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BIBLIOGRAFIA DI

CASI STORICI DI DIFESA SENZA GUERRA

a cura di Enrico Peyretti

Ultimo aggiornamento: 28 novembre 1998.

Questo testo sostituisce i precedenti ed è sostituito dai successivi.

 

Questa bibliografia non è una bibliografia generale sul pacifismo e sulla nonviolenza, ma soltanto sui casi storici che ho potuto reperire di difesa di diritti umani e di diritti dei popoli, e di liberazione da tirannie, senza uso della violenza armata. Questa raccolta è sempre in corso di completamento e aggiornamento. E' nata come appendice ad una mia relazione Possibilità del pacifismo nonviolento, tenuta al Centro Studi Piero Gobetti, di Torino, il 21 gennaio 1994. Una redazione aggiornata alla primavera 1995 è comparsa, insieme a quella relazione, su Testimonianze n. 376, giugno-luglio 1995, pp. 7-26. Un aggiornamento al marzo 1996 è stato pubblicato in appendice alla mia lezione dell'aprile 1995, La Resistenza civile nelle ricerche storiche, in Fascismo-Resistenza-Letteratura, I Quaderni del Museo Nazionale del Risorgimento, n. 2, Torino 1997, pp. 61-87. Una breve presentazione delle principali opere indicate nella presente bibliografia e dei relativi casi storici è contenuta in un mio articolo dal titolo Nonviolenza pubblicato in Effe, rivista delle librerie Feltrinelli, n. 9, estate 1998, pp. 35, 37, 39.

Questa bibliografia raccoglie elementi di quella storia delle lotte nonarmate e/o nonviolente, alternative alla guerra in conflitti politici acuti, alla cui scoperta un ramo della cultura di pace sta lavorando in questi anni. Si dicono nonarmate le lotte che fanno a meno delle armi per una ragione di fatto, per impossibilità o convenienza, mentre sono dette nonviolente le lotte che fanno questa scelta per una ragione di principio, pur potendo usare le armi. Anche le prime, comunque, dimostrano le possibilità e la relativa efficacia delle lotte condotte con l'arma semplice e potente della noncollaborazione popolare ad un potere ingiusto.

La dominante cultura di guerra ha di fatto ignorato queste forme di resistenza e di liberazione, facendole apparire impossibili. Per quanto possa essere difficile, quel che è fatto è possibile.

La prima parte di questa bibliografia indica le opere generali o riguardanti momenti storici diversi, la seconda le opere relative alla Resistenza al nazismo e al fascismo. Quasi tutti i lavori indicati si possono consultare presso la biblioteca (forse la più ricca in Italia su pace, nonviolenza, ecologia) del Centro Studi "Domenico Sereno Regis", via Garibaldi 13, 10122 Torino, tel 011/53.28.24, fax 011/51.58.000; e-mail: regis@arpnet.it web: http://www.arpnet.it/~regis

 

(e.p.)

 

(Nell'attuale aggiornamento sono maggiormente bisognosi di integrazione i punti sulla resistenza antinazista in Germania, sul movimento statunitense per i diritti civili dei neri e dei poveri, sulle lotte in Sudafrica contro la segregazione razziale)

 

 

I - OPERE GENERALI

O SU CASI DIVERSI DALLA RESISTENZA 1939-45

 

1. Aldo Capitini, Le tecniche della nonviolenza, parte IV, Feltrinelli, MIlano 1967 (ripubblicato da Linea d'Ombra, 1989). Porta casi storici da Roma antica repubblicana, al Sudafrica 1900-1910 e 1952, all'India 1917-1947, alla Norvegia 1940-43.

 

2. Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., Roma 1970.

 

3. M.K. Gandhi Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996, col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia. Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti.

 

4. AA.VV., Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979, Ed. Lanterna, Genova 1980. Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.

 

5. Theodor Ebert, La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982). Analisi dei seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.

 

6. Jacques Semelin, Per uscire dalla violenza, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985 (1983). Casi considerati: Kady (Urss) 1937, testimonianze di generali nazisti nella 2a guerra mondiale, Norvegia 1942, Cecoslovacchia 1968, Italia 1974, Argentina 1977, Iran 1979, Polonia 1980, Irlanda 1916-1976 e 1981, opposizione di Sacharov 1981.

