Comitato per la pace Alto Adige



 



BASTA CON LA GUERRA

Le devastazioni umane che ha già provocato la guerra dei Balcani ci
spingono a rivolgere un appello a tutti i cittadini, a tutte le donne
e gli uomini che sentono di non poter più tacere di fronte al dramma
che si sta consumando così vicino a noi. 
Non è facile rivendicare le ragioni della pace in un momento in cui
sembra scatenata ed inarrestabile la follia della guerra. Le nostre
coscien-ze, di fronte ad un evento così terribile e devastante, sono
lacerate ed at-tonite; rischiano di rimanere ammutolite in uno sdegno
solitario ed im-potente, sovrastate dal rumore delle armi.
La "logica" illogica di chi sostiene questa guerra vorrebbe
convincerci che si tratta di una guerra giusta o addirittura "santa" .
Espressioni come "catastrofe umanitaria", "effetti collaterali",
"bombe intelligenti" o, l'ultima versione, "bombe dolci", sono un
insulto alla nostra intelligen-za, oltreché alla nostra sensibilità di
cittadine e di cittadini che hanno  creduto finora, e vogliono
continuare a credere, nei valori della pace. Si usano giri di parole e
formule dal significato improbabile per nascondere la realtà della
guerra che è distruzione di vite, corpi straziati e mutilati, perdita
di un orizzonte di vita. Ci vogliono far credere che uccidere bam-bini
serbi significhi salvare bambini kosovari, che uccidere dei
giornalisti significhi salvare la libertà di stampa, che per piegare
il dittatore Milose-vic e per arrestare le stragi  etniche sia
necessario criminalizzare e toglie-re le speranze di futuro ad interi
popoli, che per liberare il Kosovo sia in-dispensabile distruggere
l'ambiente con i proiettili all'uranio impoverito. L'ipocrisia di chi
compie e sostiene questa guerra, che doveva essere così intelligente,
raggiunge poi il suo massimo quando tutte le sere ci trovia-mo davanti
le immagini terribili dei profughi del Kosovo, sempre più numerosi,
sempre più disperati, sempre più usati per suscitare emozioni
giustificatrici della guerra, sempre più soli. 

Di fronte a tutto questo bisogna dire BASTA: è un imperativo etico,
un'urgenza morale
BASTA

con una guerra che non è né giusta, né santa né tantomeno umanitaria,
con una guerra che nella sua spirale perversa è solo esibizione di
potenza, pagata al caro prezzo di vite umane distrutte con le bombe e
con gli ecci-di.



VOGLIAMO

che torni la pace nei Balcani, che i profughi del Kosovo ritornino nel
loro paese pacificato ed autonomo.
Per questo pensiamo

che si debbano sostenere con un impegno attivo in prima persona tutte
le iniziative diplomatiche e di pace, che si debba dare voce alle
forze di pace nei Balcani.
CHIEDIAMO

che si restituisca all'Onu il suo ruolo di mediazione dei conflitti
inter-nazionali, che il governo italiano e l'Europa interrompano
immediata-mente le azioni belliche.

Il Comitato per la Pace e la democrazia internazionale, che si è
formato anche nella nostra provincia, sente l'urgenza di testimoniare
il suo dissenso forte nei confronti della guerra ed intende
organizzare ini-ziative di pace volte a smuovere le coscienze,
sensibilizzare e far riflette-re.
Fa proprio l'appello promosso dalla "Tavola della Pace" e dal
"Coordinamento nazionale Enti locali per la pace" per la
partecipazione alla "Marcia straordinaria Perugia-Assisi" del 16
maggio.
Invitiamo tutte le cittadine e tutti i cittadini di buona volontà e di
buon senso a firmare questo appello e a sostenere le iniziative del
Comitato per la pace inviando la propria adesione telefonando o
inviando un fax al numero 0471 200955.
Non dobbiamo aver paura di pronunciare parole di pace, per quanto oggi
così impopolari. Alla follia della guerra contrapponiamo le ragioni
della pace.


Bolzano, 6 maggio 1999
 






SCHLUSS  MIT  DEM  KRIEG !

Zerstörung und Vernichtung durch den Krieg auf dem Balkan zwingen uns
zu einem Appell - ein Appell an alle Bürger, an Frauen und Männer, die
nicht mehr schweigen wollen angesichts dieser Tragödie, die vor
un-seren Augen abläuft.

