DANIMARCA

Documento finale della Conferenza di Consenso sui cibi geneticamente modificati
 

Traduzione di Paolo Costantini
 
  Nei giorni 12 15 marzo 1999, il Consiglio Danese sulla Tecnologia ha tenuto una Conferenza di Consenso sui cibi geneticamente modificati. Lo scenario della conferenza è il perdurante scetticismo della popolazione nei confronti dei cibi geneticamente modificati. Perché questo scetticismo continua, e come dobbiamo rapportarci ai cibi geneticamente modificati, ora che essi stanno guadagnando terreno sugli scaffali dei supermercati danesi? Il Consiglio Danese sulla Tecnologia ha riunito una Commissione di comuni cittadini e ha chiesto loro di prendere in esame i cibi geneticamente modificati. Basandosi su materiale introduttivo preparato dal Consiglio Danese sulla Tecnologia, i 14 cittadini hanno convocato un gruppo di esperti. Durante i primi due giorni della conferenza, gli esperti hanno risposto alle domande della Commissione. L’ultimo giorno della conferenza la Commissione ha presentato questo documento finale che, basandosi sulle presentazioni degli esperti, contiene le valutazioni e raccomandazioni su cui essa ha potuto raggiungere un accordo. Quindi, il documento finale dovrebbe essere considerato come un’espressione del punto di vista dei cittadini, e il Consiglio Danese sulla Tecnologia spera che tali valutazioni e raccomandazioni emergeranno nel dibattito sull’argomento e rafforzeranno il dialogo fra potere decisionale e cittadini.

Søren Gram

Project Manager

Commissione di cittadini

Søs Marianne Ludvigsen, Rolfsvej 5B, DK-3000 Helsingør

Alice Kristensen, Morelvænget 22, DK-5700 Svendborg

Gitte Breum Rasmussen, Nørre Allé 46, DK-2600 Glostrup

Anja Vindal Johansen, Olriksvej 24, DK-3000 Helsingør

Marianne Poulsen, Tretommervej 93, DK-8240 Risskov

Vibeke Madsen, Bspeciehsgade 7, 3.tv., DK-8200 Århus N

Inger Lise Vinderslev, Søndervang 14, DK-8570 Trustrup

Hans Bødker Sørensen, Skovtoftebakken 33, DK-2830 Virum

Ole Riger-Kusk, Vingevej 34, DK-8830 Tjele

Thomas Bay Estrup, Vesterport 8B, 2.tv., DK-8000 Århus C

Torben Møldrup, Lindeallé 8, DK-8740 Brædstrup

Lars E. Hansen, Skelagervej 170B, DK-8200 Århus N

Erik Petersen, Skæring Hedevej 76, DK-8250 Egå

Søren Johansen, Eriksholmsvej 8, DK-4390 Vipperød
 
 

Gruppo di esperti
 

Claus H. Heinberg, assistant professor, Roskilde University,

Department of Environment, Technology and Social Studies.

Per Steen, head of research, Danish Institute of Agricultural

Sciences, Department of Plant Biology.

Bo Normander, M.Sc. (eng.), activist, NOAH gene technology.

Arne Jensen, head of section, Risø National Laboratory, Plant

Biology and Biogeochemistry Department

Jan Pedersen, M.Sc. (agronomy), Danish Veterinary and Food

Administration, Institute for Food Safety and Toxicology,

Division of Biochemical and Molecular Toxicology,

Biomolecular Section.

Birger Linberg Møller, professor, Royal and Veterinary

Agricultural University, Department of Plant Biology.

Jan Søndergaard, president, Greenpeace Denmark.

Helle Nayberg, M.Sc. (food science), National Forest and

Nature Agency, Agriculture and Biotechnology Section.

Karin Andresen, food and home economist, Danish Consumer

Council.

Knud Østergaard, head of International Secretariat, Danish

Veterinary and Food Administration, Department of Food

Legislation.

Aksel Buchter-Larsen, head of patent department of Danisco

Ingredients.

Christian Coff, M.Sc. (agronomy), ph.d student at Center for

Ethics & Law.

Mette Meldgaard, political analyst, Danish Association of

Organic Agriculture.