 

7. Gene Sharp, Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).

- Nel vol 1 (Potere e lotta), cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte. Egli presenta la teoria del potere (che ha illustri precedenti) come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.

- Nel vol 2 (Le tecniche) elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da quasi 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.

 

8. W.H.Conser, R.M.McCarthy, D.J.Toscano, G. Sharp, Resistance, Politics, and the American Struggle for Independence, 1765-1775, Lynne Rienner Publishers 1986, Boulder, Colorado, 580 pages.

 

9. Johan Galtung, Gandhi oggi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1987. Vi si trovano riferimenti ad altre lotte oltre quelle condotte da Gandhi.

 

10. Johan Galtung, Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989 (1989). Insieme a scritti precedenti l'Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il "Gandhi palestinese", promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88.

 

11. Birgit Brock-Utne, La pace è donna (titolo che non rende bene l'originale Educating for Peace. A Feminist Perspective, New York 1985), introduzione di Elisabetta Donini, Ed. Gruppo Abele, Torino 1989. Descrive, dopo l'azione culturale e organizzativa di Bertha von Suttner (pp. 63-70) e le organizzazioni femminili per la pace, alcune tipiche lotte nonviolente condotte da donne: per la pace in Irlanda del Nord, 1976; contro le armi nucleari e per la pace in Danimarca, Finlandia, Groenlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, 1979-1981; contro le violenze della dittatura militare e l'occupazione delle Malvine, le Madri della Plaza de Mayo in Argentina, dal 1977; contro l'installazione missilistica di Greenham Common, in Galles, dal 1981; contro le esercitazioni militari nella terra shibokusa, in Giappone, dal 1982; contro la corsa al riarmo le Donne Australiane per la Sopravvivenza, dal 1983; contro il Pentagono, simbolo di tutte le violenze maschili, donne statunitensi nel 1981; contro l'apartheid le donne sudafricane fino dal 1913, 1943, 1952, 1956, 1981 (pp. 72-88; l'opera della Brock-Utne è del 1985).

 

12. Su Islam e nonviolenza: Eknath Easwaran, Badshah Khan, il Gandhi musulmano, Ed. Sonda, Torino 1990 (1984). Anche popolazioni guerriere e feroci come i Pathan della Frontiera indiana, musulmani, seppero adottare la nonviolenza contro le repressioni violente del dominio inglese. Il loro leader, Abdul Ghaffar Khan, trovò nella sua fede islamica l'ispirazione alla nonviolenza. Gandhi osservò che proprio il violento coraggioso nella difesa di diritto e dignità è il più disponibile a capire e vivere la "nonviolenza del forte".

- Chaiwat Satha-Anand, Islam e nonviolenza, ed. Gruppo Abele, Torino 1997. L'autore, studioso thailandese, musulmano, in questo libro in cui sostiene la speciale attitudine della cultura islamica all'azione nonviolenta (nonostante fenomeni contrari vistosi ma particolari), narra ed analizza (pp. 24-31) un'azione nonviolenta nel Pattani (Thailandia) nel 1975.

- Cfr anche il n. 20 di questa bibliografia.

 

13. Voce Lotte sociali nonviolente, stesa da Giorgio Giannini per L'abecedario dell'obiettore, a cura di Diego Cipriani e Guglielmo Minervini, Ed. La meridiana, Molfetta 1991, pp.82-89.

 

14. Sulle lotte nonviolente per i diritti civili negli Stati Uniti il libro a cura di Paolo Naso, L'altro Martin Luther King, Claudiana, Torino 1993, contiene un'ampia bibligrafia.

- Powerful Days. The Civil Rights Photography of Charles Moore, Yexu by Michael S. Durham. Introduction by Anfrew Young. Stewart, Tabori & Chang. N. York, 1984.

- The Power of the People. Active Nonviolence in the USA. Edited by Robert Cooney & Helen Michalowski, New Society Publishers, Philadelphia 1987.

