turco fa affidamento soprattutto sulla valuta pregiata del turismo che frutta ogni anno oltre dieci miliardi di dollari. Non esiste citta' turca nelle cui prigioni non si torturi, nei cui dintorni non sorgano bidonvilles di sfollati dai 3500 villaggi curdi distrutti. Le proteste dei prigionieri vengono regolarmente represse a colpi di spranga e i familiari riescono con difficolta' a farsi restituire i cadaveri. Intanto nei campi profughi assediati dall'esercito e da miliziani filoturchi i bambini muoiono di stenti. Anche recentemente l'utilizzo del napalm da parte dell'aviazione turca (forse gli stessi piloti che vengono addestrati nelle basi NATO del Veneto) ha provocato vittime soprattutto tra i civili. In questo deserto di repressione e sofferenza i paradisi turistici decantati da Turbanitalia sono soltanto oasi blindate. Tra l'altro e' risaputo che agli affari della Turban e' direttamente interessata l'ex premier Ciller, ispiratrice degli squadroni della morte che hanno provocato la morte di centinaia di oppositori, kurdi e turchi. Invitiamo quindi a boicottare le agenzie di viaggi che offrono i tours in Turchia e anche i giornali che li pubblicizzano, come gesto di solidarieta' verso un popolo fiero e perseguitato. Lega per i Diritti e la Liberazione dei Popoli (sez. di Vicenza) Collettivo Spartakus Per adesioni: Tel/fax/segr.:0444/301818 e-mail:sparta@goldnet.it f.i.p Via Quadri, 75 Vicenza, 12 gennaio 199 [VER] --- IL VERBALE DI SEQUESTRO PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO LA PRETURA CIRCONDARlALE DI VICENZA DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO (artt. 321 3-bis c.p.p.) Il PROCURATORE DELLA REPUBBLICA, DOTT. PAOLO PECORI Visti gli atti delle indagini preliminari del procedimento n.1079/98-MOD.44-05; considerato che gravi indizi di colpevolezza A CARICO Dl PERSONE in VIA Dl IDENTIFICAZIONE emergono senza alcun dubbio in relazione al delitto di diffamazione continuata, reato p. e p. dall'art. 81 cpv. l e 2 - 595 CP per avere offeso la reputazione della agenzia di viaggi TURBANitalia srl di Milano. inserendo, con piu' azioni esecutive di un medesimo criminoso, sulla rete INTERNET in un sito avente il seguente indirizzo: http://www.ecn.org/lists/cslist/msg00480.html, sotto il titolo "Solidarieta' al popolo kurdo - Boicottiamo il turismo in Turchia" - la frase seguente: "tra l'altro e' risaputo che agli affari della Turban e' direttamente interessata l'ex premier Ciller, ispiratrice degli squadroni della morte che hanno provocato la morte di centinaia di oppositori, kurdi e turchi. Invitiamo quindi a boicottare le agenzie di viaggi che offrono i tours della Turbanitalia". In Vicenza, dal gennaio 1998 sino alle data odierna. Reato tuttora in via di esecuzione. Che tale delitto risulta allo stato provato: a) dalla stampa delle pagine che si leggono sul sito web di INTERNET, accessibile mediante l'indirizzo indicato nel capo di accusa; b) che tale pagina web risulta essere stata negoziata presso un provider avente sede nella citta' di Bologna, e precisamente pressn la DS LOGIC srl con sede in Bologna, via S. Felice n. 98; considerato che appare assolutamente necessario ed urgente, al fine di impedire ulteriori danni alla p.o. e querelante soc. TurbanItalia srl nonche' la commissione di ulteriori delitti di diffamazione del medesimo tipo, impedire la protrazione della lettura di tale messaggio agli utenti di INTERNET, che tale risultato puo essere ottenuto sequestrando presso il predetto provider soc. DS LOGIC SRL tutte le attrezzerie utilizzate per diffondere via Internet il messaggio diffamatorio allegato al presente prowedimento; che la straordinaria urgenza della protezione da accordare alla querelante danneggiata giorno per giorno dalle frasi leggibili sul sito web sopra indicato non consente di attendere il provvedimento del Giudice; P.Q.M. Visto l'art. 321.3.BIS c.p.p. ordina il sequestro preventivo - presso Ia soc. DS LOGIC S.r.l. con sede in BOLOGNA, via S. Felice n.98 (ovvero altrove se esse si trovino in altro luogo, a disposizione della stessa societa') - di tutte le attrezzature usate per diffondere sul sito web il messaggio diffamatorio indicato nel foglio allegato al presente decreto di sequestro; o in alternativa a quanto sopra ndicato - ordina il sequestro del contratto in base al quale il detto provider esegue la propria prestazione, purche' cessi in ogni caso la diffusione via Internet del messaggio diffamatorio qui allegato. Con riserva di inviare all'indagato (in via di identificazione) la necessaria informazione di garanzia. DELEGA per l'esecuzione iI Compartimento Polizia Postale dell'Emilia e Romagna di BOLOGNA, con facolta' di sub-delega. VICENZA, 23/06/1998 IL PUBBLICO MINISTERO Paolo PECORI IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA (Dott. Paolo Pecori) ---------------------------------------------------------------- [ECN] - LA STORIA DI ECN (Da "Telematica Per La Pace", Apogeo Edizioni 1996) "Noi siamo pirati, hacker, terroristi poetici, criptoanarchici, guerriglieri semiologici, sabotatori dei media, gruppi di affinit…, fiancheggiatori dei ribelli rivoluzionari del Chiapas. Siamo il mostro che si aggira tra i servizi online offerti da Berlusconi o da Bill Clinton." Questa Š l'introduzione al libro "Digital guerrilla", sottotitolo: "guida all'uso alternativo di computer, modem e reti telematiche", curata da alcuni promotori di ECN e CyberNet. Queste reti sono vicine ai centri sociali e alla cultura cyberpunk. Criticano il monopolio informativo creato dai copyright e costituiscono un laboratorio di sperimentazione non riconducibile a una sola impostazione politico-culturale. Rete ECN - Il collegamento Europeo dei centri sociali Nel giugno 1989 in Danimarca ci fu un convegno organizzato da TV STOP legata alla sinistra autonoma danese a cui parteciparono tutta una serie di realt… europee autogestite. In quel convegno si decise di costituire una rete telematica europea su tecnologia Fido che diffondesse un certo tipo di contenuti di questa area politica (centri sociali italiani, autonomi italiani, autonomi della germania, realt… olandesi e danesi). Il nome stesso della rete telematica era l'identificativo delle realt… di cui era costituita: ECN (European Counter Network) significa infatti Contro Network Europeo. Dopo quel lontano convegno, i contatti internazionali non si svilupparono pi—, se non nel corso (in modo abbastanza breve) del convegno di Venezia del giugno 1990 che raggruppava tutte le realt… antagoniste europee. Lo sviluppo delle reti segu quindi un percorso autonomo nell'ambito nazionale o regionale (in Italia, in Germania e in Olanda). [COS] --- CHE COS'E' ISOLE NELLA RETE Che parlassero con due amici o a una pubblica riunione si sentiva che stavano tessendo una tela. Entrambi erano infaticabili tessitori di ragnatele ma cio' che li rendeva estranei era che a uno interessavano le mosche da acchiappare per rafforzare le proprie posizioni, all'altro le ragnatele come organi di collegamento nel mondo degli insetti. Nanni Balestrini (DeriveApprodi) Il progetto di Isole nella Rete nasce dalla volonta' di costruire uno spazio di visibilita' su Internet che metta in relazione, tra di loro e con tutto il popolo della rete, i soggetti attivi nel mondo dell'autogestione. Siamo infatti convinti che le trasformazioni produttive e sociali avvenute in questi anni (effetto di quella che e' stata chiamata la Terza Rivoluzione Industriale) abbiano posto al centro dei giochi la comunicazione e reso di strategica importanza l'accesso, libero e indipendente, ai mezzi di comunicazione che innervano il globo. Siamo convinti di questa necessita' da prima che gli accessi a Internet diventassero possibili nel nostro Paese. Non a caso questo progetto e' nato all'interno di quelle realta', piu' o meno limitrofe ai centri sociali autogestiti, che in questi ultimi anni hanno lavorato sugli strumenti di comunicazione alternativi, si trattasse di BBS, di radio libere o riviste di movimento. Molte altre realta', in Italia e nel resto del mondo, stanno realizzando progetti simili al nostro e ci auspichiamo che, nelle similitudini e nelle differenze, possa nascere una rete di collaborazione, una rete nella rete delle reti. Sostieni, aderisci, partecipa al progetto Isole nella Rete. La nostra e' un'impresa molto ambiziosa, ma lo e' per produrre un bene collettivo, condivisibile e mutuale. Per questo chiediamo a tutti coloro che sono interessati allo sviluppo del progetto di Isole nella Rete di sostenerci, sia offrendo la propria collaborazione, sia contribuendo economicamente. E' possibile diventare soci di Isole nella Rete e sostenere questo progetto versando una quota di sottoscrizione di Lit. 50.000 annue. Conto Corrente Postale n. 37140209 intestato a Associazione Isole nella Rete via Crema 12 - 20135 Milano specificando nella causale del versamento: nuovo socio Isole nella Rete e indicando (o spedendoci via e-mail): nome e cognome data e luogo di nascita luogo di residenza eventuale indirizzo di e-mail Per infoz, appena ripristinato il server: inr@ecn.org [SER] --- LA SITUAZIONE DEL SERVER Il sequestro del server di Isole nella rete comporta l'interruzione forzata di una serie di preziose risorse di comunicazione. Nello specifico non funzionano piu': * 300 caselle di posta elettronica di tutti i centri sociali, i posti occupati, le radio libere, le associazioni, i gruppi e le persone che aderiscono al progetto Isole nella Rete. Tutta la posta elettronica personale di queste persone, che nulla c'entrano con la Turbanitalia, e' ora nelle mani della polizia e presto sara' nelle mani di un magistrato. * 7 mailing list di vari argomenti: cslist@ecn.org (iniziative, notizie, comunicati e documenti dai centri sociali e dintorni); cyber-rights@ecn.org (diritto alla comunicazione e diritto alla privacy nello scenario di fine millennio); deviazioni@ecn.org (lista di comunicazione e discussione sulle tematiche omosessuali); ezln-it@ecn.org (coordinamento italiano dei comitati di solidarieta' con il Chiapas); ecn-news@ecn.org (notizie dal movimento antagonista); internazionale@ecn.org (solidarieta' internazionalista); movimento@ecn.org (mailing list di comunicazione, discussione, scambio di opinioni): globe_l@ecn.org (in francese, sulle lotte dei movimenti sociali di tutto il mondo) * piu' di 100 spazi web tra i quali la Lila, ASIcuba, il Telefono Viola, ADL - associazione di difesa dei lavoratori, Ya basta, USI - unione sindacale italiana, CNT spagnola, il Coordinamento nazione delle RSU; 40 centri sociali; emittenti radiofoniche (Radio Onda d'Urto di Brescia e Milano, Radio Black Out di Torino, Radio Sherwood di Padova); riviste-on-line (.Zip e Necron di Torino, BandieraRossa di Milano, Freedom Press di Londra), gruppi musicali (99 posse, Sunscape, Electra, Petra Mescal), controifnormazione (Deviazioni su tematiche omosessuali, Crypto su crittografia e anonimato in rete, Informazioni sul processo Marini agli anarchici) e molti altri ancora. Per ogni ulteriore notizia, e' consigliabile visitare spesso queste pagine: http://strano.net/news http://geocities.com/Hollywood/Set/2184/inr.html http://www.comune.roma.it/COMUNE/bbs/avana/inr/ http://www.zzz.it/~lutom/inr http://www4.iol.it/decoder/inr Isole nella rete vive grazie alle sottoscrizioni di chi vuole che continui ad esistere ed a crescere. Il sequestro del server richiede un impegno economico aggiuntivo e gravoso (occorre comprare e riconfigurare un nuovo computer). Sostieni questo sito: associati a Isole nella Rete. [INT] --- COMUNICATI INTERNAZIONALI [ENG] --- COMUNICATO IN LINGUA INGLESE Seized! Saturday, June 27th at 10.30am the server of "Isole Nella Rete" (Islands in the Net, the Italian no-profit association that offers communication spaces to social centres, free radios and collectives of the movement) has been seized by the Postal Police of Bologna. Starting from now, thus, and who knows for how long, the server at http://www.ecn.org will be down, the web pages will not be available anymore and will not work the email services that permitted in the last years the construction of a strong solidarity network among several self-organized collectives. The seizure happened in the rooms of the Internet provider that hosted the server, it was ordered by the State Prosecutor of Vicenza Paolo Pecori and was executed by officers of the Postal Police of Bologna. It is a 'preventive' seizure claiming the crime of 'prolonged defamation' toward a travel agency. The reason for the seizure would be the web publication of a message posted by an Italian collective, accurate transcription of a printed flyer publicly distributed. This message was first sent to a mailing list (cslist) hosted by the server of "Isole Nella Rete" and then published on the web through the usual automatic procedure. Although the seizure order still does not explicitly mention any person formally charged with the crime of defamation, the judge that ordered this action evidently holds Islands in the Net liable for the content of anything hosted by its Internet server. The liability of the providers for the contents they carry is actually a very hot topic worldwide still far from a viable solution. However, the main direction is that Internet providers should NOT being hold liable for the contents they carry, at least on grounds both of technical feasibility and commercial suitability. The order of seizure of the entire server, furthermore, seems exceptionally harmful because it hits a service used by hundreds of users in Italy and abroad, completely unrelated to the events that conducted to the charge, and that are suddenly deprived of an indispensable communication medium. We are currently analyzing the situation in order to find the best solutions to what seems to us an extremely serious event that will, in any case, be known far and wide. We inform that the web server www.ecn.org, all the mailing lists and all the e-mail addresses hosted by the server are currently down. We are working to set up a backup server as soon as possible. You can read the last news at: http://strano.net/news http://geocities.com/Hollywood/Set/2184/inr.html http://www.comune.roma.it/COMUNE/bbs/avana/inr/ http://www.zzz.it/~lutom/inr http://www4.iol.it/decoder/inr or in the mailing list hackmeeting@kyuzz.org [SPA] --- COMUNICATO IN LINGUA SPAGNOLA SECUESTRO !!! Sabado 27 junio a las 10:30 de la man~ana, la Policia Postal de Bolon~a, en Italia ha secuestrado el servidor Internet de la asociacion sin animo de lucro "Isole Nella Rete" (Islas en la Red), que proporcionaba espacios informativos y comunicaciones a centros sociales, organizaciones, radios alternativas y asociaciones de voluntariado. A partir de hoy y no sabemos hasta cuando, el servidor ya no esta operativo en la direccion http://www.ecn.org, no podran verse sus paginas ni tampoco estaran disponibles los servicios de correo electronico, que han permitido en estos an~os la construccion de una amplia red de solidaridad entre varios sectores de los movimientos sociales. El secuestro tuvo lugar en los locales del proveedor de servicios Internet que hospedaba el servidor, con una orden judicial del procurador de Vicenza, Paolo Pecori, y fue ejecutado por oficales de la Policia Postal del distrito de Bolon~a. Se trata de un secuestro preventivo, debido a la hipotesis de que ha existido una "difamacion continua" de una agencia de viajes. La razon del secuestro es la publicacion de unas paginas web que incluian un mensaje escrito en papel que ya habia sido distribuido publicamente con anterioridad. Este mensaje fue enviado a una lista de correo (cslist), que pertenece al servidor de "Isole Nella Rete" y se publico, inmediatamente, en la web de forma automatica, como suele suceder con los mensajes que se envian a la citada lista. Aunque en el acta oficial del secuestro no se menciona expresamente a ninguna persona que fuera objeto de las investigaciones, esta claro que el juez considero responsable de los hechos a la asociacion "Isole Nella Rete" por el contenido del mensaje alojado en su servidor. La cuestion de las responsabilidad de los proveedores de servicios Internet sigue debatiendose en todo el mundo y aun no se ha llegado a una solucion satisfactoria. La tendencia dominante parece ser la de NO considerarlos responsables de los contenidos que se transmiten por sus servidores, tanto por razones de indole tecnica (imposibilidad de controlar dichos contenidos) como de naturaleza comercial. Aun mas, la orden de secuestro es totalmente absurda, pues afecta a un servicio utilizado por miles de usuarios italianos y de otras partes del mundo, los cuales son totalmente ajenos a los hechos supuestamente delictivos, pese a lo cual se han visto repentinamente privados de un medio de comunicacion indispensable para ellos. Estamos intentando analizar la situacion con el fin de encontrar la mejor solucion a lo que nos parece un caso muy grave y que tendra serias consecuencias. Informaciones recientes se encuentran en las direcciones http://strano.net/news http://geocities.com/Hollywood/Set/2184/inr.html http://www.comune.roma.it/COMUNE/bbs/avana/inr/ http://www.zzz.it/~lutom/inr http://www4.iol.it/decoder/inr y en la lista de correo hackmeeting@kyuzz,org [CAT] --- COMUNICATO IN CATALANO Ma's censura a Internet Dissabte es va cone'ixer un altre episodi contra la llibertat d'informacio' a la xarxa, en aquest cas a Ita'lia. La Policia Postal de Vicenza va segrestar el servidor de l'associacio' telema'tica per la llibertat Isole nella Rete. El tall ha suposat la interrupcio' del servei d'Internet per a un centenar llarg d'entitats, centres socials (una quarantena), ra'dios autogestionades, sindicats minoritaris, grups musicals, e-zines... A ma's, han caigut fo'rums de discussio' sobre Chiapas, drets digitals o gais i s'han desactivat centenars d'adreces electro'niques. El tancament del servidor respon a la denu'ncia que l'age'ncia de viatges Turban Italia Srl de Mila' va posar contra Isole nella Rete perque' en un missatge aparegut en un dels fo'rums es demanava el boicot a aquesta age'ncia perque' es creia que tenia lligams amb interessos econo'nics de l'expresidenta turca Tansu Ciller. Els responsables d'Isole nella Rete, despra's de criticar durament la mesura, han assegurat que els seus serveis es tornaran a penjar ben aviat a l'adreça http://www.ecn.org. **** http://www.vilaweb.com/informatica/index.htm [TED] --- COMUNICATO IN LINGUA TEDESCA Seized! Am Samstag, den 27 Juni um 10:30 Morgens ist der Web-Server von Isole Nella Rete -- Inseln im Netz --, ein nicht-kommerzieller Verein der sozialen Zentren, linken Organisationen und Szene-Radios Raum und Kommunikationsmittel im Netz zur Verfgung stellt, von der Polizei in Bologna (Italien) beschlagnahmt worden. Folglich antwortet der Server unter der URL http://www.ecn.org/ seit heute -- und wir wissen nicht, wie lange noch -- nicht mehr auf Anfragen; die Webseiten sind nicht mehr Abrufbar und und die Email-Dienste stehen ebenfalls nicht mehr zur Verfgung; Dienste, dank derer in den letzten Jahren ein Dichtes Netz der Solidarit„t zwischen vielen Bereichen der Bewegung und selbstverwalteten Orten geschaffen werden konnte. Die Beschlagnahmung fand in den R„umlichkeiten des Providers statt, wo der Server stand. Der Befehl wurde vom Staatsanwalt der Landesstaatsanwaltschaft inVicenza, Paolo Pecori, unterzeichnet und wurde von der Polizei aus Bologna ausgefhrt. Es handelt sich um eine Pr„ventivbeschalgnahmung aufgrund einer angeblichen andauernden blen Nachrede gegen ein Reisebro. Der Grund fr die Beschlagnahmung sei die Ver”ffentlichung einer Nachricht im Web, die ein Kollektiv aus Vicenza geschrieben hat -- eine Abschrift von einem auf Papier gedrucktem Flugblatt das ”ffentlich verteilt wurde. Diese Nachricht ist Ursprnglich an eine Diskussionsliste geschickt worden (cslist), die auf dem Server Isole Nella Rete leuft, und anschlieáend -- automatisch -- im Web ver”ffentlicht worden. Obwohl der Beschlagnahmebefehl keine Personen benennt, gegen dieoffiziell ermittelt wird, hat der Staatsanwalt offensichtlich den Verein Isole Nella Rete fr die Inhalte auf dem eigenen Web-Server fr verantwortlich gehalten. Die Frage der Verantwortung des Providers ist in der Tat Gegenstand hitziger Diskussionen berall auf der Welt, die noch weit davon entfernt ist, eine L”sung zu finden. Die berwiegende Meinung scheint jedenfalls die zu sein, daá die Provider NICHT fr die transportierten Inhalte verantwortlich sind, nur fr die technischen M”glichkeiten und die kommerziellen Aspekte. Auáerdem ist die Beschlagnahmung des gesamten Servers v”llig unangebracht, da dies einen Dienst betrifft den tausende von UserInnen aus Italien und anderen Teilen der Welt benutzen, die mit der Angelegenheit nichts zu tun haben die die Straftat der blen Nachrede erfllt haben soll, und denen pl”tzlich ein notwendiges Kommunikationsmittel genommen wurde. Wir sind dabei, die Situation zu analysieren um die bestm”glichen L”sungen fr diesen schwerwiegenden Fall zu finden, der, wie es auch immer enden wird, eine hohe Resonanz haben wird. Wir informieren Euch, das der Server www.ecn.org, alle Mailinglisten und alle Emailadressen, die darber laufen, zur Zeit nicht erreichbar sind. Wir sind dabei einen Backupserver zusammenzustellen der so schnell wie m”glich ans Netz gehen wird. Aktuelle News gibt es unter den URLs: http://strano.net/news http://geocities.com/Hollywood/Set/2184/inr.html http://www.comune.roma.it/COMUNE/bbs/avana/inr/ http://www.zzz.it/~lutom/inr http://www4.iol.it/decoder/inr und ber die Mailingliste hackmeeting@kyuzz.org [AGE] - AGENZIE [ANS] --- AGENZIA ANSA - 27/6/98 SEQUESTRATO SITO INTERNET PER MESSAGGIO SU AGENZIA TURCA (ANSA) BOLOGNA, 27 GIU La polizia postale di Bologna ha posto sotto sequestro il sito web affittato dall'associazione milanese ''Isole nella rete'' presso la Ds Logics Srl, un provider Internet bolognese. Il provvedimento preventivo e' stato disposto dal procuratore della Repubblica presso la pretura circondariale di Vicenza, Paolo Pecori, in seguito a una querela per diffamazione presentata dall' agenzia di viaggi Turban Italia srl di Milano. Secondo l' accusa, attraverso il sito sarebbe stato diffuso un messaggio intitolato ''solidarieta' al popolo kurdo-Boicottiamo il turismo in Turchia'', in cui comparirebbe una frase che collega alla Turban l' ex premier turca Tansu Ciller, accusata nel testo di essere ispiratrice degli squadroni della morte contro gli oppositori. Il messaggio invita a boicottare i tour proposti dalla Turban. ''Isole nella rete'', cliente della Ds. Logics Srl, ha denunciato l' ''estrema gravita''' del sequestro, ''poiche' non si e' limitato alla rimozione del messaggio incriminato, ma ha chiuso l'intero servizio Internet, oscurando lo spazio web di oltre un centinaio di associazioni, centri sociali, radio autogestite, tra le quali Lila, Telefono Viola, Ya basta, Radio Sherwood, 99 Posse''. ''Ci tocca constatare di nuovo - ha scritto 'Isole nella rete' - l' incongruenza della legislazione vigente con i nuovi strumenti della comunicazione digitale e l' incompetenza degli organi giudiziari''. 27-GIU-98 19:18 [AN2] --- AGENZIA ANSA 1/7/98 - COMUNICATO FEDERAZIONE NAZIONALE STAMPA INTERNET: FNSI, 'PREOCCUPAZIONE PER SEQUESTRO SITO' (ANSA) - ROMA, 1 LUG - La Federazione nazionale della stampa esprime preoccupazione per il sequestro del sito Internet dell'Associazione no-profit Isole nella Rete, avvenuto sabato scorso su disposizione della Procura della Repubblica di Vicenza. La decisione era stata presa in seguito alla querela per diffamazione presentata da un'agenzia di viaggi di Milano, la Turban Italia specialista sulla Turchia, secondo la quale nel sito Web affittato da Isole nella Rete sarebbe comparso un messaggio diffamatorio nei suoi confronti. La Fnsi condivide '' sulla base delle notizie sinora disponibili, la preoccupazione di quanti vedono nel sequestro del server dell'Associazione un fatto grave ed un precedente pericoloso. La Procura della Repubblica di Vicenza si e' mossa, come sembra - continua la Federazione - dopo una denuncia per diffamazione da collegarsi ad un volantino riportato in uno dei tanti spazi messi a disposizione degli utenti del sito Isole nella Rete. Cio' deve allarmare quanti hanno a cuore i principi irrinunciabili e non calpestabili dell'art. 21 della Costituzione. Per analogia e' come se oltre ad un sequestro di copie si fosse decretata la chiusura di un giornale a tempo indeterminato addebitando a quel giornale le presunte offese a mezzo stampa contenute in un annuncio. La Fnsi chiede che il Ministro di Grazia e Giustizia ''intervenga repentinamente onde consentire la massima chiarezza sull'episodio ed il ripristino della piena legalita'. Questo episodio - conclude la nota - dimostra peraltro l'inderogabile necessita' di norme legislative a tutela della comunicazione e dell'informazione on line, settori dove tutto e' oggi possibile e dove i diritti degli operatori, giornalisti compresi, vengono quotidianamente calpestati da metodi di diffusione dei messaggi che ricordano il Far West'' 01-LUG-98 19:32 [ADN] --- AGENZIA ADNKRONOS - 1/7/98 ADN0341 7 01/07/1998 17:40 INTERNET: FNSI, FATTO GRAVE SEQUESTRO 'ISOLE NELLA RETE' Roma, 1 lug. (Adnkronos) - La Federazione nazionale della stampa italiana interviene nel caso del sequestro del server bolognese di ''Isole nella Rete'', il sito internet che ospita realta' informative ''antagoniste''. Il sequestro, deciso dalla procura di Vicenza sabato scorso, e' definito dalla Fnsi ''un fatto grave e un precedente pericoloso''. A quanto sembra, scrive la federazione, la procura ''si e' mossa dopo una denuncia per diffamazione da collegarsi ad un volantino riportato in uno dei tanti spazi messi a disposizione degli utenti del sito''. (Sec/Gs/Adnkronos) [ART] - ARTICOLI [MA3] --- MANIFESTO 4/11/97 - LA TURBAN E LE SPECULAZIONI SUI PROFUGHI il manifesto del 04 Novembre 1997 TRAFFICANTI Un grande business da Istanbul e Atene fino all'Italia DINO FRISULLO* - E' POSSIBILE che i profughi di Leuca siano parte dei 600 bloccati 10 giorni fa dalla polizia turca in partenza da Capalca. O di quelli che incrociano nel Mediterraneo in attesa dello sbarco: una flotta gestita da mafiosi-managers con agenzie nel centro di Istambul, come la Obersiz , o di Atene e Karachi. Alcuni sono stati arrestati dopo la denuncia del settimanale turco Aktuel , ripresa da un'inchiesta della Rete antirazzista pubblicata da Narcomafie . Ma questo non incrina la rete costruita nel Mediterraneo orientale, dopo il golpe dell'80, dalla mafia turca che lucra sull'esodo, noncheacut; sul traffico dell'80% dell'eroina europea. Una rete nota agli inquirenti e al governo italiano, anche in base alle denunce degli esponenti kurdi e alla rottura dell'omertagrav; prodotta nelle comunitagrav; asiatiche dall'orrore dei naufragi. Una rete protetta dal governo turco: l'ambasciata di Roma ha consentito la fuga in Turchia dei due capitani della Akfikebir , fintisi profughi come i 189 kurdi sbarcati in Calabria il 29 maggio. Il Rapporto sulla sicurezza in Italia individua a Palermo e Milano due centri della mafia turca. E a Milano il numero di Mehmet Agar, poi ministro dell'interno, era in tasca ad uno dei mafiosi arrestati nell'85, membri del partito dei Lupi grigi che gestisce da Zurigo il traffico di droga e armi. Nomi come Yavuz Mehmetoglu, Mardinli Naif, Zaza Noureddine, Emin Bungol, Adiyamanli, Gunduz, Hider Turan sono noti sia alla polizia sia ai clandestini che s'affollano sul Bosforo, e i loro introiti -un milione di dollari per una carretta a pieno carico pagata 50 mila dollari, e poco male se si sfascia sugli scogli con la merce - confluiscono nelle lavanderie turco-cipriote attribuite ai coniugi Ciller. La merce egrav; inesauribile: reclutatori pakistani la inviano in Grecia e Turchia dal subcontinente indiano, mafiosi kurdo-iracheni dal nord Iraq in guerra, militari turchi (come la Banda di Yuksekova guidata dal locale comandante) e milizie kurde filogovernative rastrellano i profughi dai 4 mila villaggi kurdo-turchi distrutti. Il proibizionismo sugli ingressi per lavoro, e la chiusura politica all'asilo di chi fugge dal grande partner turco, consegnano gli infelici agli schiavisti. Oltre alle carrette stipate, che non partirebbero senza coperture, il flusso da vent'anni segue la rotta delle navi passeggeri e portacontainer e di bus di linea, incluse le compagnie di stato Denizellik Yollari e Turban . E anche la via aerea: quando erano premier la Ciller e Berisha, Istambul e Tirana erano collegate da due charter quotidiani di clandestini. Merci, come eroina e armi; ma merci che, libere dal ricatto, possono parlare e fare nomi. E anche quei nomi grideremo a Istambul l'11 novembre, al processo al Treno della pace che ribalteremo in un processo alla guerra, alla mafia e allo stato turco. * di Senza Confine [GIO] --- IL GIORNO - 28/6/98 Cancellate 15mila pagine LA GUERRA CURDA FA ALTRE VITTIME: SU INTERNET articolo di Enrico Favanna Il giorno 28/6/98 PASTICCIACCIO turistico-giudiziario su Internet. La Turban Italia, touroperator milanese leader nei viaggi in Turchia, scopre che in un sito web compare una frase che uccusa indirettamente l'azienda di complicita' nel genocidio del popolo curdo. Come? Collegando la Turban all'ex premier turco Tansu Ciller, la lady di ferro uccusata nel testo di aver ispirato gli squadroni della morte, i Lupi Grigi, che tante vittime hanno fatto tra intellettuali e sostenitori della causa curda. La frase e' contenuta in un messaggio, sintetizzabile cosi: Boicottiamo il turismo in Turchia, per non armare ulteriormente un esercito che fa strage di curdi, messo in circolo da Isole nella rete, un'associazione milanese. SPORGE QUERELA La Turban e, su mandato di un pm di Vicenza, La polizia postale di Bologna mette sotto sequestro il sito meb. Ma, forse nella fretta, secondo la denuncia di Isole nella rete il provvedimento chiude un intero servizio Internet, oscurando oltre un centinaio di associazioni e centri sociali, gruppi musicali e radio, tra cui la Lila, il Telefono Viola, Ya Basta, i 99 Posse... NELLA GUERRA dimenticata tra la Turchia e il Pkk (il movimento di lotta curdo), stavolta sono andate in fumo 15mila pagine virtuali, e anche il lavoro di molti. Ma soprattutto la liberta' di espressione, dice Sandro Moretti, presidente di Isole nella rete. [REP] --- REPUBBLICA - 28/6/98 SOTTO SEQUESTRO UN SITO INTERNET per un messaggio anti-turco La Repubblica 28/6/98 MILANO - Primo sequestro di un sito Web italiano su Internet. Lo ha sigillato ieri la polizia postale di Bologna all'associazione Milanese Isole nella Rete. Il provvedimento e' stato disposto dalla pretura di Vicenza, ed e' stato deciso dopo una querela per diffamazione presentata dall'agenzia di viaggi Turban Italia di Milano. Secondo l'accusa, attraverso il sito, sarebbe stato diffuso un messaggio intitolato solidarieta' al popolo kurdo - Boicottiamo il turismo in Turchia in cui comparirebbe una frase che collega alla Turban l'ex premier turca Tansu Ciller, accusata di essere ispiratrice degli squadroni della morte contro gli oppositori. Isole nella rete ha denunciato la gravita' del sequestro poiche' non si e' limitato alla rimozione del messaggio, ma ha chiuso l'intero servizio Internet, oscurando lo spazio Web di oltre un centinaio di associazioni, centri sociali, radio autogestite, tra le quali la Lila, Telefono Viola, Ya Basta, Radio Sherwood, 99 Posse. Ci tocca constatare l'incongruenza della legislazione vigente con i nuovi strumenti di comunicazione digitale. [MAN] --- MANIFESTO - 28/6/98 BOLOGNA, LA POLIZIA ZITTISCE I CENTRO SOCIALI Il manifesto 28/6/98 Un brutto risveglio per l'amministratore delegato della Ds Logics, una societa' bolognese di informatica che ospita gli archivi, i programmi e i gruppi di discussione di Isole nella Rete, la rete telematica italiana legata ai centri sociali non solo presente su Internet. Ieri mattina, infatti, due ispettori della polizia postale si sono presentati nella sede della Ds Logics e hanno chiesto il sequestro del computer in base a uno esposto della TurbanItalia, una azienda turistica specializzata in viaggi per la Turchia. Oggetto un messaggio, comparso il 15 gennaio di quest'anno, in cui la TurbanItalia era indicata come una societa ai cui affari e' interessata l'ex premier Ciller, ispiratrice degli squadroni della morte. Immediata la risposta legale della TurbanItalia, che richiese subito il ritiro del messaggio che, come specificarono i responsabili di Isole nella rete, era all'interno di una campagna di boicottaggio del turismo in Turchia promossa da alcune asso ciazioni di solidarieta' con il popolo kurdo e che non e' loro consuetudine mettere il naso nei contenuti dei messaggi, il cui contenuto politico - la denuncia della repressione del popolo kurdo - era condiviso. Tra incontri e scambi di lettere alla fine sembrava che l'accordo tra la rete telematica e la societa turistica fosse raggiunto: il messaggio rimaneva e la TurbanItalia replicava. Ma ieri la polizia postale ha pero' chiesto il sequestro del server (il computer e il software per la gestione del traffico telematico). [RE2] --- REPUBBLICA - 29/06/98 Oscurate 15 mila pagine del sito dopo una querela per diffamazione da parte di un'agenzia di viaggi La repubblica, 29 giugno 1998 Un giudice mette i sigilli al server Isole nella rete La reazione: Quel pm non sa di cosa si sta occupando di ANNALISA USAI ROMA - Domanda: che cosa deve fare un giudice che trova in un sito Internet frasi o concetti ritenuti ingiuriosi? Prima strada (logica e di buon senso, oltre che giuridicamente ineccepibile): ordinare ai responsabili del sito di eliminarli. Seconda strada (grave, autoritaria, nonché giuridicamnte discutibile): chiamare la polizia postale e far mettere i sigilli al server. Come dire: per controllare una voce, si tappa la bocca a tutti. E' accaduto a Bologna, al server del sito Isole nella rete, associazione non profit che ospita circa 15 mila pagine web di impegno sociale e di militanza pacifista, chiuso con un'ordinanza urgente di un pm di Vicenza, che, in un colpo solo, il 27 giugno ha lasciato senza voce: la Lila, l'ASIcuba, il Telefono Viola, Ya basta, 40 centri sociali, le radio Onda d'Urto, Black Out, Sherwood, le riviste .Zip, Necron, BandieraRossa, Freedom Press, i gruppi musicali 99 posse, Sunscape, Electra, Petra Mescal, la mailing list di solidarietà con il Chiapas, quella di informazione e discussione sui nuovi diritti nell'era informatica, quella delle comunità gay italiane e le caselle postali di centinaia di utenti. Tutto spento. L'indirizzo www.ecn.org non risponde più alla chiamata. La storia comincia alla fine di aprile, quando l'agenzia di viaggi Turban Italia Srl di Milano presenta una querela per diffamazione contro il sito Isole nella rete perché il 16 gennaio nelle sue pagine web era apparso un messaggio dal titolo Solidarietà al popolo kurdo - Boicottiamo il turismo in Turchia, a firma del Collettvo Spartakus, Lega per i diritti e la liberazione dei popoli, sezione di Vicenza. Ogni lira data al regime turco con il turismo è una pallottola in più contro i partigiani, le donne, i bambini kurdi, scriveva il Collettivo Spartakus. Poi il riferimento diretto all'agenzia turistica: L'invito della Turban Italia ai tour e soggiorni al mare nella Turchia è decisamente un pugno nello stomaco (...) i paradisi turistici decantati da Turban Italia sono soltanto oasi blindate (...) è risaputo che agli affari della Turban è direttamente interessata l'ex premier Ciller, ispiratrice degli squadroni della morte che hanno provocato la morte di centinaia di oppositori, kurdi e turchi. La Turban Italia, come è legittimo, non gradisce questi concetti: li ritiene lesivi della sua immagine e, giustamente, chiede al magistrato che quel messaggio venga cancellato. E il procuratore della Repubblica di Vicenza, Paolo Pecori, cosa fa? Invece di ordinare la soppressione di quel testo, firma un ordine, urgente, di oscuramento del sito. Per impedire ulteriori danni alla querelante società Turban Italia danneggiata giorno per giorno dalle frasi leggibili sul sito web, scrive nell'ordinanza.Eravamo disponibili a togliere il messaggio, ma il magistrato ha giudicato i tempi tecnici necessari troppo lunghi, spiega Sandro Moretti, presidente dell'associazione Isole nella rete. Eravamo anche disponibili a pubblicare un comunicato della Turban. Eravamo in trattativa, ma il provvedimento del magistrato ha mandato tutto verso un'altra direzione. La conclusione che Moretti trae dall'intera vicenda è molto lineare: la nostra legislazione è incongrua, e gli organi giudiziari sono incompetenti ad affrontare i nuovi strumenti della comunicazione digitale. Al punto da poter tranquillamente affermare: Credo che il magistrato non sappia di che cosa si sta occupando I responsabili di Isole nella rete si preparano quindi a dare battaglia. Intanto hanno chiesto ospitalità a Geocities e a Strano.net, dove hanno pubblicato immediatamente la loro nota di protesta. E promettono che già da domani il server avrà un nuovo indirizzo. Questo gravissimo attentato alla libertà di espressione non sarà sufficiente a metterci a tacere, dicono in un comunicato. Ed è certo che nella loro protesta non saranno soli. Preoccupazione, sorpresa e indignazione: questo il messaggio di solidarietà che arriva da Alcei, l'Associazione per la libertà della comunicazione elettronica. Il sequestro di un computer potrebbe essere ammissibile se si trattasse di una macchina rubata, spiega l'avvocato Luca De Grazia, vicepresidente di Alcei. Ma se si tratta di informazione è inaccettabile e inutile, è un atto gravemente lesivo dei diritti