Documento finale della Commissione di cittadini dalla

Conferenza di Consenso sui cibi geneticamente modificati,

12-15 Marzo 1999
 
 

Introduzione

Non vi è assolutamente dubbio che la produzione di cibi geneticamente modificati influenzi il ciclo naturale. Tuttavia, gli esperti sono fortemente in disaccordo sulla gravità e pericolosità delle conseguenze. Alcuni ritengono che il rischio di danni sia basso, ma che il danno, se ha luogo, possa avere un impatto enorme. La Commissione ritiene che le autorizzazioni per sperimentazione e produzione di organismi geneticamente modificati dovrebbero essere soggetti a regolamentazione severa per la valutazione del rischio e a requisiti di controllo efficiente. Essa si rende conto che il mercato degli organismi geneticamente modificati è particolarmente incline ad essere controllato da compagnie monopolistiche. Avendo di mira il contrasto di questa tendenza, la Commissione raccomanda l’adozione di una regolamentazione pubblica che compensi ogni effetto contrario. La Commissione sostiene l’idea di una convenzione che garantisca ai paesi in via di sviluppo libero accesso all’utilizzo dei brevetti di tecnologia genetica. Inoltre, suggerisce che le imprese dovrebbero perdere il loro diritto di utilizzo per i brevetti non applicati. La ricerca in tecnologia genetica è largamente concentrata nel settore privato. Quindi, la Commissione raccomanda l’incremento del finanziamento pubblico per la ricerca in questo campo, con l’obiettivo di portare le competenze dell’autorità garante e di controllo alla pari con quelle delle imprese.

La Commissione sottolinea l’importanza di assicurare che ai consumatori sia garantita la scelta fra cibi geneticamente modificati e non. In aggiunta, ritiene che la diffusione di informazioni è cruciale e raccomanda dichiarazioni chiare, comprensibili e informative.

La Commissione ritiene che i produttori di cibi geneticamente modificati possano essere considerati responsabili per le conseguenze alla salute e all’ambiente. In pratica, individuare le responsabilità può risultare problematico e, conseguentemente, si suggerisce che i produttori contribuiscano ad un fondo destinato a riparare i danni. Apparentemente, i cibi geneticamente modificati non offrono attualmente o offrono solo in minima parte vantaggi diretti. Tuttavia, non si può escludere che, nel lungo termine, i vantaggi emergeranno con il continuo sviluppo della tecnologia.

La Commissione ritiene che sia importante preservare la biodiversità di piante e animali e proteggere gli ecosistemi naturali. Le considerazioni etiche di interferenza con piante o animali individuali devono essere viste in un contesto generale, che comprenda l’intera natura vivente e la sua integrità. Si raccomanda la costituzione di un comitato incaricato di assicurare una valutazione etica del processo di autorizzazione.

La Commissione raccomanda che gli aspetti etici ricevano la stessa priorità degli aspetti puramente tecnici, in relazione alle applicazioni per la sperimentazione, la produzione e la commercializzazione dei cibi geneticamente modificati.
 

Questione 1

Fino a che punto la produzione dei cibi geneticamente modificati può alterare il ciclo naturale?

Come può la produzione di cibi geneticamente modificati armonizzarsi con il principio della produzione di cibi biologici?

Come viene assicurata la reversibilità degli effetti indesiderati?

Come vengono protette le specie originali?

Valutazioni della Commissione

Non vi è dubbio che la produzione di cibi geneticamente modificati alteri il ciclo naturale. Ma gli esperti sono in forte disaccordo sull’intensità dell’effetto e sulla sua pericolosità.

Il disaccordo non è radicato solamente nella scienza, ma nasce anche da differenze ideologiche. La combinazione di informazione scientifica e convinzioni ideologiche rende difficile giungere in questo momento ad una conclusione valida. Secondo un punto di vista, la tecnologia implica cambiamenti nuovi, decisivi e irreversibili, mentre altri scienziati e parti in causa del settore biologico credono che vi sia il rischio di danni gravi e irreparabili, con poche vie di uscita.

Altri scienziati sminuiscono il rischio di "catastrofi" reali, basando il loro punto di vista sulla capacità della natura di scartare geni non desiderati e "riparare" se stessa.