- King. A filmed Record Montgomery to Memphis, Arte G.E.I.E., 2/a rue de la Fonderie, F-67080 Strasbourg Cedex. In inglese con sottotitoli in francese, la videocassetta rende direttamente i grandi discorsi di M.L. King e mostra dal vivo sia le grandi manifestazioni sia gli episodi di repressione.

- Una pagina di bibliografia su Martin Luther King è comparsa in Cahiers de la Réconciliation, n.1, 1998.

 

15. Sugli aspetti nonviolenti della lotta contro la segregazione razziale in Sudafrica, si può vedere: Steve Biko, Black Consciousness in South Africa, edited by Millard Arnold, Vintage Books, New York 1979.

- Mary Benson, Nelson Mandela, biografia, ed. Agalev, Bologna 1988.

- Ruth First, Un mondo a parte. 117 giorni, Oscar Mondadori, Milano 1989

- Allan A. Boesak, Se questo è tradimento, sono colpevole, Claudiana, Torino 1989. Sono discorsi e studi, del periodo 1979-1989, del pastore nero della Chiesa Riformata Missionaria Olandese, che si è opposto all'ideologia giustificatrice dell'apartheid su basi teologiche, dominante in quella chiesa, fino ad ottenerne la condanna da parte dell'Alleanza Riformata Mondiale, di cui Boesak è stato presidente.

- Johan Galtung, Giurisprudenza di riconciliazione in Sudafrica, "Lectio magistralis" nell'Università di Torino, 13 gennaio 1998, sul processo "verità e riconciliazione" ispirato da Desmond Tutu. Il testo, in via di pubblicazione da parte dell'Università di Torino, è reperibile anche presso il Centro Studi Domenico Sereno Regis, Torino, presso il quale si trovano altre indicazioni su questa importante novità culturale nel rapporto tra violenza e giustizia.

 

16. Trasforming Struggle. Strategy and Global Experience of Nonviolent Direct Action, published by the Program on Nonviolent Sanctions in Conflict, Harvard University, 1992, pagg.142. Il libro è recensito da Chiara Pent in IPRI Newsletter n.10, marzo 1994 (IPRI, Italian Peace Research Institute, via Assietta 13/a, 10128 Torino, tel/fax 011/53.28.24; poi via Garibaldi 13/a, 10122 Torino).

 

17. Il Comitato Scientifico dell'IPRI per la DPN (Progetto Nazionale di Ricerca sulla Difesa Popolare Nonviolenta, Comitato Scientifico, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli 14, 80134 Napoli, tel 081/55.10.286, fax Antonino Drago 081/239.45.08) ha pubblicato gli atti di quattro dei cinque Convegni nazionali di ricerca, nei quali ricorrono anche esempi storici di lotte popolari nonviolente:

- Una strategia di pace: la difesa popolare nonviolenta (1 convegno, Boves, novembre 1989), a cura di A. Drago e G. Stefani, Ed. Fuori Thema 1993;

- La difesa popolare nonviolenta in Italia e nelle crisi internazionali (3 convegno, Bologna, nov. 1991), a cura di Gino Stefani, Ed. Fuori Thema 1992;

- Per un modello di difesa nonviolento: che cosa ci insegna il conflitto nella ex-Iugoslavia, (4 convegno, Vicenza, nov.1994), a cura di A. Drago e M. Soccio, Editoria Universitaria, Venezia 1995.

- La difesa della pace con mezzi civili, (5 convegno, Roma, 4-5 novembre 1995), a cura di A. Drago, Ed. Qualevita, Torre dei Nolfi, 1997. Da notare la relazione di Andrea Riccardi sulla mediazione civile della Comunità di S. Egidio nella guerra in Mozambico.

 

18. I Quaderni della Difesa Popolare Nonviolenta (DPN) comprendono ormai oltre 30 titoli pubblicati prima dal Movimento Nonviolento, poi dalla Editrice La Meridiana, dei quali almeno una dozzina su precisi casi storici in Italia e nel mondo: Norvegia, Danimarca, Cecoslovacchia, Germania Est, Resistenza nel Bergamasco, Polonia, Filippine, Resistenza a Forlì.