fondamentali della persona. Sarebbe bastato chiedere la rimozione cautelativa del messaggio dal sito, continua l'avvocato, ma l'atto del magistrato è un chiaro tentativo di introdurre surrettiziamente il concetto di responsabilità oggettiva del provider. [PUN] --- EDITORIALE - PUNTO INFORMATICO - 29/6/98 Diffamazione: e' sufficiente l'ipotesi di reato a tagliare fuori dalla rete mondiale decine di organismi, enti ed associazioni e migliaia di utenti Fonte: Punto Informatico - 29/06/98 - Roma - No, davvero non ci interessa sapere perché l'agenzia di viaggi Turban Italia ritenga di essere stata diffamata da un messaggio virtuale. Ci interessa pero' capire cosa abbia spinto la procura vicentina a sequestrare il server Internet di Isole nella Rete. Perche' non ci e' possibile credere che per farlo abbia ritenuto sufficiente una denuncia per diffamazione presentata dalla Turban. Le ipotesi sono due. La prima e' che il pubblico ministero vicentino Paolo Pecori che ha emesso l'ordinanza di sequestro non sia a conoscenza dell'oggetto del sequestro stesso, ovvero della natura di un server Internet, delle sue funzioni, dei servizi offerti e così via. La seconda e', invece, che tutto questo sia ben noto e che la denuncia della Turban abbia rappresentato il pretesto necessario a tagliare fuori dalla rete un elenco impressionante di associazioni, stazioni radiofoniche, gruppi di incontro, iniziative e, ovviamente, utenti. Si', perche' se in passato i precedenti sequestri di server (e' incredibile ma e' gia' accaduto) potevano essere imputati alla diffusa ignoranza di cosa la rete sia, ignoranza diffusa anche presso l'autorita' giudiziaria ma non solo, il sequestro dei computer di Isole nella Rete assume un connotato ben piu' inquietante. Isole nella Rete ha infatti una precisa identita' politica di forte e acerrima contestazione alle "autorita' costituite". Si puo' essere d'accordo o meno su alcuni dei contenuti del Web di Isole, ma l'operazione compiuta dalla Polizia Postale su mandato del pm vicentino appare ben piu' scandalosa, retriva e pericolosa di qualunque frase, appunto, lettera o notizia si potesse leggere sul server di Isole. Ma non e' tutto qui. La Procura ha sottratto alla rete e ai legittimi utenti non soltanto la possibilita' di andare on line e di gestire i propri siti, brutalmente tagliati fuori, ma anche tutti i materiali, spesso personali come le lettere di posta elettronica, che quelle centinaia di utenti conservavano su quel server. In altre parole per dare la caccia agli autori di un messaggio che forse verra' in futuro giudicato diffamante, la privacy di centinaia di persone, la loro liberta' e il loro diritto di comunicare e di esprimersi, i loro investimenti non solo economici, il tempo passato nella realizzazione di progetti in rete, sono quanto e' stato calpestato dall'ingiustificabile agire del pm vicentino. Chi, come, ripaghera' i danni fatti e i torti subiti? Dov'e' Stefano Rodota', garante della Privacy? Quale altra azione possono compiere gli utenti, le associazioni, le emittenti radiofoniche, i tanti gestori dei siti residenti sul server se non denunciare il pm vicentino per abuso di potere, invasione della privacy, sottrazione illecita e chi piu' ne ha piu' ne metta? C'e' un altro elemento da considerare, vale a dire il silenzio della stampa "ufficiale" per quanto e' successo. Il Corriere della Sera riportava tre righe di un trafiletto... Ma cosa sarebbe accaduto, invece, se per un mese o per chissa' quanto tempo lo stesso Corsera venisse sequestrato a causa di una denuncia per diffamazione scatenata da uno dei suoi articoli o, peggio, da una lettera pubblicata nella rubrica della posta? Ma se questo non e' mai accaduto ad un quotidiano a diffusione nazionale e puo' invece accadere ad un server Internet si e' di fronte ad uno scandalo intollerabile e ad una distorsione del diritto costituzionale per comprendere il quale non e' certo necessario essere degli esperti. Non si puo' tacere. Non si puo' andare oltre, come nulla sia accaduto. Oggi all'indirizzo http://www.ecn.org non risponde piu' Isole nella Rete ne' e' dato di sapere se come e quando questa URL potra' essere riattivata. Quanto e' accaduto impone una profonda riflessione a tutti coloro che hanno a cuore la rete. Perche' la sottrazione di un server Internet e' una delle poche possibili strade con cui un atto di follia giudiziaria puo' effettivamente censurare e ingabbiare idee, iniziative e individui. Paolo De Andreis, Luca Schiavoni (Redazione di Punto Informatico) [FRE] --- FREEDOM PRESS - 29/6/98 articolo di freedom (storica rivista anarchica di londra) FREEDOM PRESS WEB SITE SEIZED Weekend raid on ecn server, Italy. At 10.30 am, Saturday 27th June, police in Bologna, North Italy, raided the premises of the European Counter-Information Network, seizing their computer which was hosting internet material for Freedom Press. Everyone knows that groups like ourselves - publishing material which challenges established institutions - run the risk of being silenced by those we criticise. There is nothing new in this. But what is new, and instructive, is how such gagging techniques are to be applied to the internet. People who have access to the internet can read Freedom Press material held on various computers around the world. We have information which is hosted for us by people in Holland, Canada and, up until the 27th June, Italy. The European Counter-Information Network (also known by the name of the collective which maintains the site - Islands in the Net) is, of course, a non-profit making organisation whose main offence would seem to be a belief in freedom of expression. Those who visit their site are faced with a wide choice of alternative information in a variety of languages not only coming from Italy but from all around the world. More than 40 of the Italian Social Centres (we have reported on before in Freedom) use the service along with labour organisations like the Spanish CNT and the Italian USI. Alternative radio stations such as Onda d'Urto, Radio Blackout and Radio Sherwood use space on the server alongside paper publications like Freedom Press, Bandiera Rossa from Milan and various digital publications like .zip. Music bands also have their pages which bring in many of the thousands of people who use the ecn server on a daily basis: visiting the web site or using the discussion forums known as mailing lists. These include a huge variety of subjects ranging from news about developments in Chiapas to citizens rights in a digital age and the only discussion list about gay rights in Italy. All this came to a sudden end on Saturday when the State Prosecutor for Vicenza - Paoli Pecori - authorised the seizure by the police of the computer which held this information. Thus, in the words of one member of the collective, 'from now on (and who knows for how long?) the server will be down and... the construction of a strong solidarity network among several self-organised collectives (will be halted)'. REASON FOR SEIZURE The precise reason why the server has been seized remains unclear. Ostensibly it goes back to a message sent to one of the mailing lists which denounced a Turkish travel agency - Turban Italia Sri whose headquarters is in Milan - by linking them to the financial interests of the former Turkish premier Tansu C,iller and which called on people to boycott the agency in solidarity with the Kurdish people. What makes the situation strange is that the material in question had already been published on a flier and was in the public domain. In this instance the information was only being reproduced. Even stranger, perhaps, is that the ecn collective should be held responsible for the contents of a document they had not been involved in producing and, no longer strange but rather sinister, that all the many groups we have listed should be silenced. It's a bit as though the BBC (TV, radio and paper publications) were shut down without warning because a DJ on Radio One had read out a message from a listener because it contained questionnable material. All this would be funny if it weren't true. The whole question of content control on the internet is a worldwide question now like the internet itself. Here in the UK the government has started the ball rolling officially with talk about copyright and unofficially it has begun in the press with fear campaigns about child pornography and bomb making recipes. The hidden agenda is just that: hidden. It comes out into the open when the kind of think we are seeing in Italy today will be in our own backyard tomorrow. Fortunately, resistance is a possibility. The ecn server will not be down for long and already moves are being made to mirror (duplicate) parts of the site elsewhere. This kind of move has precedents and sometimes when the authorities go for the little folk (remember McDonalds?) it can backfire. Here however we are dealing with state censorship. A different beast and possibly more vicious than a hamburger. FREEDOM PRESS INTERNATIONAL FREEDOM PRESS '68 retro [CUD] --- COMPUTER UNDERGROUND DIGEST - 28/6/98 Computer underground Digest Sun Jun 28, 1998 Volume 10 : Issue 36 ISSN 1004-042X Editor: Jim Thomas (cudigest@sun.soci.niu.edu) News Editor: Gordon Meyer (gmeyer@sun.soci.niu.edu) Archivist: Brendan Kehoe Shadow Master: Stanton McCandlish Shadow-Archivists: Dan Carosone / Paul Southworth Ralph Sims / Jyrki Kuoppala Ian Dickinson Field Agent Extraordinaire: David Smith Cu Digest Homepage: http://www.soci.niu.edu/~cudigest CONTENTS, #10.36 (Sun, Jun 28, 1998) File 1--Seized the server of Islands in the Net (Italy) File 2--"Internet Kidnapping" case update - TELECOM Digest reprint File 3--On-Line Guitar Archive closes to avoid lawsuit File 4-- A Week of Free Hacking (Telecom Digest reprint) File 5--New Mailing List - Cybercafe & Community File 6--Protecting Judges Against Liza Minnelli File 7--DR DOS and the Browser Wars File 8--Imaginary Gardens. The Year 2000 Fear Bug. June 11, 1998 File 9--Cu Digest Header Info (unchanged since 25 Apr, 1998) CuD ADMINISTRATIVE, EDITORIAL, AND SUBSCRIPTION INFORMATION ApPEARS IN THE CONCLUDING FILE AT THE END OF EACH ISSUE. --------------------------------------------------------------------- Date: Sat, 27 Jun 1998 18:00:39 -0700 (PDT) From: Arturo Di Corinto Subject: File 1--Seized the server of Islands in the Net (Italy) Hi Jim, I have a very sad news. The server of Islands in the Net has been seized by the police and we need your help to ditribute widely these infos. Apart of that, any comments or suggestion from you will be very appreciated. Please insert the message below in the bulletin. Thank you *** please re-distribute widely *** Saturday, June 27th at 10:30 am the server of Islands in the Net (Isole nella Rete, an Italian non-profit association that offers communication spaces to social centres, free radios and collectives of the movement) has been seized by the Postal Police in Bologna for allegedly defamatory material posted on its system. Starting from now, and who knows for how long, the server at http://www.ecn.org is down, its web pages are no longer available online and all its e-mail services that permitted in the last years the construction of a strong solidarity network among several self-organized collectives are shut down. The seizure took place in the office of the Internet provider hosting the server, ordered by the State Prosecutor of Vicenza Paolo Pecori and was executed by officers of the Postal Police of Bologna. It is a 'preventive' seizure, claiming the crime of 'prolonged defamation' toward a travel agency in Milan. The reason for the seizure would be the web publication of a message posted by an Italian collective, accurate transcription of a printed flyer publicly distributed. This message was first sent to a mailing list (cslist) hosted by the server of Islands in the Net and then published on the web through the usual automatic procedure. The flyer (and the message posted on the mailing list and on the web as well) claimed that Turban Italia Srl, a travel agency in Milan, had strong financial ties to former Turkish Prime Minister Tansu Ciller, then suggesting a boycott of the agency services in solidarity with Kurdistan people persecuted by Turkish government. Although the seizure order still does not explicitly mention any person formally charged with the crime of defamation, the judge that ordered this action evidently holds Islands in the Net liable for the content of anything hosted by its Internet server. The liability of the providers for the contents they carry is actually a very hot topic worldwide still far from a viable solution. However, the main direction is that Internet providers should NOT being hold liable for the contents they carry, at least on grounds both of technical feasibility and commercial suitability. The order of seizure of the server (and its entire content), furthermore, seems exceptionally harmful because it hits a service used by hundreds of users in Italy and abroad, completely unaware of the events that conducted to the charge. Now those users are suddenly deprived of their communication tool, without any notice or explanation. Their rights have been clearly violated. We are currently closely studying the situation in order to find the best solutions to what seems to us an extremely serious event that will, in any case, be known far and wide. For now the web server at www.ecn.org, all the mailing lists and all the e-mail addresses hosted by the server are down. We are working to set up a backup server as soon as possible. For more info and the latest news: http://strano.net/news http://geocities.com/Hollywood/Set/2184/inr.html mailing list (in Italian) [send mail to including 'subscribe hackmeeting' in the body message] [LIV] --- GIANCARLO LIVRAGHI - 29/06/98 Le regole di Internet Pericolo: sequestratori in agguato di Giancarlo Livraghi - 29.06.98 Il recente sequestro di un server a Bologna, disposto da un magistrato di Vicenza, tale Dott. Paolo Pecori, è un episodio molto grave in sé; ma soprattutto è un sintomo assai preoccupante della violenza e dei soprusi di cui sono capaci le nostre autorità quando si tratta dell’internet. Vorrei fare due premesse. La prima è che mi avventuro con un po’ di imbarazzo in un sito frequentato da persone competenti in giurisprudenza, materia in cui ho una scarsissima preparazione; mi esprimo qui come cittadino, non come esperto di legge, e spero di essere perdonato per qualche imperfezione tecnica. La seconda è che nelle estese e spesso strumentali polemiche che circondano la giustizia in Italia non sono affatto ostile alla magistratura; anzi considero fondamentale il suo compito nel combattere i gravi problemi che affliggono il nostro paese, dalla corruzione alla criminalità organizzata. Ma proprio per questo mi indigna e mi addolora vedere magistrati e forze dell’ordine svolgere così male il loro ruolo. L’Italia è tristemente famosa in tutto il mondo per il crackdown del 1994: considerato dagli esperti internazionali la più massiccia operazione persecutoria contro le reti telematiche mai avvenuta in un paese democratico. Se allora l’elemento scatenante fu una caccia al software non registrato (che un’assurda legge considera un atto criminale perseguibile d’ufficio, anche se alcune sentenze più recenti ne danno un’interpretazione più ragionevole) in altre occasioni i pretesti furono di altra specie. Le attività investigative continuarono, spesso con episodi tragicomici (come il sequestro di computer che alcune persone, del tutto estranee all’indagine in corso, avevano lasciato in un negozio per farli riparare) ma alcuni magistrati si resero conto dell’inutilità dei sequestri. Ci sono infatti casi esemplari di indagini condotte senza alcuna inutile persecuzione di innocenti e senza alcun sequestro, semplicemente facendo copia del materiale di cui gli inquirenti volevano disporre. Ma i sequestri continuano; talvolta perché è il magistrato a darne disposizione, talaltra (se sono esatte le informazioni che ho avuto su alcuni casi) per un errore – non è facile capire se intenzionale o no – delle "forze dell’ordine" che male interpretano le istruzioni ricevute. Uno dei problemi è che spesso le vittime si rifiutano di dare documentazione perché temono ritorsioni – e anche questo è un sintomo piuttosto preoccupante della situazione sociale e culturale in cui viviamo. Il sequestro di un server il 27 giugno 1998 a Bologna non è un caso isolato. Ma è un tipico esempio di quanto gravi possano essere le conseguenze dell’ignoranza (voglio essere "ottimista" e sperare che non si tratti di intenzionale persecuzione). Senza entrare nel tema specifico di quali leggi e norme istituzionali siano trasgredite, è chiaro che si tratta di violazioni gravi di alcuni fondamentali diritti dell’uomo, fa cui quello di esprimere liberamente le proprie opinioni e quello di disporre di strumenti di comunicazione e di lavoro. Anche a costo di ripetere cose che molti (fra cui io) hanno già detto e scritto, ecco alcuni dei motivi per cui queste azioni sono intollerabili. Ogni indagato è innocente fino a quando è dimostrata la sua colpevolezza. Privarlo di un computer (si sono avuti non pochi esempi del sequestro anche di "periferiche", come stampanti e altre attrezzature) equivale a togliergli la possibilità di lavorare, di accedere alle informazioni di cui ha bisogno, di comunicare con il mondo. Nel momento in cui si sequestra un computer (specialmente se è un server o comunque è utilizzato per dare un qualsiasi servizio ad altre persone) si danneggiano automaticamente persone e organizzazioni del tutto estranee all’oggetto dell’indagine. Immaginiamo, per estremo, che si metta fuori uso la documentazione di un medico o di un ospedale: quali potrebbero essere le conseguenze per i pazienti? Sarebbe possibile, in quel caso, perseguire magistrati e polizia per tentato omicidio o lesioni gravi? Ma anche senza arrivare a ipotesi così estreme, è sempre grave che qualcuno possa essere improvvisamente, e senza alcun motivo, privato del suo indirizzo postale, del suo sistema di comunicazione, delle sue relazioni di vita e di lavoro solo perché transitano su una macchina appartenente a qualcuno che è incappato nel meccanismo di un’indagine. La cosa è aggravata dal fatto che chi ordina o effettua il sequestro non sa, né si preoccupa di sapere, quanti "estranei" colpisce nei loro diritti fondamentali. Se non è ammessa l’ignoranza della legge, a maggior ragione mi sembra che non possa essere ammessa l’ignoranza, da parte di chi esercita potere, delle conseguenze dei suoi atti; specialmente quando saperlo è molto facile – basta chiedere consiglio a un buon tecnico o a qualsiasi persona esperta della rete. Inoltre, sono molti i casi (come quello del 27 giugno a Bologna) in cui si usa un bazooka per