La ex base NATO di Comiso subito ai profughi del Kosovo

Siamo l'Associazione per Diritti Umani, operiamo nel territorio Siciliano con sede a Vittoria (RG) e collaboriamo con diverse organizzazioni nazionali ed internazionali pacifiste umanitarie e di volontariato.
All'inizio del conflitto nei Balcani abbiamo sollevato il problema complesso, qual è quello dei rifugiati e sin da subito abbiamo chiesto l'utilizzo, al Governo, dell'utilizzazione dell'ex base NATO di Comiso. Allo stato non vi sono risposte e riscontriamo grandi ostacoli e limitati appoggi, riteniamo opportuno che il mondo pacifista ed umanitario faccia sentire la propria voce.
In tal senso vi chiediamo di far circolare il documento allegato "La coscienza che non c'è" e/o di pubblicarlo sul Vs. sito nella sezione che riterrete più opportuna.
Per eventuali future collaborazioni e contatti troverete il recapito nell'intestazione del documento allegato.
Al momento possiamo fornirvi come recapito e-mail il seguente:
dirittiumani@lycosmail.com Vi ringraziamo per la vostra collaborazione. F.to : il coordinatore (Giovanni Consolino)



         
Associazione per i Diritti Umani
 
Udruzenie za Humanitarna Prava							   
Tel - Fax  ++39 - (0)932 - 861156
Via C. Alberto, 122/a									
c/c postale n 11626975
97019  V I T T O R I A  (Rg)
C.F. 91005160881
I T A L I A

       	
LA COSCIENZA CHE NON C'É

L'emergenza dei profughi Kosovari spinge a Kukes e in Macedonia
colonne di disperati, ma in quei posti in questi giorni arriva
un'altra colonna, quella del Governo Italiano guidata dal ministro
Jervolino.
Dallo schermo le frasi raccolte dalle interviste esprimono forte
preoccupazione e "familiare sostegno" agli sventurati Kosovari; questa
è l'immagine data dai media sull'emergenza profughi, in analogia a
quella dei governi della U.E. e del nostro.
Nella pratica riscontriamo invece un profondo solco, forse meglio un
muro, tra il dramma e il come affrontarlo; ma l'atteggiamento mostrato
è quello di chi non vuole consentire l'ingresso dei profughi Kosovari
nel nostro paese, i quali vengono considerati e trattati come dei
semplici immigrati clandestini.
È un'ipocrisia, questa, che i media (salvo sporadiche eccezioni) non
mettono o non vogliono mettere in luce.
Il 31 di marzo l'Associazione per i Diritti Umani inoltra formale
richiesta al ministro Jervolino, al Presidente della Regione Sicilia e
al Sindaco di Comiso per acconsentire l'utilizzo della ex base NATO
del Magliocco di Comiso, al fine di accogliere "temporaneamente" i
profughi Kosovari nei circa 850 alloggi monofamiliari, da tempo
inutilizzati.
Nell'attesa di una risposta ufficiale di cui sopra, tutt'oggi senza
riscontro, il 6 aprile arriva un semplice comunicato stampa (tra
l'altro indirizzato al Vescovo di Ragusa) del sindaco di Comiso che
chiude ogni possibilità d'uso della base ai fini richiesti. Inoltre,
il giorno successivo, il Presidente del Consiglio - Massimo D'Alema -
conferma le finalità sostenute dal Sindaco di Comiso Di Giacomo.
In conseguenza di tutto ciò mostriamo le nostre serie perplessità su
quali sia la programmazione e i progetti approntati circa l'esodo,
l'accoglienza ed il ritorno dei rifugiati, da parte di un governo che
è in guerra senza averla dichiarata per tutelare "con le bombe" il
diritto umanitario del popolo Kosovaro.
Allo stato si respingono profughi Kosovari alla frontiera, o meglio
vengono presi e rinchiusi nei campi di detenzione sparsi qua e la sul
nostro territorio.
In seguito ad una lunga intervista apparsa  i primi giorni di aprile
su TGR sul tema: come trasformare una "Base della Morte" in una "Base
per la Vita", nella quale la nostra associazione spiegava le ragioni
della richiesta, abbiamo ritenuto opportuno investire della questione
direttamente il Presidente del Consiglio dei Ministri con una
successiva missiva, datata 21 aprile.
Riteniamo che quanto esposto sia motivo di analisi politica seria,
rifiutando facili stereotipi a cui abbiamo assistito in Sicilia da
forze politiche che ritenevamo vicine al dramma kosovaro e al lavoro
incessante delle organizzazioni pacifiste. Registriamo purtroppo la
posizione di Rifondazione Comunista eccessivamente distante dalla
nostra realtà, nel momento in cui ritiene inopportuna la presenza dei
profughi kosovari, motivandola come un "lager a 5 stelle".
Se così è, siamo orgogliosi di proporre un "lager a 5 stelle" dove
almeno c'è dignità e vita, contro i campi di Kukes dove tutto è
azzerato!
Apprezziamo la posizione dei Verdi che, pur dentro la maggioranza di
un governo in guerra, si pone in contrapposizione chiedendo al
Ministro Jervolino l'immediato utilizzo della Base di Comiso.
C'è gente che la notte la vive in veglia sotto le bombe, come pure c'è
gente che la vive in veglia per la cattiva coscienza del giorno, ma
c'è pure chi non si accorge nemmeno della propria coscienza e dorme,
dorme ... dorme.
Non ci rassegniamo all'idea di non ricevere risposta e chiediamo,
chiediamo, ...richiediamo al Governo D'Alema responsabili
atteggiamenti verso i profughi del Kosovo, garantendo loro lo status
di rifugiati e consentendo di vivere "temporaneamente" in Italia, con
dignità, così come meritano.


Il Coordinatore
(Giovanni Consolino)