- Il n. 21, Volontari di pace in Medio Oriente, uscito nel 1993, contiene il saggio di Alberto L'Abate, Forze nonarmate e nonviolente di pace. I precedenti storici (pp.17-35), che racoglie molti casi storici.

- Sui fatti più recenti: n. 27, Q. Eglitis, Azione nonviolenta nella liberazione della Lettonia, pubblicato nel 1994; n. 29, G. Miniotaite, Lituania: la storia della liberazione nonviolenta, pubblicato nel 1995.

 

19. Il n.22 della collana Quaderni della DPN, col titolo Resistenze civili: le lezioni della storia (ed. La Meridiana, Molfetta 1993, pp.163) è la traduzione (di Gaetano Latmiral, che fu compagno di prigionia di Dietrich Bonhoeffer, a Tegel) della seconda edizione 1989 di Les leçons de l'histoire. Résistances civiles et défense populaire nonviolente, Les dossiers de Nonviolence politique, n.2, che illustra ampiamente i casi: Ungheria 1859-67, Finlandia 1898-1905, India 1915-1948, Germania 1920, Ruhr 1923, Guatemala 1944, Sudafrica 1950-1960, Germania Est 1953, Congo-Zaire 1959, Algeri 1961, Cecoslovacchia 1968, Bolivia 1978, Iran 1978-79, Polonia 1980-83, Filippine 1986, Intifada 1987. La traduzione italiana esclude i capitoli, particolarmente ampi, sulla Resistenza per non interferire col libro di Sémelin Senz'armi di fronte a Hitler, indicato nella seconda parte di questa bibliografia.

 

20. Sulla straordinaria decennale resistenza nonviolenta di massa del 90% di popolazione albanese (in massima parte musulmana) del Kosovo al regime di occupazione militare serba:

- Ibrahim Rugova, La question du Kosovo, Ed Fayard, Paris 1994.

- Valentino Salvoldi, Lush Gjergji, Resistenza nonviolenta nella ex-Jugoslavia. Dal Kossovo la testimonianza dei protagonisti, Ed. EMI, Bologna 1993.

- V. Salvoldi, Kossovo, ex-Jugoslavia. Dove la nonviolenza è vita, Velar, Gorle (Bergamo), 1994.

- Giancarlo e Valentino Slavoldi, Lush Gjergji, Kosovo, un popolo che perdona, Presentazione di Bernhard Haering, Emi, Bologna 1997.

- Kossovo. Conflitto e riconciliazione in un crocevia balcanico, in Religioni e società, n. 29, anno XII, settembre-dicembre 1997.

- Alberto L'Abate (a cura di), Prevenire la guerra nel Kossovo per evitare la destabilizzazione dei Balcani. Attività e proposte della diplomazia non ufficiale. Quaderni della DPN n. 33, Ed. La Meridiana, Molfetta 1997.

 

21. François Vaillant, La nonviolenza nel Vangelo, prefazione di Filippo Gentiloni, Ed. Gruppo Abele, Torino 1994 (originale 1991). Vaillant, considerando la situazione storica e politica in cui visse Gesù, esamina alcune sue azioni tipicamente nonviolente, come la cacciata dei mercanti dal tempio (interpretata di solito come violenta!) (pp. 31-39), la donna adultera (pp. 42-46), il tributo a Cesare (pp. 46-49), la strategia decolpevolizzante che ritroviamo anche in Martin Luther King (pp. 49-58). Anche Gesù, minacciato e braccato, fu tentato dalla violenza, ma nella preghiera si convertì alla nonviolenza e alla pazienza forte fino ad accettare la morte e rovesciarne il potere (pp. 81-91).

 

22. Gene Sharp, Dopo la guerra fredda. La via della non-violenza, in Il Regno-attualità, n.14/1994, 15 luglio 1994, pp.435-445. Le realtà storiche delle lotte nonviolente sono richiamate, in un rapido ed ampio giro d'orizzonte, a mostrare la possibilità della strategia nonviolenta.

