A Sua Eminenza Jovan Pavlovic



                                         Roma, 12 aprile 1999
Eminenza,
   le tragiche vicende che in questi giorni toccano la Jugoslavia hanno
interrogato, in particolare, tutti i cristiani, essendo esse avvenute
mentre (4 aprile) si celebrava la Pasqua per i cattolici e gli evangelici
e, ieri, mentre si celebrava la Pasqua degli ortodossi.
   Anche la nostra piccola Comunità cristiana di base di S. Paolo in Roma
si è naturalmente domandata che cosa essa potesse fare in questa terribile
situazione. A parte l’impegno sociale e politico che ciascuna e ciascuno di
noi liberamente e personalmente sostiene, come Comunità abbiamo ritenuto
che, oltre alla preghiera, fosse doveroso dare il nostro contributo
umanitario per soccorrere le vittime delle azioni militari.
   Per questo, la settimana scorsa abbiamo fatto una raccolta speciale di
fondi, inviati in Albania, per aiutare là un ospedale che si trova in
crescenti difficoltà nella sua opera di assistenza ai profughi scappati, o
cacciati, dal Kosovo.
   Ieri, giorno liturgico della Pasqua ortodossa, abbiamo poi fatto una
raccolta speciale da inviare alla popolazione civile della Serbia colpita
dai bombardamenti di questi giorni. Adesso, inviamo a Lei questo modesto ma
sincero contributo, chiedendoLe di farlo pervenire a Belgrado, al patriarca
Pavle, perché egli lo usi per soccorrere la gente che in Jugoslavia più sta
soffrendo per la guerra in atto.
   Noi preghiamo e speriamo, Eminenza, che l’intera Chiesa ortodossa serba
si impegnerà al massimo sia per far cessare i bombardamenti della Nato, sia
per sostenere decisamente il pieno rispetto dei diritti umani di tutti gli
abitanti del Kosovo, di qualsiasi etnia e religione essi siano. Dopo la
devastazione provocata dalle bombe e dalla “pulizia etnica”, infatti, alla
Chiesa serba spetterà un compito particolarissimo per favorire la
riconciliazione, la giustizia e la pace. Noi pregheremo dunque che il
Signore risorto illumini questa Chiesa sorella in un momento così grave e
decisivo della sua storia.
   Per quanto ci riguarda, e per quel che possiamo, intensificheremo i
nostri sforzi perché anche la Chiesa cattolica a Roma e nei Balcani faccia
coraggiosamente la sua parte per far cessare la guerra, l’odio e
l’ingiustizia, e per seminare, anch’essa, germi di riconciliazione e di
pace. 
   Che il Cristo risorto ci aiuti tutti a saper annunciare in modo
credibile il suo dono pasquale:”Pace a voi”.
   Con un abbraccio fraterno,
                   LA COMUNITÀ CRISTIANA DI BASE DI S. PAOLO