uccidere una zanzara. Qualcuno considera "diffamatorio" un messaggio (solo a processo avvenuto si potrà capire se c’era davvero diffamazione o no). Viene messo fuori uso l’intero ambiente in cui quel messaggio è comparso, insieme a migliaia di altri. Non mi risulta che alcun magistrato abbia mai disposto il sequestro di un giornale solo perché qualcuno si considerava "diffamato" da una lettera di un lettore. Ma in questo caso è ancora peggio: è come se si mettessero sotto sequestro le rotative del giornale e dell’intera casa editrice, o di qualsiasi altra testata che abbia la sfortuna di essere stampata in quella tipografia. "Fatto salvo", naturalmente, il fatto che un internet provider non è un editore, né il direttore di un giornale, e non può essere in alcun modo ritenuto responsabile dei contenuti che altri mettono in rete tramite il suo servizio. È anche come se, contemporaneamente, si sequestrasse un ufficio di smistamento postale e si sottraesse ai destinatari tutta la posta in partenza da quell’ufficio e tutta la posta in arrivo in quel settore (compresi vaglia, versamenti in conto corrente postale, eccetera) tenendo poi bloccato "a tempo indeterminato" l’intero servizio postale in quella zona... e magari si "iscrivessero al registro degli indagati" i postini e gli impiegati o dirigenti dell’ufficio. E tutto ciò perché da quella sede postale è transitata una cartolina in cui si esprimono opinioni che qualcuno considera offensive; e quando l’unico "corpo di reato" (la cartolina) è già nelle mani degli inquirenti. Oltretutto, questi interventi sono piuttosto stupidi, perché fanno danni gravi agli innocenti (che non hanno alcun motivo di prevedere un sequestro) e difficilmente ledono chi si aspetta un provvedimento del genere e può con discreta facilità predisporre quanto necessario per avere in altra sede un duplicato di tutto ciò che gli viene sottratto. Non so, cari amici esperti in legge, come posso far valere i miei diritti di "cittadino della rete", visto che (per mia fortuna) non sono direttamente toccato né dall’incredibile caso di Bologna né da altri dei molti episodi del genere; ma poiché uso la rete tutti i giorni non posso non sentirmi minacciato. Mi sembrano molto più pericolose le autorità italiane (magistrati, polizia, politici, legislatori e pubblica amministrazione) di qualsiasi virus o del più astuto malfattore. Se potessi, citerei per violenza, intimidazione, abuso di potere e lesione dei diritti civili il dottor Paolo Pecori di Vicenza e tutti i suoi simili. Comunque non perderò occasioni per denunciarli davanti al tribunale della pubblica opinione, in Italia e nel mondo. [MA2] --- MANIFESTO - 30/6/98 - FRANCO CARLINI Le isole isolate dalla rete Il manifesto, 30 giugno 1998 - Franco Carlini Per la prima volta in Italia, le norme di vigilanza applicate alla carta stampata sono state trasferite alle reti telematiche. Parte offesa l'agenzia di di viaggi Turban Italia, parte lesa Isole nella Rete: dopo la cancellazione del messaggio il sequestro del server. Fine trasmissione. Da tempo la polizia di stato ha messo all'opera un po' di esperti perchè imparino tutto delle reti di computer e le controllino adeguatamente: si chiama prevenzione dei reati. Un tempo schedavano i volantini, ora le pagine Web. Sono giovani preparati e svegli, quindi è del tutto impossibile credere che, di fronte all'ordine del magistrato di Vicenza di far cessare un reato di diffamazione continuat, non siano stati capaci di fare altro che staccare la spina del computer. Qualora il capo della polizia avesse bisogno di consulenza, i redattori di queste pagine sono disponibili a spiegare (gratuitamente) come si fa: si va sull'indirizzo incriminato utilizzando un programma di navigazione, lo si copia su di un fogliettino, e poi, usciti da Internet, si raggiunge quella singola pagina, directory dopo directory; su di essa infine si opera con il tasto delete, talora chiamato cancel o elimina. Tutto lì, cinque minuti di lavoro. Per come è stata condotta, invece, l'operazione contro Isole nella Rete è scorretta, abusiva e illegale. Infatti crea un danno superiore al male che si voleva combattere: è come se si chiudesse una città a tempo indeterminato per trovare un ladro di motorini. Un avvocato combattivo come l'onorevole Gaetano Pecorella (Forza Italia) certo non mancherà di farsi vivo con i danneggiati per offrire gratuitamente i suoi servigi e per denunciare l'abuso dei poliziotti di Bologna. Nell'occasione dimostrerà che lui è sempre dalla parte dei più deboli, anche quando non sono imputati di Tangentopoli. Per parte sua il ministro Napolitano, volendo rendere evidente che anche gli ex comunisti hanno a cuore la libertà di espressione, aprirà un'inchiesta e certo rimuoverà qualcuno. Sicuramente darà ordini precisi perchè nel futuro non si blocchino centinaia di pubblicazioni in un colpo solo. E poco importa se si tratta di un episodio minore: è dalle piccole cose che si vede la civiltà delle forze dell'ordine. L'episodio segnala una tendenza oramai diffusa e molto preoccupante: le cose che avvengono in rete sono guardate con particolare sospetto e si sta creando una sorta di legislazione di fatto che punisce più pesantemente ciò che avviene sull'Internet, rispetto a identiche fattispecie di reato che si svolgano nella Real Life, nella vita reale. In Italia come in altri paesi arretrati culturalmente e tecnologicamente, governi e polizie vedono con particolare sospetto tutta questa circolazione di idee non uffciali, non stampate, non proprietarie. Vale per i paesi islamici, per la Cina, per il Vietnam. Ma punte di stupida repressione sono emerse di recente anche in Germania, sempre grazie a giudici dell'altro secolo. Il magistrato di Vicenza sembra completamente all'intemo di questa cultura: eppure sarà stato giovane studente anche lui e i suoi professori di diritto gli avranno spiegato come la libertà di espressione sia addirittura uno dei fondamenti della democrazia occidentale. Perciò ogni atto che la deprime, anche se esercitato a tutela di altri beni importanti come la reputazione di una persona (o di un'agenzia di viaggi) va praticato con equilibrio e saggezza. In questo caso non c'è stato nulla di tutto ciò e ci sarà da ridere al processo, quando anche la diffamazione risultasse inesistente. Nell'attesa: niente posta per centinaia di persone, niente riviste nè gruppi di discussione. Pagheranno i danni il magistrato di Venezia e il ministro degli Interni? Quanto alla agenzia di viaggi Turban Italia, l'invito a non utilizzare i suoi servizi per andare in Turchia può essere solo rilanciato, questa volta a difesa della libertà di comunicazione: dei curdi, dei turchi e degli italiani. [VEC] --- MANIFESTO - 30/6/98 - BENEDETTO VECCHI Sequestro digitale Il caso Isole nella rete Il manifesto, 30 giugno 1998 - Benedetto Vecchi Il magistrato di Vicenza che ha chiesto il sequestro del computer che gestisce l'archivio, lo scambio di messaggi e il traffico della rete telematica Isole nella rete non sapeva che la sua ordinanza avrebbe aperto un caso nella giurisprudenza italiana. Intervenuto dopo un esposto della società Turban Italia, Paolo Pecori (questo il nome del magistrato) ha applicato alla lettera gli articoli del codice civile che regolano la diffamazione e la querela, chiedendo, come avviene per i libri o le riviste, il ritiro dalla circolazione del messaggio incriminato. La querelle tra Isole nella rete e Turban Italia ebbe inizio lo scorso inverno, quando alcune associazioni di solidarietà con il popolo curdo lanciarono una campagna di boicottaggio contro il turismo in Turchia. In un messaggio che riprendeva un intervento apparso su questo giornale e indirizzato a una lista di discussione pubblica ospitata da Isole nella rete la Turban Italia, specializzata in viaggi per la Turchia, veniva indicata come una società ai cui affari è interessata l'ex-premier Tansu Ciller, ispiratrice degli squadroni della morte, attivamente operanti nel paese per colpire oppositori e esponenti di spicco delle organizzazioni curde. Immediata la risposta della Turban Italia, che con un esposto magistratura chiese il subitaneo sequestro del messaggio. Da allora la parola passò ai rappresentanti legali della rete telematica e dell'azienda turistica, che si incontrarono e raggiunsero un accordo: il messaggio rimase e la Turban Italia replicò. Ma sabato scorso la polizia postale si è presentata nella sede della società bolognese Ds Logics, che ospita il computer di Isole nella rete e ne ha ordinato il sequestro. A poco sono servite le richieste dei gestori della rete telematica di limitare l'applicazione alla cancellazione del messaggio, specificando che il sequestro del computer avrebbe impedito il normale funzionamento di Isole nella rete. Né è servita la richiesta di dissequestro del server (così viene chiamato il computer che gestisce una rete telematica) avanzata dal rappresentante legale della rete. La risposta che ha avuto, non direttamente dal magistrato, assente per motivi di lavoro, ma da un sua sostituto, è che tutto è possibile, basta presentare istanza di dissequestro. La querelle messa in moto dal seuestro pone, tuttavia, un altro piccolo problema, finora assente dalle controversie legali riguardanti la comunicazione elettronica. Infatti, un conto è chiedere il ritiro di un libro o di una rivista, altroè ottenere la cancellazione di un dato da un computer sequestrando quest'ultimo e impedendo così a una rete telematica di funzionare. Ma questo è un caso che si insinua in un mondo, quello delle tecnologie digitali e della caotica Internet, dove gli aspetti tecnici si confondono sempre con quelli attinenti più propriamente alla comunicazione. Nella sede milanese di Isole nella rete, alla cui esperienza partecipa anche chi scrive - il clima è, come si dice in questo casi, tranquillo. Il responsabile tecnico, nonchè presidente, Sandrino e sempre al telefono spiegando pazientemente perchè la home page della rete telamatica sia ospitata dal sito del gruppo Strano network (http://strano.net/news), anche se non nasconde il disappunto per il fatto che le attività su Internet di gruppi come quello della Lega di lotta all'Aids o dei gruppi sui diritti civili nel cyberspazio sono state bloccate. Ovviamente, si consulta con gli altri nodi della rete telematica sul che fare. La priorità è di rimettere in piedi Isole nella rete. Nata alcune anni fa; quando gran parte delle gloriose bacheche elettroniche indipendenti italiane dedsero di fare il gran salto su Internet, Isole nella rete fu battezzata così prendendo a prestito l'omonimo titolo di un romanzo dello scrittore di fantascienza Bruce Sterling, gran guru del cyberpunk, di cui il nucleo originario apprezzava la suggestione derivata da un gruppo di realtà indipendenti tra loro, ma federate nel comune intento di offrire uno spazio libero alla discussione, senza vincolo alcuno. Le pagine che ormai compongono il variegato arcipelago di Isole nella rete sono diverse centinaia, mentre i linkage ad altri siti sono migliaia, al punto che è maturata la convinzione di fare un altro salto nel buio: allargare l'arcipelago a tutte le realtà indipendenti e antagoniste, senza che nessuno rinunci alla propria identità, come si può leggere nei messaggi seguiti all'incontro di Hack-it della telematica alternativa, avvenuto a Firenze alcune settimane fa. Anche se il termine alternativo viene considerato troppo abusato e insufficiente per descrivere una realtà che orgogliosamente rivendica competenza tecnica e un ordine del discorso sofisticato sulla società digitale. Il che significa essere usciti, come spesso viene indicato dai mass-media, da una condizione marginale o sotto-culturale. Per Isole nella rete, come anche per gli altri gruppi antagonisti, il discorso è, semmai, quello di usare l'esperienza acquisita nel campo della comunicazione per scalfire l'universo omologato dei mass-media, di cui hanno appreso bene il funzionamente e le regole. E per questo sfruttarle, ma per costruire, come recita il loro logo di presentazione, una comunicazione libera e autonoma dai centri di potere dell'informazione. [GIV] --- GIORNALE DI VICENZA - 30/6/98 NAVIGANTI ARRABBIATI PER IL SITO SEQUESTRATO Un caso giuridico infiamma Internet Il Giornale di Vicenza BASTAVA RIMUOVERE LA PAGINA OFFENSIVA AFFERMANO ALCUNI. PER ALTRI E' IN PERICOLO LA LIBERTA' D'INFORMARE. La Procura della Pretura fa sequestrare il computer del sito internet dell'associazione no-profit Isole nella Rete e scoppia la polemica che coinvolge l'universo dei navigatori elettronici. Un'agenzia con la propria denuncia ha fatto scomparire non solo il messaggio diffamatorio che invitava a boicottare i suoi viaggi organizzati in Turchia, ma indirettamente ha spinto il PM ad adottare un provvedimento estremo come quello del sequestro del server (computer centrale). Era inevitabile che le reazioni fossero forti, tant'e' che qualcuno e' arrivato a parlare di un grave attentato alla liberta' d'informazione. C'e' chi, invece, si e' limitato a sostenere che quello della magistratura di Vicenza e' un decreto tecnicamente inutile, perche' si e' andati a colpire il tutto - cioe' il server - quando bastava rimuovere il messaggio incriminato trasferendolo a un indirizzo non accessibile, e lasciare a quello precedente la comunicazione del sequestro preventivo della Procura Circondariale di Vicenza. Questo pero' non e' accaduto, e sabato scorso alle 10.30 la Polizia Postale di Bologna si e' presentata nella sede della DSLogic s.r.l., il provider, (colui che permette agli utenti di accedere a Internet), che ospita il computer dato in una locazione all'Associazione senza scopo di lucro Isole nella Rete. La macchina e' stata sigillata ma con la chiusura del cosiddetto spazio web oltre un centinaio di associazioni, che non c'entravano nulla con la diffamazione, sono state tagliate fuori dalla comunicazione elettronica. In questo modo - ha spiegato l'avvocato Luca De Grazia, vicepresidentedell'ALCEI (Associazione per la Liberta' della Comunicazione Elettronica Interattiva) - e' stato interrotto lo scambio di posta di numerose mailing list, con un precedente che suscita molte perplessita'. Voglio dire, che avrei ritenuto giusto il sequestro qualora la macchina, cioe' il server, fosse stato rubato; in questo caso e' invece non solo inaccettabile, ma del tutto inutile dato che sospende semplici informazioni, oltre a essere un atto gravemente lesivo dei diritti fondamentali della persona. Serve un passo indietro per comprendere la presunta diffamazione. A partire da gennaio e' comparso in rete il messaggio, a firma del Collettivo Spartakus di estrema sinistra con sede a Vicenza (ecco spiegata la competenza nostrana), che parlando della solidarieta' al popolo kurdo, invitava a boicottare il turismo greco organizzato dall'agenzia di viaggi Turban Italia srl. Perche' tanta acredine nei suoi confronti? Perche' la Turban Italia veniva ritenuta coinvolta negli interessi economici dell'ex primo ministro turco, Tansu Ciller, indicata nel testo sequestrato dal Dott. Pecori come ispiratrice degli squadroni della morte contro gli oppositori. A questo punto l'agenzia viaggi si e' rivolta al PM che ha ordinato alla polizia giudiziaria di apporre i sigilli a Bologna. Ripeto - ha aggiunto l'avvocato De Grazia - sono preoccupato, sorpreso ed indignato, e come me lo sono coloro che navigano in Internet, per un provvedimento abnorme rispetto alla necessita' di bloccare la presunta diffamazione. Perche' il magistrato non ha ritenuto sufficiente la rimozione cautelativa del messaggio del sito? C'e' di piu', in questo modo si tenta di introdurre in maniera surrettizia il concetto di responsabilita' oggettiva del provider. Adesso la parola passa al Tribunale del Riesame di Vicenza, che dovra' pronunciarsi sulla richiesta di dissequestro che sara' presentata a giorni. Al di la' del fatto specifico, e' comunque scoppiato un caso giuridico. L'era di Internet porta con se' una serie di problematiche giuridiche fino a qualche tempo fa impensabili: i reati commessi col mezzo elettronico. [CAM] --- INTERLEX.COM - 2/7/98 Da interlex.com Le regole di Internet Internet, diritto e politica, non c'è da stare allegri di Manlio Cammarata - 02.07.98 Sequestrato il server di Isole nella Rete. Il motivo, come si può leggere nel'ordinanza di sequestro, è acquisire le prove di un messaggio diffamatorio e impedire la prosecuzione della presunta condotta criminosa. Ma per avere la prova dell'esistenza di una pagina Web al magistrato basta copiarla. Per farla sparire basta ordinare al provider di rimuoverla. Ancora una volta si colpiscono l'impegno sociale e il volontariato e si bloccano attività libere e disinteressate, con il pretesto di perseguire il crimine.. E' difficile, a questo punto, dire qualcosa che non sia già stato detto fin dalll'estate del '94, all'epoca di quello che chiamammo Fidobust e che resta nei libri come l'Italian Crackdown. Ma si devono richiamare le considerazioni fatte allora - e tante volte ripetute - e rileggerle nel contesto di oggi. Non credo che sia in corso un complotto per frenare lo sviluppo di Internet in Italia e stroncare la libertà della comunicazione e dell'informazione telematica: occorrono una conoscenza del mezzo, una consapevolezza, vorrei dire un'intelligenza, ben superiori a quelle che hanno fin qui dimostrato quelli che fanno le leggi e quelli che hanno il compito di farle rispettare. Sia chiaro che non intendo offendere nessuno in particolare, voglio solo descrivere un quadro generale che presenta ben pochi aspetti confortanti, mentre emergono fatti, opinioni e intenzioni che sembrano concordare verso un unico obiettivo, la fine della libertà di Internet. Ecco un breve elenco: - la criminalizzazione di Internet, prima operata dalla stampa di informazione e ora missione in corso di attuazione da parte del potere legislativo; - le incursioni poliziesche a danno degli operatori, motivate a volte da presunte infrazioni a disposizioni amministrative, a volte da fatti di rilevanza penale (da dimostrare e in diversi casi non dimostrati), che infliggono danni sproporzionati agli illeciti che si vorrebbero perseguire; - il ritardo nell'attuazione del libero mercato nel settore delle telecomunicazioni, con la presenza di un operatore che continua ad agire da monopolista e impone ai concorrenti costi e condizioni insostenibili; - l'imposizione di "contributi" di ingresso e di mantenimento così elevati da scoraggiare la nascita di nuovi operatori e rendere sempre più precari i bilanci di quelli già attivi. Mi fermo qui, ma chi vuole continuare l'elenco non ha che da consultare l'indice di questa sezione di InterLex e magari allargare la ricerca alle sezioni dedicate alla riforma delle telecomunicazioni e al diritto di accesso. I fatti più recenti dimostrano la verità di queste affermazioni. Si