 

23. Christian Mellon et Jacques Sémelin, La non-violence, Collection encyclopédique "Que sais-je?", Presses Universitaires de France, Paris 1994. In appendice, questo limpido e ricco libretto elenca 31 casi storici tra il 1770 e gli anni seguenti il 1990 relativi a tutto il mondo (tra cui alcuni non ancora comparsi in questa bibliografia), e 11 casi riguardanti la Francia tra il 1957 e gli anni '90.

 

24. Sulle rivoluzioni nell'Europa dell'Est del 1989, il più recente e notevole esempio delle possibilità dell'azione nonarmata e nonviolenta:

- Giovanni Salio, Il potere della nonviolenza. Dal crollo del Muro di Berlino al Nuovo Disordine Mondiale, Edizioni Gruppo Abele, 1995. Contiene la più ampia rassegna critica delle interpretazioni di quegli avvenimenti.

- Johan Galtung, Il nuovo disordine mondiale, nel volume di atti sopra citato Per un modello di difesa nonviolento: che cosa ci insegna il conflitto nella ex-Iugoslavia, pp. 19-35.

 

25. Jacques Semelin, Quand les dictatures se fissurent... Résistances civiles à l'Est et au Sud, Culture de paix, Desclée de Brouwer, Paris 1995. Per ognuna delle quattro parti (Resistenza e religione; Resistenza e diritti dell'uomo; Resistenza e comunicazione; Resistenza e legittimità) singoli studiosi esaminano un caso del Sud e uno dell'Est nel decennio precedente le rivoluzioni del 1989: Filippine 1986 e Polonia; dissidenza cecoslovacca dalla Carta 77 e Bolivia dal 1978; Benin 1987-1992 e Piazza Tiananmen a Pechino 1989; tentativi di colpi di stato in Spagna 1981 e a Mosca 1991.

 

26. Giuliano Pontara, in discussione con Norberto Bobbio sulla nonviolenza e la politica, elenca circa 15 casi recenti in N. Bobbio Elogio della mitezza e altri scritti morali, Ed. Linea d'ombra 1994, p.44. Questo testo riveduto compare in G. Pontara, Guerre, disobbedienza civile, nonviolenza, Ed. Gruppo Abele 1996, raccolta di saggi su etica e politica, pace e guerra (casi storici di difesa senza guerra a p. 94-95).

 

27. Peter Ackerman - Christopher Kruegler, Strategic Nonviolent Conflict. The Dynamics of People Power in the Twentieth Century, Praeger, Westport Connecticut - London, 1994. Il volume esamina i seguenti casi: Prima rivoluzione russa, 1905; Ruhr, 1923; Lotte per l'indipendenza indiana 1930-1931; Resistenza danese 1940-1945; Salvador 1944; Soldarnosc 1980-1981.

 

28. Bojan Aleksov, Disertori della guerra in ex-Jugoslavia, a cura di Gianni Caligaris ed Emilio Rossi, Ed. Alfazeta, Parma 1995. Documenta la realtà di oltre 100.000 disertori, che l'Europa non accoglie né riconosce come dovrebbe, quale forte risorsa umana contro quell'assurda guerra e le sue conseguenze. Esiste una buona legge italiana, di fatto non applicata alla frontiera.

 

29. Corazon C. Aquino, Martirio e redenzione sulla via filippina verso la pace, in Testimonianze n. 380, dicembre 1995, pp. 84-96. La leader filippina racconta i precedenti e lo svolgimento della rivoluzione del 1986, con speciale riferimento al ruolo della religione.

 

30. Andrew Rigby (Department of Peace Studies. University of Bradford), Unofficial Nonviolent Intervention: Examples from the Israeli-Palestinian Conflict, in Journal of Peace Research, vol 32, no. 4, 1995, pp. 453-467. L'articolo dimostra che le possibilità di intervento nonviolento sono molto più ampie della sola interposizione testimoniale o sacrificale.

 

31. Alexander Allan, Le Larzac et après: l'étude d'un mouvement social novateur, ed. L'Harmattan, Paris 1995. Sulla lotta delle 105 famiglie dell'altopiano del Larzac contro l'esproprio militare, lotta che coinvolse fino a 100.000 persone (1971-1981), infine vittoriosa e proseguita come movimento per unire il Nord col Sud del mondo (1981-1992).