I sostenitori della modificazione genetica sottolineano che i suoi effetti dipendono da quali geni sono inseriti in una pianta. E da come vengono utilizzate le coltivazioni e i prodotti. Oggi, i metodi di coltivazione biologica e quelli basati sulla tecnologia genetica sono incompatibili. Ma i coltivatori biologici non rifiutano completamente l’idea che la ricerca sulla tecnologia genetica possa offrire nuove opportunità consistenti con la prospettiva biologica.

La creazione di nuove varietà, sia geneticamente modificate che non, implica sempre il rischio di perdere per sempre geni preziosi. E’ per questo che molti paesi stanno raccogliendo specie selvatiche e vecchie varietà.

Raccomandazioni della Commissione

Per controbilanciare gli effetti di azioni irreversibili, la Commissione raccomanda la costituzione di banche del gene e del seme, e la registrazione di tutti i dati rilevanti su siti e su metodi di coltivazione. Si raccomanda anche che i metodi biologici di produzione di cibo vengano tenuti strettamente separati dai metodi di modificazione genetica, fino a quando la tecnologia genetica stimolerà nuove opportunità compatibili con la prospettiva biologica.
 
  Questione 2

Quali conseguenze ambientali sono indotte dallo sviluppo e la produzione di cibi geneticamente modificati?

Comprendendo:

- trasferimento involontario ad altri organismi;

- sviluppo di resistenze;

- effetti inattesi da geni "markator" e "traitor";

- impatto sulle condizioni del suolo (microfauna)

comprendente effetti da prodotti residui o di decomposizione sia nel periodo della crescita che nel lungo periodo;

- effetti di tossine inserite (ad es. la tossina Bt);

- valutazione del consumo futuro di pesticidi/erbicidi nella coltivazione di varietà geneticamente modificate.

Come può essere assicurata una ricerca indipendente, competente e pubblicamente accessibile, comprendente la valutazione dei rischi della modificazione genetica dei cibi?
 

Valutazioni della Commissione

La diffusione ha luogo da varietà geneticamente modificate a specie strettamente correlate. Questo può implicare la diffusione di caratteristiche indesiderate a piante selvatiche e coltivazioni da mantenere libere da modificazione genetica.

La coltivazione di varietà geneticamente modificate necessita la creazione di rifugi per ridurre il rischio di sviluppo di resistenze. A causa della piccolezza delle unità coltivate in Danimarca, la Commissione ritiene che costituire rifugi in Danimarca si rivelererebbe difficile. Alcuni geni "markator" e "traitor" sono basati su sostanze quali gli antibiotici. Gli esperti non possono disconoscere che l’uso di tali sostanze ha effetti indesiderati sulla natura e sui cibi. Non è certo che la coltivazione di varietà geneticamente modificate non possa portare nel tempo ad un accumulo di sostanze indesiderate nel suolo. Ciò potrebbe avere un impatto su future coltivazioni e sul ciclo naturale.

Nel corso della conferenza si è dimostrato impossibile determinare chiaramente il volume delle tossine prodotte da coltivazioni geneticamente modificate. Se il volume delle tossine nelle piante geneticamente modificate supera il volume dei pesticidi normalmente utilizzati nell’agricoltura convenzionale, potrebbero risultare indeboliti gli argomenti a favore dell’introduzione delle coltivazioni geneticamente modificate nell’agricoltura danese.

Le tossine hanno probabilmente effetti non desiderati su altri organismi utili.

In questo momento, la transizione verso coltivazioni geneticamente modificate probabilmente non causerà una riduzione generalizzata nel consumo di pesticidi.

La Commissione ritiene che la ricerca nell’area sia focalizzata in primo luogo sul settore privato. Una ragione di ciò è la mancanza di finanziamenti in favore della ricerca indipendente.

Raccomandazioni della Commissione

Prima dell’introduzione di organismi geneticamente modificati, dovrebbe essere attentamente valutata la possibilità di trasferimenti ad altri organismi, e le relative conseguenze. Occorre assicurare che la coltivazione di varietà geneticamente modificate non intralci altri metodi, di coltivazione.

