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Francesco Iannuzzelli

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  Uranio impoverito
Gli effetti sull'uomo

Come i residui dei proiettili all'uranio impoverito stanno avvelenando l'Iraq, il Kuwait e l'Arabia Saudita

Prof. Dr. Siegwart-Horst Guenther

I proiettili all'uranio impoverito sono stati usati per la prima volta dalle truppe alleate durante la Guerra del Golfo nel 1991, con effetti e conseguenze devastanti.

All'inizio del mese di marzo 1991, trovai alcuni proiettili in una zona di combattimeno irachena che avevano la forma e le dimensioni di un sigaro ed erano straordinariamente pesanti.

In seguito notai dei bambini giocare con alcuni proiettili di questo tipo; uno di loro e' morto di leucemia.

Verso la fine del 1991 diagnosticai una malattia finora sconosciuta nella popolazione irachena, che era provocata da disfunzioni renali ed epatiche.

I miei sforzi per poter analizzare questi proiettili sconosciuti mi hanno creato parecchi problemi in Germania: Il materiale era estremamente tossico e radioattivo. Il proiettile mi fu confiscato dalla polizia, portato via con enormi misure di sicurezza e conservato in un deposito appositamente schermato.

Durante gli ultimi 5 anni ho svolto parecchi studi in Iraq. I loro risultati mostrano palesemente che il contatto con munizioni all'uranio impoverito ha le seguenti conseguenze, in particolare per i bambini:

- Un considerevole aumento di malattie infettive causate da forti immunodeficienze in grande parte della popolazione;

- Frequenti episodi di vasti herpes, anche nei bambini;

- Sindromi simili all'AIDS;

- Una sindrome finora sconosciuta provocata da disfunzioni renali ed epatiche;

- Leucemia e neoplasmi maligni;

- Deformazioni congenite causate da difetti genetici, riscontrabili anche in animali.

I risultati dei miei studi mostrano somiglianze con la descrizione clinica della cosiddetta Sindrome del Golfo nei soldati statunitensi e britannici e nei loro bambini. Le deformazioni congenite provocate da difetti genetici sono identiche nei bambini americani e iracheni.


Il testo completo di questo articolo e' disponibile nel libro Il metallo del disonore.