 

32. Rodolfo Venditti, La difesa popolare nonviolenta: storia, teoria, esempi concreti. Aperture dell'ordinamento giuridico italiano, Eirene, Studi per la pace, Bergamo 1996 (via F. Scuri 1/C, 24100 Bergamo, tel 035/26.00.73). Il fascicolo richiama o descrive 15 casi storici. Questo è il 16 opuscolo della collana "Ricerche e Documentazione", che comprende anche: S. Cattaneo, J. Galtung, B. Jenkins, S. Piziali, G. Sharp, La nonviolenza nel Maggio Cinese. Pechino 1989.

 

33. Alberto Melandri, José Ramos Horta e mons. Carlos Felipe Ximenes Belo, leaders della resistenza nonviolenta di Timor Est, in Azione Nonviolenta, nov. 1996, pp. 6-7.

 

34. Nonviolenza nella storia. Casi di resistenza civile nel Novecento. Materiale ancora inedito di un corso di aggiornamento per insegnanti organizzato a Torino da Centro Studi e Documentazione "Domenico Sereno Regis" (via Assietta 13/a, 10128 Torino) e Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea (via Fabro 6, 10122 Torino). Sono 15 lezioni organizzate nelle seguenti sezioni del corso: 1) La resistenza civile in Europa durante la seconda guerra mondiale (J. Sémelin, A. Bravo, A.M. Bruzzone, E. Peyretti, A. Dogliotti Marasso, F. Levi) 2) Lotte di liberazione dai sistemi coloniali (G. Sofri) 3) Lotte politiche e civili nei paesi occidentali (G. Bouchard, E. Donini) 4) Lotte nei paesi dell'Est e forme di resistenza civile nell'ex-Jugoslavia (G. Salio, A. Zangheri, A. L'Abate, M. Granero) 5) I movimenti per la pace (S. Albesano, G. Salio).

 

35. AA.VV., Invece delle armi: obiezione di coscienza, difesa nonviolenta, corpo civile di pace europeo, a cura della Segreteria per la Difesa Popolare Nonviolenta, con la collaborazione del Centro Eirene di Bergamo, ed. Fuorithema, Bologna 1996. Il volume contiene nella prima parte gli atti di una importante conferenza internazionale su "Difesa nonviolenta, Partecipazione Popolare, Obiezione di Coscienza" tenutasi a Firenze nel settembre 1992 con contributi dei maggiori studiosi mondiali; nella seconda parte i documenti del dibattito in corso "Per un corpo civile di pace europeo". Nanni Salio (pp. 23-29) esamina i casi storici proponendone una classificazione per tipologie e strutture. Segue una mia bibliografia (pp. 29-31), molto meno aggiornata e completa della presente. Alberto L'Abate ricorda una mezza dozzina di casi storici - Algeria 1962, Aden 1967, Pechino 1968, Filippine 1986, Nicaragua 1989, Mosca 1991 (pp. 145-148) - e indica diversi studi ad essi relativi, apparsi su riviste internazionali di peace research.

 

36. Il puzzle della nonviolenza (quasi un manuale per imparare a costruire un'azione nonviolenta). Si tratta di un libro a schede, ampliabile, preparato da S. Bergami, F. Curinga, F. Tipolla, F. Varotto, A. Zangheri, per conto del Centro Ricerche per la Difesa Popolare Nonviolenta - MIR, via Cornaro 1/a, 35128 Padova, tel e fax 049/80.73.836. La prima parte presenta, in ampie schede con relativa bibliografia, undici casi tratti dalla storia del Novecento: India 1930, Bulgaria 1940-44, Montgomery 1955, Larzac 1970-81, Bolivia 1979, Polonia 1980-90, Comiso 1981-87, Filippine 1986, Pechino 1989, Mosca 1991, Madagascar 1991-93.