veda, per esempio, l'approvazione da parte del Senato del disegno di legge contro la pedofilia, che introduce una specifica quanto assurda responsabilità penale a carico degli operatori e che (per fortuna) non ha recepito proposte ancora più punitive - ne abbiamo parlato in "Chiunque distribuisce... anche per via telematica": i fornitori sono serviti e Per punire i colpevoli si criminalizza la Rete. Ora si aggiunge una proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati, che considera l'uso di Internet come un'aggravante del reato e per i resto contiene prescrizioni ovvie o inaccettabili, come rileva Andrea Monti in Dilaga l'internetfobia. E c'è il sequestro del server di Isole nella Rete, descritto e commentato nel comunicato di ALCEI e nell'articolo di Giancarlo Livraghi, che non richiedono ulteriori osservazioni. Non è un complotto, il magistrato che ha diretto l'operazione non aveva certo l'intenzione di attentare alla libertà della Rete. Ma il risultato è lo stesso, e per questo motivo non c'è da stare allegri. [PAI] --- CYBERPAIS - 2/7/98 LA POLICIA REQUISA UN SERVIDOR EN ITALIA La policia italiana ha requisado por primera vez un servidor de Internet, a raiz de la denuncia de una agencia de viajes contra la asociacion solidaria Isole nella Rete, de Bolonia, que da cabida en Internet a un centenar de agrupaciones: la CNT espanyola, ASICuba, la Unione Sindicale Italiana, radios alternativas, etc. La denuncia, de la agencia Turban Italia Srl, se basa en la supuesta colocacion en una de las listas de discusion de un mensaje que se titulaba: "Solidaridad con el pueblo kurdo-Boicot al turismo en Turquia". Instaba a los lectores a no viajar con esta agencia, vinculada a los negocios de la ex presidente turco Tansu Ciller. Varios grupos se han solidarizado y proponen anyadir a la firma electronica el lema: "Fight 4 your rights on line! http://strano.net/news". [RE3] --- REPUBBLICA - 2/7/98 Chiesto dalla procura di Vicenza il dissequestro del server L'inchiesta era partita dopo la querela di un'agenzia viaggi Isole nella Rete torna on line VICENZA - "Isole nella Rete" sarà, da domani, di nuovo on line. Il server (cioè il computer utilizzato per la messa in Rete) del sito bolognese che ospita 15 mila pagine web di associazioni pacifiste e di volontariato, sequestrato lunedì scorso su richiesta della procura di Vicenza, sarà restituito ai proprietari. Tornerà quindi ad essere visitabile su Internet. Lo hanno annunciato i responsabili dell'associazione. Stamattina un rappresentante di "Isole nella Rete" aveva presentato una istanza di dissequestro. Il pubblico ministero Lepori ha però detto di avere già ieri richiesto del provvedimento di rilascio. La polizia giudiziaria consegnerà entro domani il server all'associazione e immediatamente sarà riattivato l'indirizzo Internet www.ecn.org/. Il sequestro era stato chiesto dopo la denuncia di una agenzia viaggi di Milano, la Turban Italia, che organizza viaggi in Turchia. Su una delle pagine di "Isole nella Rete", è comparso il 16 gennaio, a firma del Collettivo Spartacus di Vicenza, un invito al boicottaggio del turismo in Turchia. Che se la prendeva direttamente con l'agenzia milanese. "L'invito della Turban Italia ai tour e soggiorni al mare nella Turchia è decisamente un pugno nello stomaco (...) i paradisi turistici decantati da Turban Italia sono soltanto oasi blindate (...) è risaputo che agli affari della Turban è direttamente interessata l'ex premier Ciller, ispiratrice degli squadroni della morte che hanno provocato la morte di centinaia di oppositori, kurdi e turchi". Così recitava il comunicato diffuso in Internet, che la Turban ha ritenuto diffamatorio. La querela ha ovviamente dato avvio all'inchiesta. E il Pm Pecori ha chiesto un sequestro. Non della pagina incriminata ma dell'intero server, cioè di tutte le 15 mila pagine. Sono stati così "oscurati" gruppi come la Lila, l'ASIcuba, il Telefono Viola, "Ya basta", quaranta centri sociali, le radio "Onda d'Urto", "Black Out", "Sherwood", le riviste ".Zip", "Necron", "BandieraRossa", "Freedom Press", le band musicali 99 Posse, Sunscape, Electra e Petra Mescal e numerose mailing list. Sono rimaste infine disattivate le caselle di posta elettronica di centinaia di utenti di "Isole nella Rete". La notizia si è presto diffusa tra gli utenti di Internet. E la Rete si è affollata di messaggi di protesta contro il sequestro e di solidarietà al gruppo. Sono intervenuti i pacifisti on line di Peacelink, l'Alcei (l'Associazione per la libertà della comunicazione elettronica), il collettivo virtuale Luther Blisset, e l'associazione Strano Network. "Non si può pretendere che un sistema di comunicazione telematico - spiega Strano Network, che da tempo si occupa della questione - possa essere responsabile delle attività dei singoli utenti né tantomeno debba mettere in moto meccanismi preventivi di controllo, filtri e moderazione dei contenuti circolanti nel sistema stesso". Sul tema, come su quello della privacy degli utenti della Rete, c'è in Parlamento una proposta di legge, elaborata dai senatori De Notaris e Fabbri. Del quale numerose organizzazioni che operano in Rete hanno sollecitato la discussione. Contro il sequestro ha protestato anche il deputato di Forza Italia Marco Taradash, che stamattina ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro delle Telecomunicazioni. Ad Antonio Maccanico Taradash ha chiesto "se non ritenga illegittimo il provvedimento di sequestro" e "opportuno chiarire i limiti della responsabilità del provider". Per tre giorni, insomma, la comunità virtuale, e non solo, si è mobilitata. Indirizzi "mirror", che cioè riflettono le pagine di "Isole nella Rete", sono stati preparati da decine di provider in tutto il mondo. Poi la notizia del dissequestro. Che però non mette fine alla vicenda. I problemi sulla responsabilità dei provider rimangono aperti. L'inchiesta della procura di Vicenza continua e i responsabili di "Isole nella Rete" restano iscritti nel registro degli indagati. Da domani, però, anche su Internet, avranno voce per difendersi. [FRN] --- FRONTERAS ELECTRONICAS ESPAN~A - 3/7/98 ____| ____| ____| | __| __| __| ___________________________ __| | | | _| _| _____|_____| Vol. II No. 23 3 de julio de 1998 ___________________________ ***NOTICIAS***NOTICIAS***NOTICIAS*** ¡La información quiere ser libre! ========================================== Edita: Fronteras Electrónicas (FrEE) http://www.arnal.es/free/ E-mail: free@arnal.es ========================================== ·································································· LA LUCHA POR LA LIBERTAD DE EXPRESION EN LA RED, MAS NECESARIA QUE NUNCA ·································································· [1] LA FISCALIA ITALIANA SECUESTRA EL SERVIDOR DE ISOLE NELLA RETE NOTA: En el momento de cerrar esta edición de FrEE Noticias hemos tenido conocimiento de que el servidor de Isole Nella Rete (http://www.ecn.org) ha sido reabierto de nuevo por orden de la Fiscalía italiana. Nos congratulamos por ello y queremos expresar nuestra satisfacción si es que tal hecho supone un reconocimiento del error cometido y un compromiso con la libertad de expresión. De todas formas, éstos fueron los hechos. La Policía Postal de Boloña (Italia) ha secuestrado el servidor de Isole Nella Rete ("Islas en la Red") tras haber sido acusado de "difamación continua" de una agencia de viajes. Esta red italiana proporciona páginas web y servicios de Internet a centros sociales, radios alternativas y asociaciones de voluntariado de carácter fundamentalmente autogestionario. El pasado 27 de junio, los policías se presentaron en los locales del proveedor de Internet de Isole Nella Rete, DS Logic, con una orden de la Fiscalía de Vicenza que responsabilizaba a la red italiana de la difusión de un folleto impreso que llamaba a realizar un boicot contra una agencia de viajes y ordenaba el "secuestro preventivo" del servidor (http://www.ecn.org). El folleto, que tenía por título "Solidaridad con el pueblo kurdo. Boicoteemos el turismo en Turquía" e iba firmado por la sección de Vicenza de la Liga por los Derechos y la Liberación de los Pueblos con fecha de 12 de enero de 1998, fue enviado a "cslist", una lista de correo de Isole Nella Rete (INR), y publicado después en la web, como es práctica habitual en esa red. Como muestra de solidaridad con el pueblo kurdo, fuertemente reprimido por el gobierno turco, el folleto llamaba a realizar un boicot contra Turban Italia SRL, una agencia de viajes de Milán que organiza viajes turísticos a Turquía. Turban era acusada de tener fuertes vínculos financieros con la ex primer ministra turca Tansu Ciller, considerada "inspiradora de los escuadrones de la muerte que han provocado la muerte de centenares de opositores kurdos y turcos". Después de que el mensaje apareciera en la Web el pasado mes de enero, los abogados de Turban Italia alertaron a las autoridades locales y trataron de llegar a un acuerdo con INR. No está claro quién o qué impulsó al fiscal de Vicenza a emitir su orden de secuestro. La orden del fiscal decreta el secuestro preventivo por el "delito de difamación continuada", pues considera que se ha "ofendido la reputación" de la citada agencia de viajes. Aunque la orden no acusa a ninguna persona concreta, está claro que el fiscal considera a INR responsable del material alojado en su servidor. Isole Nella Rete ha denunciado la gravedad del secuestro "porque no se ha limitado a la retirada del mensaje, sino que ha cerrado todo el sitio de Internet", dejando sin servicio a centenares de asociaciones, centros sociales y radios libres. INR fue fundada en 1996 y cuenta con 300 miembros, ofreciendo espacios web y servicios de Internet a más de cien grupos (centros sociales, radios libres y asociaciones culturales) y otras entidades que trabajan en actividades políticas y de solidaridad con diferentes pueblos del mundo. Fronteras Electrónicas quiere expresar su más enérgica condena por este acto atentatorio de la libertad de expresión y nuestra solidaridad con Isole Nella Rete y sus usuarios. Una vez más, las autoridades judiciales y policiales demuestran tener, bien un trágico desconocimiento de las responsabilidades de los diferentes eslabones de la cadena de la publicación y difusión de información en Internet, o bien una inadmisible falta de respeto a la libertad de expresión, o ambas cosas a la vez. A pesar de que gobiernos y políticos de todo el mundo han establecido en diferentes ocasiones y documentos que no es posible considerar a los proveedores de servicios responsables de los contenidos alojados o distribuidos en sus servidores que han sido enviados por terceras partes, fiscales y policías hacen de su capa un sayo. Así ha sucedido en Alemania con Compuserve, en el mismo sentido están presionando las autoridades policiales en Gran Bretaña, ahora es Italia. Sería algo así como si la policía cerrara una librería porque en ella hubiera un libro con contenido presuntamente delictivo. De hecho, es peor, pues Internet es mucho más que un simple fondo documental. Fruto de esta ignorancia o exceso de celo, las autoridades italianas han dejado sin correo electrónico y otros servicios de Internet a centenares de usuarios de Isole Nella Rete completamente ajenos al asunto. En consecuencia, pedimos la devolución del servidor y la reapertura del mismo. La dirección de correo-e de Isole Nella Rete -previsiblemente fuera de servicio- es inr@ecn.org. Más información: - - http://strano.net/news/ - - http://geocities.com/Hollywood/Set/2184/inr.html - - http://www.zzz.it/~lutom/inr/ - - http://www.comune.roma.it/COMUNE/bbs/avana/inr/ [COM] --- COMUNICATI [PUG] --- COMUNICATO DI SOLIDARIETA' DI GIOVANNI PUGLIESE - 28/6/98 Il 3 giugno '94 la guardia di finanza sequestrava il nodo centrale della rete telematica pacifista PeaceLink, gestito da Giovanni Pugliese nella sua abitazione di Statte (Taranto). Riportiamo il messaggio di solidarieta' di Giovanni, che ha vissuto sulla propria pelle il dramma del sequestro che ora ha colpito purtroppo anche Isole Nella Rete. --- Questa storia mi fa ritornare indietro con la menoria. E' l'ennesima conferma dell'ignoranza e della grettezza che alcuni magistrati mostrano verso forme ed usi avanzati di comunicazione. L'impreparazione e l'incapacita' nel gestire la "giustizia" davanti a una cosa che non conoscono o che conoscono poco, porta loro a partorire questi orrori. Ho scritto orrori per rimarcare l'ennesimo errore nell'applicazione della legge. Il sequestro cautelare (cosi' mi e' sembrato) nel caso di strumenti telematici, non fa altro che privare la o le comunita' della loro piu' elementare liberta' di espresione. Sappiamo benissimo che in telematica ci sono sistemi ben piu' "nobili" ed efficaci per accertare le responsabilita' e per verificare se sia stato o non commesso un reato. Purtroppo ancora oggi, e a distanza di anni, alcuni nostri magistrati, legati a metodologie ormai superate e "pericolose" per l'intera comunita', ignorano la materia e icuranti del danno che possono loro arrecare, continuano a commettere errori imperdonabili nell'applicazione della legge. Un accertamento non puo' e non deve privare una comunita' di un bene cosi' prezioso. Un accertamento su un reato per diffamazione, non puo' e non deve mettere in discussione un'intera tecnologia. Che certi magistrati si aggiornino, magari anche attraverso i propri figli o nipoti, sicuramente scopriranno una nuova forma di liberta'. Giovanni Pugliese (g.pugliese@starlet.it) [BER] --- COMUNICATO BERNARDO PARRELLA E ARTURO DI CORINTO - 29/6/98 ITALY: NON-PROFIT SERVER SEIZED FOR DEFAMATORY MATERIAL POSTED ON ITS SYSTEM From Bernardo Parrella and Arturo di Corinto Saturday, June 27th, 1998, at 10:30 am, the Isole nella Rete (INR) server has been shut down and seized by the Postal Police in Bologna for defamatory material posted on its system. Isole nella Rete (Islands in the Net) is an Italian non-profit organization founded in Milan in 1996, now counting about 300 members, was offering Web space and Internet services to more than 100 groups (social centers, local radio stations, cultural associations) and other entities involved in political, solidarity and social activities throughout Italy and Europe. Without any notice, Saturday morning all of them found their server down and their incoming mail irreparably lost. The Web site is unavailable and silent -- maybe even for months and years to come. Acting under a warrant issued by the Vicenza State Prosecutor Dott. Paolo Pecori, yesterday several officers of the Bologna Postal Police seized and physically removed the INR server hosted in the office of DS Logic srl, a local ISP. According to the warrant, this is a preventive measure for the crime of a prolonged defamation toward a Milan travel agency, Turban Italia Srl. The operation came after the publication on the INR Web site of a message signed by a Vicenza collective under the title Solidarity with Kurdistan people - Boycott tourism in Turkey. That message was originally posted on the mailing list , devoted to issues related to social centers and their political activities, and on January 15th re-published on the Web through a typical automatic procedure. The message was the actual transcription of a printed flyer publicly distributed and broadcast in local radio programs. As part of a solidarity campaign with Kurds persecuted by Turkish government launched by several political and cultural associations in Italy, the document called for a boycott of tourism in Turkey and particularly of Turban Italia services. Among other things, the flyer claimed that the travel agency had strong financial ties to former Turkish Prime Minister Tansu Ciller, organizer of death squad operations against Kurdistan people and other political opponents. After the message appeared on the Web last January, Turban Italia lawyers alerted local authorities, but also got involved with INR attorneys to find a peaceful solution to the issue -- a possible outcome being to mantain the defamatory message online along with a strong reply by the same Turban Italia. It is not clear who or what prompted the Vicenza Prosecutor to enforce such a sudden and indiscriminate action on Saturday morning. Although the seizure warrant does not charge any specific person (yet), it is clear that the Prosecutor holds INR liable for the material hosted on its Internet server. Under these circumstances, provider's liability is an higly debated topic worldwide, still far from a viable solution. However, as even the US Supreme Court confirmed last week in a case involving America Online, the general approach is that ISsP should not be held liable for the material carried on their systems. In this case, the operation is exceptionally harmful and serious, hitting a service mostly used by hundreds of people and associations politically and socially oriented, in Italy and abroad. They were (and many of them still are) completely unaware of the events that conducted to the charge and the shutting down of the server. Their right to freely communicate and express themselves have been violated without any notice or explanation. Not to mention those using the INR mail service for their daily work and business activities. In the recent years, the INR-ecn.org activities had greatly helped the building of a strong solidarity and socially-oriented network, such as Lila (AIDS fighting association), Italy-Cuba Association, Telefono Viola (psychiatric abuse hot-line), ADL (workers union), Spain's CNT. The ecn.org server was also hosting cultural organizations: web-zines (.Zip , Necron, London's Freedom Press), local bands (99 Posse, Sunscape, Electra) , radio stations (Radio Black Out, Radio Sherwood, Radio Onda d'Urto). Very active were several mailing lists, including one in support and solidarity with Chiapas people and cyber-rights, the only Italian list devoted to public discussion about privacy, encryption, free speech online. The list and its subscribers were essential to the success of HackIt98, the first ever public meeting organized by and devoted to the Italian hacker community, held in Florence during the first week-end of June and attended by about one thousand people. At the moment the INR-ecn.org members are closely monitoring the situation in order to find the best solutions to what seems to be an extremely serious event whose conseqences will be in any case far and wide. The organization is now working to get the news to all of its members and users, as well as to media agencies worldwide and to the online community at large. Also, a backup server should be up and running as soon as possible, while others initiatives are under way. For more info and updated news: http://strano.net/news http://geocities.com/Hollywood/Set/2184/inr.html mailing list (in Italian) [send