LETTERA AL SEGRETARIO DELL’ONU SULLA GUERRA IN KOSSOVO E IN SERBIA

di Pax Christi Italia






La sezione italiana di Pax Christi, Movimento Cattolico Internazionale per
la Pace, esprime forte preoccupazione e dolore per l’attuale guerra della
Nato contro la Serbia a difesa del popolo kossovaro, Le lancia un accorato
appello e Le esprime vicinanza in queste ore sempre più drammatiche.
Vogliamo ricordare le vittime reali di questa guerra, il popolo Kossovaro e
quello serbo, le loro intere popolazioni, dal momento che oggi i conflitti
armati mietono vittime senza alcuna distinzione tra militari e civili,
uomini, donne o bambini che siano. 
Ma vogliamo menzionare altre possibili vittime, che già hanno subito un
forte attacco, e che non vogliamo vedere definitivamente calpestate.
Una è l’ONU, prontamente rimpiazzata dalla Nato, organizzazione militare
regionale con il solo scopo di impegnare gli Stati membri ad assistersi
reciprocamente  in caso di attacco armato.
Un’altra è il diritto internazionale, dal momento che la Nato non ha
mandato per decidere in vece dei restanti Paesi del mondo quando esistano i
presupposti per un’azione di ingerenza umanitaria armata.
Nel caso dell’Italia vittima è anche la propria carta costituzionale,
poiché l’art. 11 della nostra Costituzione recita che l’Italia ripudia la
guerra come mezzo per la risoluzione delle controversie internazionali.
Ma anche il movimento per la pace e  quanti hanno operato attivamente in
questi anni in terra kossovara rischiano di essere sacrificati sull’altare
del diritto del più forte: già dal 1993 diverse realtà dell’associazionismo
nonviolento avevano dato vita alla “Campagna per una Soluzione Nonviolenta
in Kossovo”, operando nel senso della diplomazia popolare, attivando
un’ambasciata di pace e cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica
internazionale: l’intervento armato di oggi rischia di vanificare
definitivamente e senza appello gli sforzi.
Siamo inoltre convinti che la pace è possibile, ma va preparata, curata e
fatta crescere: la guerra apre ferite così profonde e dolorose che intere
generazioni dovranno passare perché possano essere riassorbite: ecco altre
vittime.
Non possiamo e non vogliamo assistere impassibili a quanto sta accadendo;
La ringraziamo per quanto sta facendo e Le esprimiamo l’intera
disponibilità del Movimento a valutare ed intraprendere tutte le azioni
necessarie a porre fine a questo conflitto armato che si ispirino al
dialogo e alla nonviolenza, perché si giunga subito ad un cessate il fuoco
e si pongano reali basi per la ricostruzione di una convivenza possibile.
La preghiamo di dar voce ed ascoltare quanti stanno operando in questo
senso, voci troppo spesso oscurate dalla ricerca di consenso all’intervento
armato, come quella delle organizzazioni nongovernative serbe e del
sindacato “Nezavisnost” (Indipendenza) che hanno chiesto e chiedono il
ripristino dell’autonomia del Kossovo, la mediazione internazionale per la
soluzione alla questione kossovara ma al tempo stesso chiedono di lasciare
la strada intrapresa, che conduce verso la catastrofe e zittisce anche le
loro voci.


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