Denuncia penale al Procuratore della Repubblica del Tribunale di Gorizia


Vi comunichiamo che i cittadini italiani della redazione de
L'ASTENSIONISTA hanno presentato oggi, 5 giugno 99, la seguente
denuncia penale al Procuratore della Repubblica del Tribunale di
Gorizia, depositandola e sottoscrivendola presso la Caserma dei
Carabinieri di Monfalcone (GO). Nei prossimi giorni raccoglieremo
delle firme a sostegno della stessa.

L'ITALIA RIPUDIA IL GOVERNO DELLA GUERRA

DENUNCIA PENALE



Al signor 

Procuratore della Repubblica

c/o il Tribunale civile e penale di Gorizia



PREMESSO:

- CHE il governo D'Alema è sorto illegalmente su una mozione NON
motivata di sfiducia al governo Prodi, il quale si è dimesso senza
obbligo di dimissioni; 

- CHE né il Capo dello Stato, né i Parlamentari hanno denunciato la
violazione costituzionale di cui sopra (art. 94 della Costituzione
Italiana);

- CHE i Procuratori della Repubblica ignorano dal 1948 tali violazioni
costituzionali ed archiviano ogni denuncia penale a carico dei
violatori



Tutto ciò premesso, 

S I D E N U N C I A N O

le seguenti violazioni della Costituzione Italiana, punite dall'art.
283 del vigente Codice Penale italiano, con procedibilità d'ufficio,
obbligo di arresto, giudizio in Corte d'Assise e carcere non inferiore
ai dodici anni, a carico di:

1) Massimo D'Alema, presidente del Consiglio in carica ed i suoi
Ministri per aver messo a disposizione della NATO l'aeronautica
militare italiana per operazioni di guerra contro la Serbia, SENZA LA
DELIBERAZIONE del Parlamento, prevista dall'art. 78 della Costituzione
Italiana ed in violazione dell'art. 11 della stessa. Con tale atto si
ravvede la volontà degli stessi di mutare l'ordinamento giuridico
dello Stato (art. 283 C.P.) e di usurpare il potere nei confronti
delle due Camere e del Presidente della Repubblica (art. 287 C.P.)

2) I Parlamentari italiani che non hanno sfiduciato il governo D'Alema
per le violazioni agli articoli 11 e 78 della Costituzione, punite
dall'art. 283 del vigente Codice Penale italiano, divenendo così
complici del delitto.

3) Oscar Luigi Scalfaro, l'allora Capo dello Stato e delle Forze
Armate (art. 87 Costituzione I.) e garante della Costituzione, il
quale non ha impedito che l'aviazione militare italiana venisse messa
a disposizione della NATO per operazioni di guerra contro la Serbia,
senza la delibera del Parlamento.



I sottoscrittori la denuncia

C H I E D O N O

che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia arresti
le seguenti persone, responsabili dei suddetti delitti:

1) i Parlamentari della provincia di Gorizia in attuale flagranza di
reato, ricorrendo le circostanze stabilite dall'art. 382 del vigente
Codice Italiano di Procedura Penale, in base al quale la flagranza
esiste fino a quando il reato permane. Il reato permanente è
rappresentato dalle operazioni belliche dell'Aviazione militare
italiana a disposizione della NATO per operazioni contro la Serbia,
senza l'autorizzazione del Parlamento Italiano.

2) Il Sindaco di Gorizia che, essendo parte del quinto organo
costituzionale dello Stato italiano con a disposizione la Polizia
giudiziaria municipale, si è reso complice dei suddetti delitti, non
facendo arrestare i responsabili dalla Polizia giudiziaria municipale.



S I C O M U N I C A

1) CHE, se il Capo della Procura della Repubblica di Gorizia non farà
arrestare i responsabili di cui sopra, violerà lui stesso gli articoli
68 e 112 della Costituzione Italiana e con ciò l'art. 283 del vigente
Codice Penale italiano.