mail to including 'subscribe hackmeeting' in the body message] [STR] --- COMUNICATO STRANO NETWORK - 29/6/98 sTRANO nETWORK x Isole nella Rete Un utente immette in una mailing-list gestita dal server no-profit Isole nella Rete www.ecn.org (che ospita spazi web, mailing-lists ed e-mail di numerose realta' impegnate nel sociale) un messaggio di critica (gia' circolato in altri mass-media come Il Manifesto) contro la repressione del governo turco che tira in ballo anche un'agenzia di viaggio. Il messaggio viene stampato sul web secondo una procedura automatica del server che prevede la visibilita' sul web per alcune settimane dei messaggi circolati nelle mailing-list. Parte una denuncia di diffamazione e la incredibile decisione della magistratura di sequestro del server. Vogliamo credere, ancora per qualche giorno, che si tratti di un errore dovuto ad ignoranza e non un pretesto per tappare la bocca alla realta' piu' importante e variegata in Italia di connubio tra attivismo sociale e telematica. Se di errore non si dovesse trattare ma di una scelta politica di chiudere un organo di comunicazione e di informazione utilizzando un criterio che non ha nessuna base giuridica e validita' politica di riconoscere responsabile il server per le azioni di un utente che transita temporaneamente da quel sistema allora sara' necessario aprire una ampia vertenza politica per assicurarsi nel presente e soprattutto nel futuro una legittima liberta' di espressione. Gruppo di lavoro sulla comunicazione sTRANOnETWORK x + info http://strano.net/news mailing list hackmeeting@kyuzz.org irc #hackit98 [LUT] --- COMUNICATO LUTHER BLISSETT - 28/6/98 SOLIDARIETA' A ISOLE NELLA RETE BENVENUTI NELLO STATO LIBERO DI BANANAS Luther Blissett Cosa pensereste se un quotidiano pubblicasse una lettera (presuntamente) diffamatoria e le autorita'decidessero di CHIUDERE D'IMPERIO TUTTE LE EDICOLE per impedirne la diffusione? Non dissimili provvedimenti da dittatore dello stato libero di Bananas vengono quotidianamente presi, in un clima di prevaricazione e arbitrio assoluti, dalla magistratura ai danni dei diversi soggetti della comunicazione telematica. L'agenzia turistica Turban di Vicenza si e' sentita diffamata dalla riproduzione sullo spazio Web di www.ecn.org di un messaggio circolato nella lista Cslist. Il messaggio era la trascrizione di un volantino (circolato a Vicenza) in cui si accusava la Turban di loschi traffici connessi alla violazione dei diritti umani e allo sterminio del popolo kurdo in Turchia.Da notare che ogni messaggio spedito alle tante liste di discussione di ECN viene automaticamente HTMLizzato e messo su World Wide Web. Isole nella rete non ha alcun modo di controllare messaggio per messaggio l'enorme afflusso quotidiano di posta elettronica smistata dal server. Su segnalazione della Turban, la magistratura di Vicenza ha ordinato il sequestro (!) del server, avvenuto ieri mattina (sabato) alle 10.30. Una decisione insensata, che potrebbe denotare tanto una completa ignoranza delle nuove tecnologie di comunicazione quanto un'intenzionale violazione della liberta' d'espressione. L'ignoranza e' innegabile: spessissimo, in casi di sospetta pirateria informatica, gli inquirenti sequestrano i computer degli indagati (il piu' delle volte necessari strumenti di lavoro), quando basterebbe fare una copia del disco rigido. Ma e' altrettanto evidente l'intenzione di forzare a dismisura il vuoto legislativo nazionale per quel che riguarda la comunicazione elettronica. In Italia ancora nessuna legge stabilisce la responsabilita' degli Internet Service Providers per i contenuti veicolati tramite le loro macchine - tant'e' che non c'e' alcun obbligo da parte di questi soggetti di costituirsi in testata editoriale con tanto di direttore responsabile. [Andrebbe anche detto che la nostra legge sulla stampa e' incredibilmente restrittiva e ha in sé svariati elementi di anti-costituzionalita', ma non e' questa la sede per tali riflessioni.] Ma quand'anche Isole nella rete fosse da ritenersi responsabile (e il sole girasse intorno alla terra), rimarrebbe ingiustificabile la scelta di cancellare l'accesso a centinaia di siti web ospitati da ecn.org (tra cui quelli della Lega Italiana per la Lotta all'Aids, di Ya Basta! e altre associazioni di volontariato e cooperazione internazionale), per non parlare delle migliaia di utenti il cui indirizzo e-mail e' stato improvvisamente reso inutilizzabile da una decisione gravissima. In Italia sopravvive, sotto mentite spoglie, il vecchio Codice fascista. La liberta' di espressione, anziché una conquista dal basso, e' considerata una concessione da parte dei poteri costituiti. Qualunque sociopatico a cui capita di ricoprire una carica qualsiasi puo' decidere di togliercela da un momento all'altro. L'attacco frontale a Internet e' iniziato con le calunnie e le leggende urbane sulla pedofilia, e prosegue a colpi di querele e citazioni a cui seguono richieste di sequestro, o sequestri veri e propri. Dopo la bagarre scoppiata attorno al libro di Luther Blissett Lasciate che i bimbi, ecco l'ennesimo episodio, il piu' grave. D'ora in poi, la lingua ufficiale del Bananas sara' lo svedese. A partire da domani, sara' obbligatorio cambiarsi la biancheria intima ogni trenta minuti (per facilitare l'operazione, la si indossera' *sopra* i vestiti). Inoltre, tutti i minori di 16 anni avranno automaticamente 16 anni. LUTHER BLISSETT, domenica 28 giugno 1998 [IS1] --- PRIMO COMUNICATO ISOLE NELLA RETE - 27/6/98 SEQUESTRATO IL SERVER DI ISOLE NELLA RETE Isole nella Rete Sabato 27 giugno alle 10.30 di mattina e' stato sequestrato il server dell'associazione Isole Nella Rete (www.ecn.org). Il sequestro e' avvenuto nei locali del provider che ospitava il server, su ordine del Pubblico Ministero della Procura di Vicenza Paolo Pecori ed e' stato eseguito dagli ufficiali di Polizia Postale del Compartimento di Bologna. Si tratta di un sequestro preventivo ipotizzante il reato di diffamazione continuata ai danni di una agenzia di viaggi. Motivo del sequestro sarebbe la pubblicazione web di un messaggio inserito da un collettivo di Vicenza, fedele trascrizione di un volantino stampato su carta e normalmente distribuito in pubblico. Questo messaggio e' stato originariamente inviato a una lista di discussione (cslist) ospitata dal server di Isole Nella Rete e successivamente - in modo automatico come normalmente avviene - pubblicato sul web. Sebbene il decreto di sequestro non citi espressamente ancora nessuna persona formalmente indagata, il magistrato che ha ordinato il sequestro ha evidentemente ritenuto l'associazione Isole Nella Rete responsabile per il contenuto di quanto ospitato sul proprio server Internet. La questione della responsabilita' dei provider e' in realta' materia di discussione accesissima in tutto il mondo e ben lontana dall'essere risolta. L'orientamento prevalente sembra tuttavia essere quello di NON considerare i provider responsabili dei contenuti che veicolano, se non altro per ragioni di possibilita' tecniche e di convenienza commerciale. L'ordine di sequestro dell'intero server, inoltre, appare assolutamente inaudito poiche' riguarda un servizio utilizzato da migliaia di utenti italiani e di ogni parte del mondo, del tutto estranei alla vicenda che ha portato a ipotizzare il reato di diffamazione, e che si vedono improvvisamente privati di un mezzo di comunicazione indispensabile. Stiamo cercando di analizzare la situazione per trovare le migliori soluzioni a quello che ci sembra un caso gravissimo e che avra', comunque vada a finire, un'altissima risonanza. Informiamo che il server web www.ecn.org, tutte le mailing e tutti gli indirizzi di posta elettronica ivi ospitati sono attualmente fuori servizio. Stiamo lavorando per ripristinare un server di backup al piu' presto possibile. [FNS] --- DICHIARAZIONE DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE STAMPA ITALIANA IL SEQUESTRO DEL SERVER ISOLE NELLA RETE: L'FNSI CHIEDE L'INTERVENTO DEL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA 1 luglio 1998. La Procura della Repubblica di Vicenza, a quanto risulta alla FNSI, ha disposto il sequestro del sito Internet dell'Associazione no-profit Isole nella Rete. Il sequestro è avvenuto sabato scorso a Bologna. La FNSI condivide, sulla base delle notizie sino ad ora disponibili, la preoccupazione di quanti vedono nel sequestro del server dell'Associazione un fatto grave ed un precedente pericoloso. La Procura della Repubblica di Vicenza si è mossa, come sembra, dopo una denuncia per diffamazione da collegarsi ad un volantino riportato in uno dei tanti spazi messi a disposizione degli utenti del sito di Isole nella Rete. Ciò deve allarmare quanti hanno a cuore i principi irrinunciabili e non calpestabili dell'art. 21 della Costituzione. Per analogia è come se oltre ad un sequestro di copie si fosse decretata la chiusura di un giornale a tempo indeterminato, addebitando a quel giornale le presunte offese a mezzo stampa contenute in un annuncio. La FNSI chiede che il Ministro di Grazia e Giustizia intervenga repentinamente onde consentire la massima chiarezza sull'episodio ed il ripristino della piena legalità. Questo episodio dimostra, peraltro, l'inderogabile necessità di norme legislative a tutela della comunicazione e dell'informazione on line, settori dove tutto è oggi possibile e dove i diritti degli operatori, giornalisti compresi, vengono quotidianamente calpestati da metodi di diffusione dei messaggi che ricordano il Far West. [YAB] --- COMUNICATO ASSOCIAZIONE YA BASTA - 1/7/98 ISOLE NELLA RETE: Intervento di censura e grave limitazione della libertà di informazione per oscurare la strage dei kurdi Ya Basta! L'Associazione Ya Basta! per la dignità dei popoli contro il neoliberismo denuncia la gravissima violazione della libertà di informazione operata dAlla polizia postale su mandato della Procura di Vicenza. Il procuratore della Repubblica Paolo Pecori ha disposto il sequestro delle macchine che permettevano la sopravvivenza del servizio Internet dell'associazione per la libertà telematica ISOLE nella RETE, interrompendo la possibilità di comunicazione delle centinaia di utenti della rete informatica ecn.org. Questa operazione ha isolato moltissimi tra associazioni, centri sociali e singoli utenti che tramite ISOLE nella RETE avevano accesso ad una comunicazione democratica. Il pretesto? La denuncia dei legami tra l'agenzia di viaggi italiana Turban e la sua omonima turca, sospettata di complicità con la politica di genocidio attuata dal governo turco nei confronti dei kurdi. Di fronte alla denuncia della suddetta agenzia di viaggi il magistrato non trova di meglio che bloccare l'intera rete ECN oscurando anche siti e reti che non operano direttamente per le rivendicazioni del popolo kurdo. La Lega Italiana per la Lotta all'Aids, per fare un esempio, si trova isolata in concomitanza con la conferenza mondiale sull'Aids in corso in questi giorni. Anche la rete italiana dei comitati di appoggio alla lotta zapatista, ezln-it si trova oscurata. In questo periodo la necessità di mantenere viva l'attenzione sul Chiapas è stata più volte proclamata: l'esercito federale sta stringendo d'assedio le comunità, si sono già verificati degli scontri e degli assassinii, e la soluzione militare sembra imminente. Alle soglie della giornata internazionale di mobilitazione sul Chiapas, indetta per il 3 di luglio, all'interno della campagna Fermiamo la guerra per una pace giusta e degna, occasione in cui le comunicazioni telematiche diventano fondamentali, l'intervento del magistrato Pecori sembra particolarmente incisivo. Fin dalle origini il movimento zapatista ha fatto affidamento ed ha valorizzato il carattere democratico e libertario delle nuove modalità di comunicazione: sarebbe interessante sapere cosa ne pensano tutte le voci che in questi anni si sono levate a difesa della novità nella libertà del flusso delle informazioni che la struttura libera di Internet permette. Così come interessante sarebbe conoscere l'opinione di chi (ed anche in questo caso pensiamo per esempio all'on. Stefano Rodotà) ha sottolineato la necessità di tutelare in modo chiaro la gestione dei dati personali: che ne sarà delle informazioni sugli utenti e per gli utenti, alcuni di queste sensibilissime come nel caso della rete omosessuale o dei malati di HIV ora in mano alla magistratura, alla polizia e a chissà chi altro? In Kurdistan la guerra di sterminio è condotta con le armi, nel placido occidente questa guerra è una guerra contro la libertà, contro l'informazione. Una volta di più si dimostra la semplice verità zapatista: le parole sono armi. Completa solidarietà con ISOLE nella RETE. Associazione Ya Basta! per la dignità dei popoli contro il neoliberismo Tel. 02.6705185 #150fax 02.6705621 [ADC] --- COMUNICATO ASSOCIAZIONE DIRITTI CONSUMATORI UTENTI - 29/6/98 PRIMO SEQUESTRO DI UN SITO WEB VOGLIONO AMMAZZARE INTERNET E LA LIBERTA' CHE RAPPRESENTA L'ADUC PROTESTA: A QUANDO IL SEQUESTRO DEGLI IMPIANTI RAI? Firenze, 29 Giugno 1998. La polizia postale di Bologna ha messo i sigilli agli impianti dell'associazione Isola nella rete, attraverso cui, con le relative pagine web, venivano diffuse in Internet le informazioni di un centinaio di associazioni. All'origine la denuncia di un'agenzia di viaggi turca, che aveva esposto querela contro l'invito di uno di questi spazi web a boicottare il turismo in Turchia in nome della solidarieta' al popolo kurdo, e del coinvolgimento dell'ex-primo ministro turco in episodi di violenza politica. Il sequestro e' grave e arrogante #150commentano all'Aduc, per voce del suo presidente nazionale Vincenzo Donvito, e continuano: grave perche' per un reato d'opinione si impedisce l'opera d'informazione non solo del querelato, ma anche di tutti coloro che fanno riferimento allo stesso fornitore d'accesso ad Internet. Il contenuto del messaggio per cui e' scattata l'operazione della polizia postale, non lo condividiamo, anche perche' le prime vittime di un boicottaggio al turismo in Turchia sarebbero proprio i kurdi, che benficiano di parte del turismo che arriva e del far meglio conoscere la loro assurda situazione di oppressione #133ma questo e' un altro discorso. L'arroganza della polizia postale, inoltre, rende la situazione ancor piu' grave. E' come se il gruppo editoriale Rcs, per esempio, dovesse chiudere per una presunta non verita' pubblicata su uno dei giornali del gruppo. E a questo punto ci chiediamo come mai non si sia ancora provveduto al sequestro di tutti gli impianti della Rai; quante denunce vengono quotidianamente fatte contro le informazioni e i commenti dei suoi giornalisti? Forse il finto scoop del coinvolgimento di Suni Agnelli nelle indagini sull'Alta Velocita', e la reazione della stessa Agnelli, ha mobilitato la polizia postale per sigillare gli impianti Rai? No. Sono due pesi e due misure. E' evidente. L'abbiamo detto altre volte e lo ribadiamo con vigore: Internet e' la frontiera della liberta' di comunicazione e informazione, e le sue regole vanno affidate solo agli utilizzatori. Se l'autorita', al di la' dei requisiti tecnici, ci mette mano, e' la fine. Quello che e' successo all'Isola nella rete, ne e' esplicita dimostrazione. I censori di sempre, con in piu' il potere di controllo degli strumenti di comunicazione, sono i piu' pericolosi soggetti da cui difendere la liberta' di ognuno e di tutti. [EFI] --- COMUNICATO ALCEI - ELECTRONIC FRONTIER ITALY - 28/6/98 SEQUESTRATO UN SERVER PER UN PRESUNTO MESSAGGIO DIFFAMATORIO Comunicato stampa ALCEI-EFI Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva Electronic Frontier Italy - 28.06.98 Apprendiamo con preoccupazione, sorpresa e indignazione la notizia del sequestro, avvenuto a Bologna il 27 giugno 1998, del server internet di Isole nella Rete (un'associazione no-profit che fornisce spazio e comunicazione a centri sociali, organizzazioni e radio di movimento, associazioni di volontariato sociale) su ordine del Procuratore della Repubblica presso la Pretura di Vicenza, dott. Paolo Pecori, a causa della presenza su quel sito di un messaggio che qualcuno considera diffamatorio. Se la notizia dovesse trovare conferma in questi termini si tratterebbe di un atto gravissimo che non può passare sotto silenzio. A prescindere infatti dal merito della vicenda, ALCEI non può che ribadire - come fa fin dai tempi dell'Italian Crackdown del 1994 - che il sequestro di un computer (peggio ancora quando si tratta di un server) potrebbe essere ammissibile se si trattasse di una macchina rubata, ma è un inaccettabile quanto inutile abuso quando si è alla ricerca di semplici informazioni (messaggi, file o quant'altro). Oltre ad essere tecnicamente inutile è un atto gravemente lesivo dei diritti fondamentali della persona (perché in violazione degli artt. 15 e 21 della Costituzione e della Convenzione Universale dei . diritti dell'uomo). Un computer o un server sono di per sé neutri e privi di qualsiasi specificità criminale, per cui nulla può legittimarne il sequestro, specie perché così facendo si ledono i diritti di tutti gli altri utenti (persone e organizzazioni) estranei alle indagini o comunque non coinvolti nella vicenda. Atti come questo sequestro (dove sarebbe bastato fare una copia del messaggio incriminato, o al massimo - con la riserva che ogni atto di censura è di per sè un arbitrio - chiederne la rimozione cautelativa dal sito) sono chiari tentativi di introdurre surrettiziamente il concetto di responsabilità oggettiva del provider, altra posizione che ALCEI da sempre combatte decisamente. ALCEI esprime disappunto e profonda preoccupazione per l'ennesimo caso di mancanza di sensibilità e preparazione dei soggetti istituzionali che hanno consentito questo abuso e auspica che fatti del genere non abbiano più a ripetersi in futuro. Per informazioni e contatti Voce++39-(0)2-867045++39-(0)85-294255 Fax++39-(0)2 -867055++39-(0)85-4226470 [IDR] --- COMUNICATO COLLETTIVO INFODIRET(T)E PADOVA - 27/6/98 SEQUESTRATA ISOLE NELLA RETE Collettivo infodiret(t)e Questa mattina, 27 giugno 1998, il server internet di Isole nella Rete, l'associazione no-profit che fornisce spazio e comunicazione a centri sociali, organizzazioni e radio di movimento, associazioni di base e di volontariato sociale, e' stato posto sotto sequestro dalla Questura di Bologna. Da oggi quindi, e non sappiamo per quanto tempo ancora, il server di Isole nella Rete non rispondera' piu' all'indirizzo http://www.ecn.org, non saranno piu' visibili le pagine web, ne' potranno essere disponibili i servizi di posta elettronica che hanno permesso in questi anni di costruire una fitta rete di solidarieta' fra vari settori della societa' civile. L'ordinanza di sequestro trae origine da una diffida dei legali della societa' ''Turban Italia'' che si e' sentita ''diffamata'' da un messaggio pubblicato