 

37. Hildegard Goss-Mayr, Come i nemici diventano amici, Insieme per la nonviolenza, la giustizia e la riconciliazione, EMI, Bologna 1997. E' il racconto di vita di una coppia che ha lottato insieme per oltre 30 anni. Jean Goss (morto nel 1991) e sua moglie Hildegard, eminenti attivisti ed educatori del MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) hanno compiuto insieme azioni dirette nonviolente e lavoro di formazione, hanno avviato associazioni e opere culturali, hanno posto le basi di rivoluzioni nonviolente (come nelle Filippine, nel 1986), hanno sospinto vescovi e leaders sociali all'impegno per la giustizia col metodo della forza nonviolenta. Il campo della loro azione va dall'Unione Sovietica (già nel 1961) alla Polonia, dal Concilio Vaticano II all'America Latina, dall'Asia all'Africa.

I coniugi Goss trovano nel vangelo l'ispirazione alla lotta nonviolenta, ma sanno scoprire e valorizzare le analoghe potenzialità presenti nelle culture e religioni proprie dei diversi popoli: vediamo un bell'esempio nelle "regole nonviolente" individuate nella tradizione africana della "chiacchierata", vero metodo di risoluzione nonviolenta dei conflitti (p. 230).

Il capitolo conclusivo, raccogliendo l'esperienza, prospetta con lucida sintesi la resistenza nonviolenta all'impero liberalcapitalistico oggi impostosi al mondo, su varie linee d'impegno: l'incontro tra le religioni e il loro compito per la pace, il movimento per la pace e il servizio di pace (qualcosa di più del servizio civile!), i mezzi di comunicazione nel mondo unito e la loro possibile funzione di "portatori di speranza".

 

38. Robert L. Holmes, La sfida della non violenza nel nuovo ordine mondiale, nel volume di James Burk, La guerra e il militare nel nuovo sistema internazionale, Franco Angeli, Milano 1998, pp. 211-229. Holmes esamina la tendenza ad un nuovo militarismo dopo che gli Usa sono rimasti unica superpotenza e, di contro, la lezione delle rivoluzioni nonviolente nell'Europa dell'est per una strategia e delle istituzioni atte alla risoluzione nonviolenta dei conflitti, ai fini di una maggiore tutela generale della società dalla violenza diffusa.

 

II - OPERE SULLA RESISTENZA AL NAZIFASCISMO

 

Oltre i riferimenti alla Resistenza compresi nelle opere già indicate, si vedano le opere sotto indicate. Nell'aprile 1995 ho presentato questi studi in una relazione su La resistenza civile nelle ricerche storiche, pubblicata in Fascismo - Resistenza - Letteratura. Percorsi storico-letterari del Novecento italiano, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, I Quaderni del Museo n. 2, Torino, febbraio 1997, pp. 61-87.

 

1. J. Semelin, Senz'armi di fronte a Hitler. La resistenza civile in Europa 1939-1943, Ed. Sonda 1993 (1989). Il lavoro si limita al periodo 1939-1943 allo scopo di illustrare le sole forme di lotta nonarmata autonome dalla lotta armata, e non quelle successive, combinate con questa. Studiando le forme sociali della resistenza nonarmata al nazismo in tutti i paesi occupati e nella stessa Germania, ne realizza la raccolta storica finora più ampia. L'edizione italiana contiene anche due appendici, una di Stefano Piziali, Commento bibliografico. La resistenza nonarmata in Italia (pp.227-234) e una mia (che sarà ripubblicata riveduta e corretta), Un caso italiano: lo sciopero come strumento di lotta (pp. 235-240), sugli scioperi operai del '43 e '44 in Italia, trascurati da Semelin.

 

2. Il Centro Studi Difesa Civile (via della Cellulosa 112, 00166 Roma, tel 06/61.55.07.68) ha organizzato alcuni convegni di cui gli atti sono pubblicati e disponibili:

- La lotta nonarmata nella Resistenza, Roma, ottobre 1993, (contributi di Giannini, Drago, Zerbino, ed altri);

- La Resistenza nonarmata, Roma, novembre 1994, patrocinato dal Comitato nazionale per il 50ennale della Resistenza e della guerra di liberazione (contributi di Zerbino, Giannini, Parisella, Drago, Semelin, Klinkhammer, Peyretti, L'Abate, Menapace, Giuntella, ed altri). Atti pubblicati in La Resistenza nonarmata, a cura di G. Giannini, Ed. Sinnos, Roma 1995.

