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Minacce via email



26 aprile (20:02)


Vorrei spedirti un e-mail che ti interesserà leggere. Ricordi il tizio
di cui ti avevo parlato, Mark Hamlin, che sostiene che la Yugoslavia sarà
bandita di Internet ? Eccolo che torna all' attacco, scrivendo spregevoli,
nonché violentissime filippiche contro di me ed il mio paese. Minaccia
anche di far di noi "carne da macello". Ecco un altro rappresentante
"democratico" della potente America. Questo Hamlin dev' essere veramente pazzo. 

"Siete peggio di quel che pensavo. Siete il nemico, l' avete dimostrato.
Il vostro rifiuto di dimostrare in favore degli albanesi è imperdonabile.
I vostri problemi sono niente in confronto (grazie NATO !). I vostri
problemi sono come quelli dell' Irlanda del Nord, dove in TRENT' ANNI, ci sono
stati meno di 1000 morti. I loro problemi sono proporzionati alla situazione
dei Balcani, con DECINE DI MIGLIAIA di morti in poche settimane. 
Non si può neanche fare un paragone. Eppure, voi lo fate. 

Finché non ammetterete che l' origine dei vostri problemi siete voi
stessi, il vostro popolo non sarà il benvenuto del civile mondo di Internet.
Penso che stiate ancora scrivendo la vostra robaccia del genere "Scendete
in piazza contro la NATO" a quei coglioni dei miei connazionali. 
Dunque, se non riceverò un e-mail con indirizzo serbo contenente un'
apologia dei kosovari, una dichiarata determinazione a deporre Milosevic, e un
ripudio dello spirito serbo alla Principe Lazar, comincerò a fare di voi
carne da macello. Avete una settimana di tempo. 

L' unica alternativa è offrirmi un obiettivo più importante da
distruggere. 

Buona Fortuna, 
Mark. 

P.S: Dio è la stampella delle menti limitate. Una costruzione fittizia
dell' immaginazione. L' oppio dei rincoglioniti."

Gli ho risposto: 

"Ti prego, lasciami vivere (se sarò ancora vivo). Ho dei problemi che tu
(fortunatamente) non hai. Non scrivermi più. Che Dio ci aiuti tutti
quanti." 

Ma lui mi ha scritto di nuovo: 

"Guarda cosa hai fatto. Prima mi avevi detto di andare dallo psichiatra.
Poi hai ammesso che ho le mie ragioni, e ti piacerebbe tanto, vero?, farti
una chiacchierata con me... Ma io non ho tempo, tu invece mi sembra che ne
hai moltissimo, tanto da scrivere un saggio eterno infarcito di citazioni e
fraintendimenti da e sugli accordi di Rambouillet. Rispondo subito alle
domande che ci poni: 
"Perché l' Occidente ci attacca?"
"Perché intervenire a favore dei kosovari e non per i serbi della
Krajina?"

Sembra proprio che tu rifiuti la verità che ti fa male. Io ho due
lauree: una è in psicologia. 

Mark Hamlin"

Oggi pomeriggio sono stato intervistato da Dan Voigt, un reporter della
radio di Kansas City, che viene da Topeka. La sua prima domanda è stata:
"Pensa che i serbi stiano ancora con Milosevic?", e io ho risposto: "Sì, ma
non perché lo voterebbero alle elezioni, semplicemente perché tendono
a stringersi intorno al loro paese. Questa città, Mr Voigt, è
amministrata dall' opposizione, e Milosevic qui ha subito una sconfitta bruciante,
non ha ottenuto neanche il 20% dei voti. Tuttavia, adesso si è creata una
situazione in cui lui non conta assolutamente nulla. Quello che importa
sono le nostre vite e il nostro paese... Il giornalista voleva sapere come si
sente un serbo in una città bombardata, ed ho cercato di spiegarglielo.
Dopo neanche quarantacinque secondi, mi ha interrotto per chiedermi se l'
Università è stata bombardata! Ho esclamato un NO, e mi pareva abbastanza
contento. Sono riuscito ad aggiungere soltanto che la città ha subito
perdite civili e volevo parlargli un po' dei danni e della distruzione, ma la
mia intervista era già finita e lui mi ha detto "grazie". 

Punto, e basta. 

Il mio umore oggi è un po' più alto. Scusa se ieri mi sono lasciato
andare all' angoscia. Oggi è molto difficile vivere qui, e dopo un po' ti
lasci travolgere: niente benzina, sigarette, medicinali, detersivi, ecc..
Solo un mese fa circa, c'era tutto. I salari sono stati tagliati al minimo,
cioè ridotti ai  minimi termini. Le infrastrutture sono state pesantemente
danneggiate, quindi molti servizi non ci sono o non funzionano. Prova ad
immaginare (Dio ne scampi e liberi) che l' Italia sia stata colpita così
pesantemente, e avrai davanti agli occhi la nostra situazione. 

Solo un'ultima cosa, brevemente: non ti ho mai parlato degli interessi
cinematografici che accomunano me e la mia famiglia. Abbiamo sempre amato il
cinema italiano. Ben prima della guerra, ci trovavamo tutti d' accordo sul
fatto che è più profondo, intellettuale e allo stesso tempo coinvolgente
rispetto a quello americano. Prova a paragonare Fellini, Antonioni e  De
Sica con qualsiasi regista americano, e capirai che cose intendo. 

Con affetto, 
Djordje