nelle mailing list di Isole della Rete, in cui si invitava al boicottaggio del turismo in Turchia, il cui governo si e' reso responsabile del genocidio del popolo Kurdo. Nel messaggio incriminato, si denunciavano contestualmente i presunti interessi del governo turco, e in particolare dell'ex premier Ciller, negli affari della ''Turban Italia''. Il messaggio, inviato come tutti gli altri in modo automatico e incontrollabile, nel rispetto della piena liberta' di comunicazione che Isole nella Rete ha sempre tutelato, esprime il parere e le opinioni del suo autore che hanno pieno diritto di essere trasmesse senza alcuna censura da parte del fornitore di servizi che, in ogni caso, non puo' assumersi la responsabilita' ne' l'onere di esercitare un controllo dei contenuti di quanto viene veicolato attraverso la rete. Nella diffida legale, la Turban Italia cita come offensive le seguenti frasi: ''l'invito della Turbanitalia a tours e soggioni al mare nella <> e' decisamente un pugno nello stomaco se confrontato con le notizie che giungono dalle zone martoriate del Kurdistan (...) Per mantenere la sua guerra sporca contro questo popolo, lo stato turco fa affidamento soprattutto sulla valuta pregiata del turismo'' e citando espressamente la Turban: ''ai cui affari e' direttamente interessata l'ex premier Ciller, ispiratrice degli squadroni della morte''. A causa di queste due frasi, sui cui contenuti non vogliamo per il momento entrare nel merito, la polizia ha ritenuto di dover porre sotto sequestro l'intera attrezzatura di Isole nella Rete, piuttosto che eliminare il singolo messaggio, interrompendo cosi' un servizio di grande importanza per la comunita' Contro questa ennesima azione repressiva, contro ogni tentativo di censura, chiediamo che: - il server di Isole nella Rete venga immediatamente dissequestrato - sia avviato un ampio dibattito che coinvolga le istituzioni, per garantire la liberta' di espressione in internet, in cui si sancisca definitivamente la non responsabilita' dei provider Padova, 27 giugno 1998 collettivo infodiret(t)e [DIS] --- DISSEQUESTRO !!! [IS2] --- LIBERATO WWW.ECN.ORG - ISOLE NELLA RETE 1/7/98 LIBERATO www.ecn.org Isole nella Rete (1 luglio 1998) Abbiamo liberato il server internet dell'Associazione Isole nella Rete. Domani http://www.ecn.org tornera' ad essere on-line. Questa mattina un rappresentante dell'Associazione Isole nella Rete, accompagnato dal proprio legale, ha presentato istanza di dissequesto del server presso la Procura di Vicenza. Il Procuratore Paolo Pecori ha comunicato che il server e' stato dissequestrato gia' nella giornata di ieri, e domani verra' riportato presso il provider ad opera della stessa Polizia Postale. Questo e' il risultato della grande mobilitazione che ha visto all'opera i molteplici soggetti della rete globale. In particolar modo i tanti gia' presenti nell'Associazione e nel circuito di relazioni che attorno ad essa si e' addensato in questi primi due anni di attivita', e che hanno saputo esprimere un livello altissimo di solidarieta' e cooperazione, riuscendo, gia' poche ore dopo il sequestro, a ricostituirsi come comunita' digitale, volonta' sociale disponibile a giocare a pieno campo contro ogni abuso. [SN2] --- ISOLE LIBERATE ! - STRANO NETWORK 1/7/98 ISOLE LIBERATE! Strano Network (1 luglio 1998) Apprendiamo con sollievo del dissequestro del server di isole nella Rete (http://www.ecn.org). Questa grottesca e preoccupante vicenda solleva numerosi inquietanti interrogativi (perche' sequestrare un server per un singolo messaggio? perche' non si e' tenuto conto della privacy delle persone coinvolte? perche' tutte le volte che si parla di Turchia repressiva saltano i nervi a qualcuno?) ma DEVE essere un prestesto per riaffermare due principi fondamentali: 1) La privacy degli utenti della Rete deve essere salvaguardata ribadendo il diritto a poter usifruire di risorse e tecniche di crittografia ed anonimato 2) Non si puo' pretendere che un sistema di comunicazione telematico possa essere responsabile delle attivita' dei singoli utenti ne' tantomeno debba mettere in moto meccanismi preventivi di controllo, filtri e moderazione dei contenuti circolanti nel sistema stesso. A questo proposito riveicoliamo una proposta di legge a firma Falqui - DeNotaris autoemandata dopo un lavoro di confronto effettuato da Strano Network con il coordinatore tecnico C. De Blasi e con Falqui stesso che ha la pretesa di ispirarsi ai suddetti principi. Riveicoliamo questa proposta (oramai datata) non come panacea e soluzione dei problemi ma come punto di partenza di una discussione che puo' essere utile qualora si prospetti la necessita' di produrre l'ennesima legge sulla telematica affinche' venga emanata una carta di garanzie e non un'ennesima spada di Damocle da ondeggiare sopra la testa di libere teste pensanti ed attivisti sociali. gruppo di lavoro sulla comunicazione StranoNetwork [IS3] --- ISOLE NELLA RETE: COMUNICATO STAMPA 2/7/98 PERCHE' www.ecn.org NON E' ANCORA ONLINE? Isole Nella Rete (2 LUGLIO 1998) Pianeta Terra, 2 luglio 1998 Questa mattina la Polizia Postale di Bologna ha riconsegnato presso il provider - dove sabato 27 giugno era stato eseguito il sequestro - il server dell'Associazione Isole nella Rete. Sequestro che, disposto il 23 giugno scorso dal Procuratore di Vicenza Paolo Pecori, non e' stato convalidato dal GIP, ed e' quindi decaduto gia' nella giornata di martedi' 30 giugno. Come mai le autorita' di Polizia hanno riconsegnato il server solo oggi? Allo scopo di verificare intromissioni illecite e/o manomissioni, abbiamo deciso di trasferire il server presso la sede di Milano dell'Associazione, dove i nostri tecnici potranno effettuare tutte le verifiche del caso. Ricordiamo infatti che su quel personal computer sono presenti numerosi dati personali sensibili, dal momento che tra i tanti soggetti che utilizzano i nostri servizi vi e' la Lega Italiana per la Lotta all'Aids, la lista di discussione delle comunita' omosessuali italiane, le associazioni di antipsichiatria Telefono Viola e Diversa-mente, le organizzazioni sindacali di base USI (Unione Sindacale Italiana) di Bologna, ADL (Associazione di Difesa dei Lavoratori) del Veneto, il Coordinamento Nazionale delle RSU, oltre a numerosi soggetti politici: centri sociali, collettivi e gruppi informali. E oltre, chiaramente, a tutti gli utenti qualsiasi. Noi per primi siamo molto dispiaciuti e contrariati per questo ulteriore ritardo nel ripristino del servizio, che verra' prevedibilmente riattivato nella giornata di lunedi' 6 luglio, ma riteniamo che sia prioritaria la tutela della privacy e dei diritti di chi collabora con noi e, in generale, di tutti i cittadini digitali. [POL] - L'AZIONE POLITICA [IP1] --- INTERROGAZIONE PARLAMENTARE A RISPOSTA ORALE - 1/7/98 INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE DI MARCO TARADASH Al Ministro delle comunicazioni. Per sapere, premesso che: * il 27 giugno scorso il server Internet di un'associazione no-profit, Isole nella Rete, che fornisce spazio e comunicazione a centri sociali, organizzazioni e radio di movimento, associazioni di base e di volontariato sociale, è stato posto sotto sequestro in base ad un decreto della Procura di Vicenza eseguito dalla polizia postale del Compartimento di Bologna; * il provvedimento di sequestro preventivo per un presunto reato di diffamazione è avvenuto nei locali del provider che ospitava il server ed è stato adottato in seguito alla denuncia di un'agenzia di viaggi, la Turban Italia s.r.l., con sede a Milano; questa si è ritenuta vilipesa da un messaggio inviato da un utente che, riprendendo i contenuti di alcuni volantini distribuiti da un collettivo di Vicenza, denunciava il coinvolgimento dell'agenzia di viaggi negli interessi economici dell'ex premier turco Tansu Ciller e invitava i lettori a non servirsi di essa per solidarietà col popolo kurdo; * il messaggio era stato prima inviato ad una lista di discussione (cslist) e poi pubblicato automaticamente sul web; * il provvedimento di sequestro non si è limitato alla semplice rimozione del messaggio incriminato, ma ha chiuso l'intero servizio offerto da Isole nella Rete, interrompendo quindi anche lo scambio di posta di numerose mailing list, e disattivando le caselle postali di centinaia di utenti; * il decreto non cita alcuna persona formalmente indagata, ma il magistrato ha ritenuto di individuare Isole nella Rete responsabile per il contenuto di quanto ospitato sul proprio server Internet; * il sequestro ha penalizzato un servizio utilizzato da migliaia di utenti italiani di ogni parte del mondo, del tutto estranei alla vicenda che ha portato ad ipotizzare il reato in oggetto; * la Costituzione, all'articolo 15, sanziona come principio supremo dell'ordinamento la libertà della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione quale integrazione dell'inviolabilità della persona umana, e garantisce a tutti, all'articolo 21, il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione del pensiero; * l'articolo 27 della Carta fondamentale sancisce che la responsabilità penale è personale; se non ritenga illegittimo il provvedimento di sequestro eseguito su mandato della Procura di Vicenza; quali iniziative intenda adottare al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali violati che riguardano l'esercizio di libertà inviolabili dell'individuo; se non ritenga opportuno chiarire definitivamente i limiti della responsabilità dei provider per i contenuti di ciò che essi ospitano sul proprio server Internet, considerando che essi non hanno tecnicamente la possibilità di vagliarne gli elementi eventualmente riconducibili a fattispecie penalmente rilevanti; se non ritenga opportuno intervenire al fine di evitare che, in futuro, gli utenti di un sito Internet possano essere penalizzati da provvedimenti come quello adottato dal magistrato di Vicenza che, non potendo ricostruire il nesso causale e psicologico sotteso al delitto, ha oggettivato a tal punto la responsabilità da estenderne le conseguenze penali a tutti gli utenti della rete. Roma, 1° luglio 1998 [IP2] --- INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA - 1/7/98 INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA DI Ramon Mantovani e Maria Celeste Nardini Interrogazione a risposta scritta al Ministro delle Poste ed al Ministro di Grazia e Giustizia - Sabato 27 giugno 1998 la Polizia Postale di Bologna, su ordine della Procura di Vicenza, ha posto sotto sequestro il server Internet di Isole Nella Rete, associazione no-profit che fornisce spazio di comunicazione a centri sociali, organizzazioni e radio di movimento, associazioni di base e di volontariato sociale; - in sostanza, a causa di questo provvedimento senza precedenti- sono stati chiusi gli spazi Web di oltre un centinaio di associazioni, centri sociali, radio autogestite tra le quali la Lila (Lega italiana per la lotta all'AIDS), il Telefono Viola (sostegno alle malattie mentali), ADL (associazione di difesa dei lavoratori), Ya Basta, USI (unione sindacale italiana), CNT spagnola, il Coordinamento nazione delle RSU; centri sociali (circa 40 centri sociali in tutta Italia), emittenti radiofoniche (Radio Onda d'Urto di Brescia e Milano, Radio Black Out di Torino, Radio Sherwood di Padova); riviste-on-line (.Zip e Necron di Torino, BandieraRossa di Milano, Freedom Press di Londra), gruppi musicali (99 posse, Sunscape, Electra, Petra Mescal) e molti altri; - sono state anche interrotte numerose mailing list, tra le quali la lista in solidarieta' con il Chiapas, la lista di discussione sui nuovi diritti legati all'era digitale, la lista delle comunita' gay italiane (l'unica di questo genere nel nostro paese); - sono stati privati inoltre del loro indirizzo e-mail centinaia di utenti e soci dell'associazione, la cui corrispondenza (posta personale, progetti collettivi, contatti avviati, ecc.) e' ora totalmente bloccata e nelle mani della magistratura; -il sequestro e' avvenuto nei locali del provider che ospitava il server, su ordine del Pubblico Ministero della Procura di Vicenza Paolo Pecori ed e' stato eseguito dagli ufficiali di Polizia Postale del Compartimento di Bologna; - questo provvedimento, il primo del genere in Italia, e' avvenuto in seguito alla denuncia dell'agenzia di viaggi Turban Italia Srl di Milano che, ritenutasi diffamata da un messaggio apparso in rete, ha chiesto al magistrato di intervenire; - motivo del sequestro sarebbe la pubblicazione web di un messaggio inserito da un collettivo di Vicenza (fedele trascrizione di un volantino stampato su carta e normalmente distribuito in pubblico). Questo messaggio e' stato originariamente inviato a una lista di discussione ospitata dal server di Isole Nella Rete e successivamente - in modo automatico come normalmente avviene - pubblicato sul web; - sebbene il decreto di sequestro non citi espressamente ancora nessuna persona formalmente indagata, il magistrato ha evidentemente ritenuto l'associazione Isole Nella Rete responsabile per il contenuto di quanto ospitato sul proprio server Internet; - la questione della responsabilita' dei provider e' in realta' materia di discussione accesissima in tutto il mondo e ben lontana dall'essere risolta. L'orientamento prevalente sembra tuttavia essere quello di non considerare i provider responsabili dei contenuti che veicolano, se non altro per ragioni di possibilità tecniche e di convenienza commerciale; - l'ordine di sequestro dell'intero server, inoltre, appare assolutamente spropositato poiché' riguarda un servizio utilizzato da migliaia di utenti italiani e di ogni parte del mondo, del tutto estranei alla vicenda motivo del sequestro, e che si vedono improvvisamente privati di un mezzo di comunicazione indispensabile; - l'incongruenza della legislazione vigente con nuovi strumenti della comunicazione telematica, l'incompetenza degli organi giudiziari e la sostanziale arretratezza nella comprensione di cosa siano il fenomeno Internet, la comunicazione orizzontale e i nuovi diritti dell'era digitale. Cio' che e' avvenuto equivale a far chiudere la RAI o la Fininvest a causa di una telefonata di uno spettatore trasmessa in diretta durante una qualsiasi trasmissione televisiva; Per sapere: - se non ritenga il Governo di dover disciplinare in una precisa casistica casi come quello in questione al fine di evitare il ripetersi di episodi analoghi che finiscono per rappresentare una violazione della libertà di stampa e del diritto alla comunicazione sancito dalla nostra Costituzione; - se il Ministro di grazia e Giustizia non ritenga- al fine di tutelare la libertà di espressione e di pensiero- dover escludere in casi analoghi il ricorso al sequestro del provider impartendo le istruzioni necessarie ad i magistrati sull'informazione digitale, ed estendendo a questa dimensione le consuetudini proprie della carta stampa e della informazione radiotelevisiva. Roma 1 Luglio 1998 on.Ramon Mantovani on. Maria Celeste Nardini [IP3] --- INTERROGAZIONE PARLAMENTARE - 3/7/98 INTERROGAZIONE Al Ministro degli Interni e al Ministro di Grazia e Giustizia Per sapere Premesso che: - Sabato 27 Giugno 1998 la Polizia Postale del compartimento di Bologna su ordine della Procura di Vicenza ha sottoposto a sequestro preventivo il computer dell’Associazione "Isole nella Rete"; - tale provvedimento è stato assunto in seguito alla denuncia per diffamazione continuata sporta dall’agenzia di viaggi "Turban Italia Srl" che si è ritenuta vilipesa da un messaggio inviato da un utente di "Isole nella Rete" in cui la suddetta agenzia veniva additata come coinvolta negli interessi economici dell’ex-premier turco Tansu Ciller e in cui si invitava a non servirsi di quest’agenzia in segno di solidarietà con il popolo curdo; - a seguito di tale sequestro è stato interrotto il servizio Internet svolto dall’Associazione, visitato ogni giorno da migliaia di persone e che raccoglieva lo spazio Web di oltre un centinaio di associazioni e centri sociali; - oltre alla chiusura del sito Web, è stato interrotta l’attività di scambio di posta elettronica di numerose mailing-list gestito dalla stessa associazione e sono state disattivate le caselle postali di centinaia di utenti estranei in ogni modo alla vicenda sottoposta all’esame della magistratura; - l’avvenuto dissequestro dopo qualche giorno non fa venir meno gli elementi di perplessità riguardo all’operato delle forze di polizia e della magistratura; - la questione della responsabilità penale dei provider per quanto pubblicato nei siti Web e non riportabile direttamente ad essi è materia di discussione accesissima in tutto il mondo ed è ben lontana dall’essere risolta; - su tale questione l’orientamento prevalente sembra essere tuttavia quello di non considerare i provider responsabili dei contenuti che veicolano; - è oggetto di discussione la stessa possibilità che all’interno della Rete Internet, i cui confini virtuali valicano ampiamente quelli fisici degli stati, delle loro leggi e delle loro giurisdizioni possano esser fatti funzionare dei filtri in grado controllare il contenuto dei materiali diffusi tramite essa; - qualsiasi forma di regola o norma che dovesse disciplinare il transito di contenuti su Internet dovrebbe essere comunque impostata sulla base del rispetto e della tutela della libertà di espressione; - i provvedimenti assunti appaiono, in assenza di una disciplina giuridica della Rete, palesemente sproporzionati con il reato che si intende prevenire e restrittivi della libertà d’opinione ed espressione; quali indicazioni intendono dare, nel pieno rispetto dell’autonomia dell’operato delle forze di polizia e della magistratura, per evitare che, in casi analoghi, si ripeta l’adozione di provvedimenti palesemente ingiusti e sproporzionati alla repressione del reato per il quale vengono ordinati e restrittivi della libertà d’espressione; cosa intendono fare per garantire che, in assenza di regole giuridiche e salvo il rispetto delle norme penali, al transito e alla veicolazione di contenuti nella Rete sia garantito il massimo rispetto sotto il profilo della libertà di espressione on Giovanna Melandri Roma 3 luglio 1998 [PRO] --- PROPOSTA DI LEGGE FALQUI - DE NOTARIS Disegno legge Falqui - De Notaris Norme a tutela dell'utenza, delle banche dati e delle reti telematiche. (coordinatore tecnico: C. De Blasi) Nuova versione auto-emendata Articolo 1 1. I cittadini che, nell'esercizio del diritto alle liberta'di pensiero e di comunicazione, si avvalgono di sistemi telematici ad accesso pubblico e reti telematiche, utilizzano tali strumenti nei modi previsti dalla presente legge, che tutela altresi' la segretezza della corrispondenza, lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica. Articolo 2 1. Ai fini della presente legge intendesi per: a) nodo telematico (o Bulletin Board System): un elaboratore elettronico dotato di un collegamento telematico che consente agli utenti di inviare e ricevere file, messaggi (in forma pubblica o privata), di consultare archivi e di compiere operazioni telematiche consentite dal livello di tecnologia utilizzato; b) programmi di pubblico dominio: programmi liberamente copiabili, distribuibili e modificabili, per l'uso dei quali l'autore non chiede un corrispettivo limitandosi eventualmente ad auspicare un contributo volontario; c) programmi freeware: programmi liberamente copiabili e distribuibili nel formato originario, per l'uso dei quali l'autore non chiede un corrispettivo limitandosi eventualmente ad auspicare un contributo volontario; d) programmi shareware: programmi liberamente copiabili e distribuibili nel formato originario, per l'uso dei quali l'autore chiede un corrispettivo od un pagamento a titolo di registrazionenel caso che l'utente, una volta provato il programma, decida di utilizzarlo; e) reti telematiche: un insieme di sistemi telematici tra i quali esistono forme di collegamento predefinite e non occasionali; f) file: un elemento, consista esso in un programma eseguibile oin soli dati, univocamente individuato su un supporto di memorizzazione. g) sistema telematico ad accesso pubblico: un nodo telematico,singolo o in rete con altri, l'accesso al quale sia consentito alla generalita' dei cittadini che ne fa richiesta, anche se coesistente su elaboratore sul quale siano gestite applicazioni riservate all'uso di gruppi piu ristretti. Articolo 3 1. L'attivazione e il funzionamento di un nodo telematico e di una rete telematica non puo' essere soggetta ad autorizzazioni ne' comporta l'obbligo di registrazione come testata giornalistica. 