- L'opposizione popolare al fascismo, Roma, ottobre 1995. Atti pubblicati con lo stesso titolo, a cura di G. Giannini, ed. Qualevita, Torre dei Nolfi 1996.

 

3. G. Giannini, La resistenza nonarmata nella lotta al nazifascismo, in Bozze 94, n.2/1994, pp.77-84.

 

4. Jean-Marie Muller, Désobéir à Vichy, La résistance civile de fonctionnaires de police, Presses Universitaires de Nancy, 1994. Nella collaborazione data ai nazisti dalla polizia francese della Francia occupata nel perseguitare gli ebrei, ci furono significative disobbedienze.

 

5. Anna Bravo e Anna Maria Bruzzone, In guerra senza armi. Storie di donne 1943-1945, Laterza 1995. Sono 125 interviste su diversi aspetti dell'opposizione delle donne alla guerra, p.es. il "maternage" di massa, la cura dei morti anche nemici, e sulla violenza di genere della guerra sulle donne. Il libro - introdotto da un ampio saggio critico di Anna Bravo, Donne, guerra, memoria - mostra la vasta realtà della resistenza senz'armi attuata dalle donne e contribuisce a individuare un'immagine della difesa che supera la guerra e della cittadinanza svincolata dalla figura del cittadino in armi.

 

6. Sul vasto e significativo fenomeno del rifiuto di collaborazione da parte di centinaia di migliaia di militari italiani internati dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943:

- AA.VV., I militari italiani internati dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943 (atti del convegno 14-15 novembre 1985), Giunti, Firenze 1986;

- AA.VV., Fra sterminio e sfruttamento (atti del convegno 23-24 maggio 1991), Ed. Le Lettere, Firenze 1992;

- Gerhard Schreiber, I militari italiani internati nei campi di concentramento del Terzo Reich 1943-1945, a cura dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'esercito, 1992;

- Luigi Collo, La resistenza disarmata, Introduzione di Nuto Revelli, Marsilio, Venezia 1995;

- Alessandro Natta, L'altra Resistenza. I militari italiani internati in Germania, Einaudi, Torino 1997.

 

7. Ermes Ferraro, La Resistenza napoletana e le Quattro Giornate, in Una strategia di pace: la difesa popolare nonviolenta, cit. (nella prima sezione al n. 16), pp. 89-95. Secondo l'ordine di Hitler, l'esercito dei guastatori doveva lasciare "cenere e fango" al posto della città. Una popolazione in gran parte femminile, quasi senza armi, inflisse all'esercito tedesco "l'unica sconfitta popolare da esso subita nel mondo" (A. Drago, Una nuova interpretazione della Resistenza italiana secondo categorie storiche nonviolente, dattiloscritto).

 

8. Lotte nonviolente nella storia, volume annunciato. E' una proposta di lavoro rivolta a insegnanti e studenti. Contiene una parte metodologica generale e una parte storica limitata al periodo della Resistenza al nazifascismo, in diversi paesi europei, compresa la Germania. Il lavoro contiene molte ulteriori indicazioni bibliografiche che allungherebbero di molto il presente elenco. Esso è stato compiuto da un gruppo di ricerca del Centro Studi e Documentazione "Domenico Sereno Regis" di Torino (via Garibaldi 13, 10122 Torino, tel 011/53.28.24; fax 011/51.58.000).

 

9. Un episodio tipico, tra i molti sconosciuti, di resistenza senz'armi è narrato bervemente in Neera Fallaci, Vita del prete Lorenzo Milani. Dalla parte dell'ultimo. Prefazione di David Maria Turoldo, Bur, Milano 1993 (1974), p. 219, nota 13. Nel piccolo villaggio di Acone, nel Mugello fiorentino fu creato uno dei maggiori centri di smistamento e di raccolta dei prigionieri alleati fuggiti dai vari campi di concentramento. Poveri contadini analfabeti, inermi che aiutavano altri inermi per puro spirito evangelico, furono la base di questa azione animata dal pievano e da una organizzazione clandestina del Partito d'Azione.

 

Enrico Peyretti

 

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