Es ist nicht einfach, Gründe für den Frieden in einer Zeit geltend zu
machen, in der der Wahnsinn des Krieges entfesselt und scheinbar
unaufhaltbar um sich greift. Unser Gewissen ist von diesen Greueln
er-schüttert und wir laufen Gefahr, in einsamer, ohnmächtiger
Entrüstung zu verstummen, übertönt vom Lärm des Krieges.

Die unsinnige Logik jener, die diesen Krieg rechtfertigen, möchte uns
überzeugen, daß es sich um einen gerechten, wenn nicht gar "heiligen"
Krieg handelt. Ausdrücke wie "menschliche Katastrophe", "kollaterale
Effekte", "intelligente Bomben" oder, nach der neuesten Version,
"sanfte Bomben", sind ein Angriff auf unser Urteilsvermögen und unser
Feinge-fühl. 

Es werden die unmöglichsten Wortspiele und Wendungen benützt, um die
Wahrheit eines Krieges zu verschleiern, der Zerstörung von
Men-schenleben, zerfetzte und verstümmelte Körper sowie den Verlust
jedes Lebensinhaltes bedeutet. Man will uns glauben machen, daß mit
dem Töten serbischer Kinder das Leben von kosovarischen Kindern
gerettet wird, daß Journalisten umbringen der Pressefreiheit dient,
daß, um den Diktator Milosevic zu beugen und um ethnische Gemetzel
aufzuhalten es notwendig sei, ganze Völker zu kriminalisieren und
ihnen jede Perspek-tive zu nehmen. Daß, um das Kosovo zu retten, es
unumgänglich sei, die Umwelt mit uranhaltigen Geschossen zu zerstören.
Die Heuchelei all je-ner, die diesen scheinbar so nützlichen Krieg
verteidigen, wird auf die Spitze getrieben, wenn wir Abend für Abend
die Horrorszenen der Koso-vo-Flüchtlinge sehen, die immer mehr werden,
immer verzweifelter sind und die immer häufiger dazu benützt werden,
Emotionen zu wecken, die diesen Krieg rechtfertigen sollen. Und die in
Wahrheit immer verlassener sind.

Dazu müssen wir alle Schluß sagen: das ist ein ethisches Muß, eine
moralische Notwendigkeit.

SCHLUSS
mit einem Krieg, der weder gerecht, noch heilig und -noch weniger-
menschlich ist. Schluß mit einem Krieg, der in einem perversen
Teufel-skreis nur eine Machtdemonstration ist, teuer bezahlt mit
Menschenle-ben, die von Bomben zerstört und niedergemetzelt werden.

WIR WOLLEN,
daß auf dem Balkan wieder Friede einzieht und daß die
Kosovo-Flüchtlinge in ihr befriedetes und autonomes Land zurückkehren.




WIR FORDERN,
daß alle diplomatischen Friedensinitiativen mit Nachdruck unterstützt
werden, daß der UNO ihre Vermittlerrolle in internationalen Konflikten
zurückgegeben wird sowie daß die italienische Regierung und Europa
so-fort die Kriegshandlungen beenden. 


Das Komitee für Frieden und internationale Demokratie, das auch in
Südtirol gegründet worden ist, erklärt seine klare Ablehnung dieses
Krieges und baut Friedensinitiativen auf, die das Gewissen aufrütteln
und zum Nachdenken anregen sollen.

Das Komitee ruft auf zur Teilnahme am Friedensmarsch von Perugia nach
Assisi am 16. Mai, der von der Tavola della pace und vom
Coordi-namento Nazionale Enti Locali organisiert wird.

Wir fordern alle vernüftigen Mitmenschen guten Willens auf, diesen
Aufruf zu unterzeichnen, die Initiativen des Komitees für Frieden zu
un-terstützen und ihre Teilnahme über Telefon oder Fax unter der
Nummer 0471 / 200 955 zu bestätigen.

Treten wir ohne Furcht für Frieden ein, auch wenn dies heute unpopulär
ist. Setzen wir dem Kriegswahnsinn die Vernunft des Friedens entgegen! 

Bozen, den 6. Mai 1999