2. I soggetti che gestiscono un sistema telematico ad accesso pubblico si dotano di un regolamento interno. 3. Nel regolamento interno di cui al comma 2 del presente articolo devono essere contenuti: a) l'impegno di comunicare all'utente che egli e' il solo e unico responsabile penale e civile per i messaggi e i file inviati; b) i livelli di segretezza e riservatezza applicati alla corrispondenza privata veicolata sul sistema telematico ad accesso pubblico e sulle reti cui il sistema sia collegato; c) l'impegno dell'operatore e del proprietario a rispettare la segretezza della corrispondenza privata; d) l'impegno a fornire alla magistratura tutta la documentazione, le notizie e le metodiche a disposizione per identificare utenti del sistema telematico ad accesso pubblico che siano oggetto di indagine giudiziaria; e) se il sistema telematico sia o meno a fini di lucro. 4. Il regolamento di cui ai commi 2 e 3, va inviato alla Prefettura diappartenenza entro sessanta giorni dall'entrata in funzione del sistema telematico ad accesso pubblico, integrato dai seguenti dati: a) i dati anagrafici del proprietario e del gestore del sistema telematico ad accesso pubblico; b) la denominazione del sistema telematico ad accesso pubblico;c) il recapito presso cui e' locato l'elaboratore su cui risiede il sistema telematico ad accesso pubblico. 5. In caso di modifica dei dati e delle comunicazioni di cui al comma 4 del presente articolo ovvero di cessazione delle attivita' del sistema telematico ad accesso pubblico il proprietario ne da comunicazione alla prefettura entro sessantagiorni. 6. Ogni rete telematica che colleghi stabilmente piu' nodi e' tenuta a designare un responsabile di rete. Il responsabile di rete ha il compito di mantenere aggiornato l'elenco dei nodi di una rete e darne comunicazione in carta semplice entro il 31 dicembre di ogni anno all'Archivio di cui al comma seguente. 7. presso il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e'istituito l'Archivio dei sistemi telematici ad accesso pubblico, a cui le Prefetture inviano copia delle comunicazioni di cui al comma 4 del presente articolo. 8. Le comunicazioni di cui al presente articolo non comportano oneri e imposte di alcuna natura. Articolo 4 1. Qualora l'autorita' inquirente inizi indagini relative ad un sistema telematico ad accesso pubblico, sulla base di elementi relativi al sistema stesso ovvero riferiti piu' in generale a reti telematiche di cui il sistema fa parte, essa e' proceduralmente tenuta a : a) verificare la registrazione dell'esistenza del sistema telematico ad accesso pubblico nell'archivio previsto al comma 7 dell'articolo 3; b) convocare nella qualita' di persona informato sui fatti il proprietario ed il gestore del sistema telematico ad accesso pubblico al fine diacquisire i dati cui alla lettera d, comma 3 dell'articolo 3; c) utilizzare, nel caso in cui siano necessari accertamenti sui datimemorizzati nell'elaboratore del sistema telematico ad accesso pubblico,personale specializzato al fine di non arrecare pregiudizio alla piu' generale funzionalita' del sistema stesso. 2. Eventuali azioni di sequestro possono riguardare unicamente le notizie e i dati che sono fonte o indizio di reato, escludendo da esse le apparecchiature che permettono l'elaborazione, la conservazione, la duplicazione e la trasmissione di dati da parte del sistema telematico ad accesso pubblico. Articolo 5 1. Il gestore e il proprietario di un sistema telematico ad accesso pubblico non hanno responsabilita' alcuna relativamente a quanto e' presente o transita sul proprio sistema fino a quando non siastata comprovata la sua responsabilita' diretta in merito ad eventuali reati. 2. L'utente e' il solo ed unico responsabile penale e civile per i messaggi e i file inviati. Il gestore del sistema ad accesso pubblico e' tenuto a dare di cio' specifico avvertimento. 3. Il gestore comunica inoltre all'utente il regolamento di cui al comma 2 dell'articolo 3. 4. Le comunicazioni di cui ai commi 2 e 3 del presente articolosono date ad inizio collegamento interattivo e al momento della registrazione dell'utente. 5. La attribuzione di messaggi e dati ad un determinato utente, come registrato dal gestore ed indicato nell'ambito dei vari settori e funzionalita' di comunicazione, ha valore nei limiti del tipo di tecnologia utilizzata. 6. Gli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo non sussistono nei casi di collegamento occasionale nell'ambito di utilizzo del sistema telematico ad accesso pubblico come centro di rilevazione per sondaggi o come collettore di segnalazioni al di fuoridegli strumenti e delle forme permanenti di comunicazione. 7. L'utente ha la facolta' di utilizzare pseudonimi. Il gestore e' tenuto a non rilevare la corrispondenza tra pseudonimo e identita' dell'utente se non nel caso previsto dalla lettera b, comma 1 dell'articolo 4. 8. La corrispondenza privata veicolata per via telematica e' paragonata alla corrispondenza scritta e come tale tutelata. I messaggi personali non possono in nessun caso essere resi pubblici se non per iniziativa del mittente o del destinatario. Gli utenti di unsistema telematico possono proteggere la corrispondenza privata attraverso sistemi crittografici. 9. Dati, informazioni e comunicazioni riguardanti l'utente e le operazioni da esso effettuate non possono essere utilizzati senza il suo specifico consenso per indagini e rilevazioni delle opinioni e di mercato. Gli stessi elementi informativi di carattere personale o anagrafico eventualmente forniti dall'utente al gestore del sistema non sono pubblicizzabili senza un espresso consenso. 10. Al gestore del sistema e' fatto divieto di cancellare oalterare i messaggi inviati dagli utenti o comunque transitanti sul proprio sistema. nel caso in cui il gestore ravvisi in tali messaggiipotesi di reato, ne da comunicazione all'autorita'giudiziaria. 11. L'utilizzo di una rete telematica o di apparecchiature per il collegamento telematico non puo' essere sottoposto ad oneri ed imposte dialcuna natura ne' e' soggetto ad autorizzazioni da parte dell'Amministrazione dello Stato. Articolo 6 1. Quanto previsto e regolato dal decreto legislativo n.518 del 29dicembre 1992 non si applica ai programmi di pubblico dominio e aiprogrammi freeware. Ogni programma, per gli effetti del presente comma, e' considerato di pubblico dominio fin quando nonidentificato altrimenti. 2. La legge 22 aprile 1941, n.633 tutela i programmi shareware nei modi e nei limiti definiti dagli autori dei programmi stessi e dai soggetti da esso incaricati o legittimati alla distribuzione. Tali programmi sono liberamente acquisibili da qualunque sistema telematico o attraverso supporti di memorizzazione senza alcuna formalita o d'obbligo. 3. Le previsioni degli artt. 161, 171 e 171/bis della legge 22 aprile 1941, n.633 non si applicano nel caso di possesso, cessione od utilizzo a titolo individuale, o al di fuori di attivita professionalie commerciali, di programmi non piu' commercializzati da almeno due anni o di cui sia commercializzata una versione successiva. 4. La inapplicabilita' di cui al comma 3 opera comunque ove l'utente sia titolare di un numero di licenze d'uso pari alle installazioni ovvero l'utente individuale abbia effettuato un ordine del programma in suo possesso. Articolo 7 1. I produttori di software o i relativi distributori nazionali inesclusiva hanno l'obbligo di fornire a titolo gratuito una licenzad'uso dei programmi da loro commercializzati alla principale biblioteca pubblica di ogni provincia. 2. Le biblioteche pubbliche di cui al comma 1 costituisconoun'apposita sezione denominata "biblioteche provinciali del software". I programmi di cui al comma 1 sono liberamente utilizzabili dai cittadini presso dette biblioteche. 3. Sono vietati meccanismi di protezione dei programmi che possonodar luogo a perdite di dati o limitazioni al normale usodell'elaboratore, alle funzionalita' degli altri programmi, alle procedure di manutenzione e salvataggio dei dati stessi. 4. Sono nulle le clausole di vendita o di licenza di programmi cheescludono la responsabilita' del produttore per danni causati dadifetti del programma o da incompatibilita' non espressamentedichiarate nella documentazione. 5. Il cittadino le cui proprieta' risultino danneggiate pereventi verificatisi per situazioni contemplate dai commi 3 e 4 delpresente articolo sono indennizzati dal produttore di software con una somma pari a dieci volte il prezzo pagato per il programma, fattosalvo un maggiore accertamento. Il presente comma non si applicaai programmi di pubblico dominio e freeware. 6. Sono nulle le clausole di vendita o di licenza di programmi chefacciano divieto di installazioni plurime, fermo restandol'utilizzo di una sola installazione nello stesso momento. 7. I produttori di software sono tenuti a commercializzare inItalia anche le eventuali differenti versioni del programma commercializzate in altri paesi. Articolo 8 1. Presso il garante per l'informazione e l'editoria e'istituita la "Consulta nazionale per la telematica sociale" qualeorgano permanente di consultazione, riferimento e confronto per lematerie inerenti alla telematica. 2. La Consulta e' formata da tre rappresentanti di retitelematiche di reti telematiche che dispongano di almeno 30 nodiiscritti all'archivio di cui al comma 7 dell'articolo 3, da due rappresentanti di singolo sistemi che abbiano almeno 300 utenti, da un rappresentante del Ministero dell'interno, da un rappresentante del ministero di grazia e giustizia, da un rappresentante del ministero delle PPTT e telecomunicazioni, da un rappresentante degli aziende produttrici di software, da un rappresentante della SIAE, da un rappresentante delle associazioni di consumatori. 3. La Consulta esprime pareri al Garante per l'informazione el'editoria sulle materie di cui agli articoli della presentelegge e opera monitorando l'insieme delle condizioni diagibilita' e di sviluppo della telematica sociale ed elaborando proposte, sulla base delle evoluzioni tecnologiche e di codici diautoregolamentazione provenienti dalle esperienze di telematica sociale. 4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, entro cinque mesi dalla pubblicazione della presente legge sulla Gazzetta Ufficiale, con proprio decreto, istituisce e disciplina la Consulta. [IND] --- INDIRIZZI E FAX PRESSO CUI PROTESTARE ------------------------------------------------ PDS: pagina web: http://www.pds.it Esecutivo: Massimo D'Alema: E_mail: dalema@pds.it Alfiero Grandi: E_mail: grandi@pds.it Roberto Guerzoni: E_mail: pds.organizzazione@pds.it Umberto Ranieri: E_mail: pds.esteri@pds.it Giovanna Melandri: E_mail: melandri@pds.it direzione nazionale: Claudio Caprara: E_mail: caprara@pds.it Massimo Micucci: E_mail: micucci@pds.it Fabrizio Rondolino: E_mail: rondolino@pds.it Claudio Velardi: E_mail: velardi@èds.it Tel. 06-6711558 Fax 06-6792085 Ufficio Stampa: Caterina Ginzburg: E_mail: ginzburg@pds.it Tel. 06-6711318 Fax 06-6793371 Attivita' internazionali: Achille Occhetto: tel. 06-6711233 Fax 06-6792085 Umberto Ranieri: E_mail: esteri@pds.it Tel. 06-6711275 Fax 06-6798376 +++++LAVORO+++++ Alfiero Grandi: E_mail: grandi@pds.it Tel. 06-6711450 Fax 06-6711491 Guerzoni: E_mail: guerzoni@pds.it Tel. 06-6711380 Fax 06-6711324 RIFONDAZIONE COMUNISTA: http://www.rifondazione.it E_mail: direzione.prc@rifondazione.it Segrateria Politica: tel. 06-44182222/240/232 Fax 06-44182282 ++++Lavoro e sviluppo++++ tel. 06-44182248 fax 06-44182282 ++++Stato sociale++++ tel. 06-44182254/215 fax 06-44239490 ++++Info e stampa++++ E_mail: infostampa.prc@rifondazione.it tel. 06-44182234/224/233 fax. 06-44182295 ++++Collegio nazionale di garanzia++++ tel. 06-44182211 fax 06-44239490 ++++Cultura e formazione++++ E_mail: MD4249@mclink.it tel. 06-44182255 fax 06-44182284 Comunicazioni di massa E_mail: comunica.prc@rifondazione.it Tel. 06-44182209 Fax 06-44182284 ++++Redazione++++ E_mail: f.fasano@rifondazione.it http://www.liberazione.it/rifondazione PARTITO COMUNISTA http://www.mclink.it/comunit PARTITO SOCIALISTA ITALIANO E_mail: infoSI@socialisti.it ALLEANZA NAZIONALE http://www.alleanza-nazionale.it Gianfranco Fini E_mail: Gianfranco.Fini@alleanza-nazionale.it Maurizio Gasparri E_mail: Maurizio.Gasparri@allenza-nazionale.it Giampiero Cannella E_mail: Giampiero.Cannella@allenza-nazionale.it VERDI E_mail: federazione@verdi.it Tel. 06-68802879 Fax 06-67703023 FORZA ITALIA E_mail: comunica@forza-italia.it Silvio Berlusconi E_mail: lettere@forza-italia.it CCD Tel. 06-6979100 Fax 06-6791574 CDU ++++Ufficio stampa++++ direttore: Carlo Albertini tel. 06-6825284 fax 06-6893724 LEGA NORD http://www.leganordsen.it Ufficio stampa tel. 02-6623422/407 Fax 02-66221244 RADIO RADICALE E_mail r.radicale@agora.stm.it Tel. 06-4880548-4815414 Fax 06-4880196 RINNOVAMENTO ITALIANO Tel. 06-68808380 Fax 06-68808480 AGENZIA ANSA Tel. 02-76000550 Fax 02-76016257 AGENZIA GIORNALISTICA ITALIANA Tel. 02-780726 IL GIORNO spa 20125 Milano (MI) - 19, v. Comune Antico tel: 02/6704239 IL GIORNALE D'ITALIA 00185 Roma (RM) - 11, v. Parigi tel: 06/47490, 06/474901, 06/48903821, 06/48903829 L'UNITA' Tel. 06-699961 Fax 06-6783555 LA REPUBBLICA E_mail vzucconi@aol.it E_mail repubblicawww@repubblica.it Roma tel. 06-4982501/12 - 49821 Bari tel. 080-5311414 Padova tel. 049-8071025 Milano tel. 02-480981 Bologna tel. 051-6400711 CORRIERE SERA Varese tel. 0332-288621 Firenze tel. 055-240736 RESTO DEL CARLINO Bologna tel. 051-536111 Fax 051-532990 LA STAMPA E_mail lettere@lastampa.it Tel. 011-65681 Fax 011-655306 IL MANIFESTO Redazione nazionale E_mail: redazione@ilmanifesto.mir.it redazione Milano E_mail: redmi@ilmanifesto.mir.it UFFICIO DIFFUSIONE E_mail diff@ilmanifesto.mir.it ------------------------------------------------------------ [IN2] --- ALTRI INDIRIZZI UTILI DI POLITICI E MASS-MEDIA diff@ilmanifesto.mir.it dalema@pds.it grandi@pds.it pds.organizzazione@pds.it pds.esteri@pds.it melandri@pds.it caprara@pds.it micucci@pds.it rondolino@pds.it velardi@pds.it ginzburg@pds.it esteri@pds.it guerzoni@pds.it direzione.prc@rifondazione.it infostampa.prc@rifondazione.it MD4249@mclink.it comunica.prc@rifondazione.it f.fasano@rifondazione.it infoSI@socialisti.it Gianfranco.Fini@alleanza-nazionale.it Maurizio.Gasparri@allenza-nazionale.it Giampiero.Cannella@allenza-nazionale.it federazione@verdi.it comunica@forza-italia.it lettere@forza-italia.it r.radicale@agora.stm.it vzucconi@aol.it repubblicawww@repubblica.it lettere@lastampa.it redazione@ilmanifesto.mir.it redmi@ilmanifesto.mir.it [MIR] --- SITI MIRROR E DI INFORMAZIONE SITI FTP X CREARE MIRRORS ftp://ecn.nodo50.org/pub/ecn SITI COMPLETI - AGGIORNATI - MULTILINGUE http://ecn.nodo50.org http://www.geocities.com/Hollywood/Set/2184/inr.htm http://www.geocities.com/CapitolHill/2211/isolenellarete.html http://www.fortunecity.com/tattooine/forbidden/246/sequestro.htm http://www.peacelink.it/ecn SITI COMPLETI - MULTILINGUE http://www.kyuzz.org/asbesto/inr SITI LINGUA STRANIERA COMUNICATI + MIRROR http://www.nodo50.org/secuestroecn SITI COMUNICATI MULTILINGUE + MESSAGGIO INCRIMINATO http://www.nexus.it/tmcrew SITI "PROTESTATION KIT" MULTILINGUE http://www.geocities.com/Hollywood/2656/ SITI COMUNICATI MULTILINGUE http://www-psych.stanford.edu:80/~arturo/islands.html SITI SOLO TESTO MULTILINGUE http://users.iol.it/buste/ SITI SOLO TESTO X BBS http://www.peacelink.it/ecn/ecn.txt SITI LINK + GIF PROTESTA http://www.spm.it/lowrez SITI LINK IN HOMEPAGE http://caristudenti.cs.unibo.it/~marascal/Carmen.html SITI SOLO GIF + HOMEPAGE http://www.cgil.it/org.diritti/ SITI ANNUCIO SU HOMEPAGE + GIF http://www.cosmos.it SITI SOLO GIF "SEQUESTRO!" http://strano.net/news http://www4.iol.it/decoder/inr - http://www.comune.roma.it/COMUNE/bbs/avana/inr/ http://www.altern.org/ecn/ http://www.zzz.it/~lutom/inr http://www.tao.ca/~inr http://idea.logicom.it/soren/inr/ http://www.isf.it/inr http://members.xoom.com/isole/ http://www.sherwood.it/ecn/ Mailing list: hackmeeting@kyuzz.org [send mail to including 'subscribe hackmeeting' in the body message] [TUR] --- SCRIVI ALLA TURBAN ITALIA ! La turban italia ha i seguenti indirizzi ai quali far presente il proprio eventuale dissenso per la stupidissima iniziativa intrapresa: ------------------------------------------------------- Turban Italia srl Viale Fillippetti, 24 - 20122 Milano (MI) Tel. 02/58308791 r.a. Telefax 02/58318392 Telex 324446 Titolare Giuseppe Bidone Direttore Commerciale Angelo Pagani Direttore Tecnico Silvana Moschieri Responsabile amministrativo Paola Antonini Programmazione Giuseppe Bidone Responsabile booking Marinella Busa ------------------------------------------------------------- [VAR] --- NOTIZIE VARIE - Sul numero del 16/7 di Computer Valley, l'inserto informatico del quotidiano "Repubblica" apparira' un servizio dedicato al sequestro. -------------------------------------------------------------------------------- PEACELINK NEWS E' UN BOLLETTINO ELETTRONICO LIBERAMENTE DISTRIBUIBILE. E' INCORAGGIATA LA STAMPA E IL "CUT & PASTE" DI QUESTO BOLLETTINO CITANDO LE FONTI E GLI AUTORI DEI DOCUMENTI. 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