2) CHE la sovranità dello Stato italiano appartiene anche ai
sottoscrittori, i quali la eserciteranno nelle forme e nei modi
previsti dall'art. 383 del vigente Codice di Procedura Penale,
adottando tutte le misure valide per catturare i responsabili dei
crimini denunciati in questo atto, in collaborazione con le Forze di
Polizia giudiziaria, in base agli artt. 55 e 380 del C.P.P.. La
Polizia giudiziaria attende iniziativa delle Procure della Repubblica
o del Popolo Sovrano e non agisce di propria iniziativa in base ai
detti artt. 55 e 380, siccome i mezzi di informazione sono in omertà
con i politici criminali.

3) CHE a norma dell'art. 95 della Costituzione italiana il Presidente
del Consiglio dei Ministri ed i Ministri sono responsabili per gli
atti compiuti dal Governo, CHE a norma dell'art. 87 della Costituzione
il Presidente della Repubblica ha il comando delle Forze Armate e che
in virtù dell'art. 90 può essere posto in stato di accusa per alto
tradimento ed attentato alla Costituzione.

4) CHE le violazioni agli artt. 11 e 78 della Costituzione Italiana
sono suffragate dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio
D'Alema, il quale ha pubblicamente ammesso che l'Italia è in stato di
guerra e dal fatto che nelle date 24, 25, 28, 29 Marzo 1999 una
squadriglia di aerei militari italiani, decollata dalla base di San
Damiano (Piacenza), ha partecipato ad azioni offensive, denominate
SEAD, finalizzate alla distruzione delle difese aeree serbe.

5) CHE la partecipazione dell'Italia alle azioni militari in Serbia
non è riconducibile alla sua adesione alla NATO. Tale organismo
infatti è un'alleanza difensiva e la solidarietà fra i suoi membri è
prevista solo quando viene aggredito un paese membro, come specificato
negli artt. 3, 5 e 6 del suo Trattato costitutivo. Questa azione di
guerra non rientra negli scopi di difesa per cui la NATO è sorta
cinquant'anni fa e pertanto NON OBBLIGA alla partecipazione i suoi
stati membri. A testimonianza di ciò si esamini la posizione assunta
dalla Grecia, nazione facente parte dell'Alleanza atlantica che ha
preso le distanze dai bombardamenti in atto sulla Serbia.

L'intervento militare della NATO è in palese contrasto anche con
l'art. 7 del suo Statuto. Esso infatti riconosce che la responsabilità
primaria del mantenimento della pace spetta al Consiglio di Sicurezza
dell'ONU, che non è mai stato interpellato prima dell'intervento in
Serbia.

6) CHE è stato violato anche l'art. 51 della Carta dell'ONU che
ammette l'uso della forza militare solo per respingere un "attacco
armato" in atto contro un altro Stato, escludendo ogni azione
preventiva.

L'aggressione militare NATO ha avuto inizio senza che nessun attacco
armato fosse in atto da parte della Serbia contro un altro Stato. 

Le chiediamo pertanto di esercitare (come previsto dall'art.112 della
Costituzione) tutte quelle azioni atte a indagare e fermare i reati
consumati e in stato di flagranza, in merito alla partecipazione,
anche solo di supporto, delle nostre Forze armate alle operazioni
belliche in atto contro la Federazione Yugoslava e, in ipotesi
affermativa, di verificare se nei fatti ipotizzati siano riscontrabili
responsabilità penali a carico di tutti quei soggetti, cittadini che
occupano e infangano con questi loro comportamenti lo Stato, che in
qualsiasi modo avessero contribuito ad una così grave violazione
dell'ordine costituzionale, assumendo decisioni e quindi esercitando
poteri a loro non spettanti, avvisandola che in caso contrario Lei
stessa violerà detto art. 112 e l'art.283 C.P..

RitendedoLa quali Cittadini Italiani, persona sicuramente idonea e
preparata vista l'elelvata posizione di rilievo che Lei stesso ricopre
all'interno della Magistratura di Stato, Le auguriamo quindi un Buon
Lavoro nella ricerca della Verità.



Con osservanza, i cittadini italiani

Paola Gandin

Roberto De Bortoli

Gilberto Mattei

Maurizio Menon

Walter Lonzini

Monfalcone, 4 Giugno 1999

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