Lo sviluppo di resistenze dovrebbe essere attentamente seguito quando esso provenga da coltivazione di varietà geneticamente modificate. Ad esempio, è urgente bloccare la diffusione della tossina Bt. Occorre prevenire l’uso di geni "markator" e "traitor" basati su sostanze indesiderate quali gli antibiotici. Occorre richiedere il monitoraggio delle coltivazioni per un periodo, ad esempio di 7 anni. Dopo questo periodo occorrerebbe valutare se la coltivazione di varietà geneticamente modificate è ancora accettabile.

I piani di irrorazione di pesticidi devono essere sviluppati indicando la dose più bassa di pesticidi necessaria per la coltivazione di varietà geneticamente modificate. Devono essere accantonati mezzi finanziari sufficienti ad assicurare il proseguimento della ricerca indipendente nell’area.

Questione 3

In che modo il consumo di cibi geneticamente modificati incide sull’organismo umano?

Comprendendo:

- effetti sul sistema immunitario;

- sviluppo di resistenze agli antibiotici;

- effetti sulla fertilità (ad es. l’impatto di geni "traitor")

- assorbimento delle tossine da parte del corpo (ad es. la tossina Bt);

- sviluppo di nuove malattie.

Valutazioni della Commissione. Un possibile rischio per la salute può essere correlato al

consumo di cibi geneticamente modificati, ma è difficile determinare se il rischio è più alto di quello correlato ad altri nuovi cibi.

I rischi più probabili sarebbero:

- effetti tossici;

- reazioni allergiche;

- modificazioni del valore nutritivo;

- effetti dei geni resistenti agli antibiotici.

Gli esperti non ritengono che il consumo di cibi geneticamente modificati abbia attualmente un impatto sulla fertilità o sul sistema immunitario.

Non è disponibile nessuna informazione per stabilire se i cibi geneticamente modificati possono generare nuove malattie.

Raccomandazioni della Commissione

La Commissione ritiene che sia necessario un largo margine di sicurezza nella valutazione del rischio dei cibi geneticamente modificati. Quindi, si raccomanda che le valutazioni siano fatte caso per caso, in modo tale che per ogni caso sia presa una decisione separata in cui dati, analisi e sperimentazioni su animali, inclusi test di nutrizione, siano presi in considerazione.

Questione 4

Come prevenire un mercato monopolistico in cui poche compagnie controllano forniture, prezzi e qualità dei cibi geneticamente modificati, così come l’uso della tecnologia genetica nella produzione di cibo?

Come influiscono i brevetti su queste condizioni?

Come si può assicurare che i bisogni dei paesi in via di

sviluppo siano presi in considerazione?

Qual è l’utilità delle modificazioni genetiche nella produzione di cibo per l’offerta alimentare globale?

Valutazioni della Commissione

Oggi vi sono pochi, ma grandi, fornitori di organismi geneticamente modificati. Queste imprese spesso forniscono il pesticida a cui un organismo geneticamente modificato può resistere. Infine, l’aspetto mopolistico è rafforzato dal fatto che la stessa compagnia spesso detiene il brevetto per qualunque gene "traitor". Tutto ciò neutralizza il meccanismo di mercato per la determinazione dei prezzi e delle forniture. I brevetti possono incrementare la concentrazione di questi monopoli. Allo stato attuale, i paesi industrializzati fanno poca ricerca sui cibi geneticamente modificati mirata al miglioramento della produzione propria dei paesi in via di sviluppo. Questo tipo di ricerca è finanziata primariamente dal settore pubblico.

La Commissione ritiene che la mancanza di cibo in certe aree è causata primariamente da problemi di distribuzione. Quindi, un miglioramento nella produzione di cibo non risolverebbe da solo il problema. Comunque, non può essere escluso che, nel lungo termine, alcuni problemi di approvvigionamento di cibo possano essere fronteggiati per mezzo di coltivazioni geneticamente modificate.

Raccomandazioni della Commissione

La regolamentazione pubblica è necessaria per contrastare la formazione di monopoli. Poiché l’uso commerciale di geni "traitor" è un aspetto essenziale della formazione di monopoli, la Commissione raccomanda che questo tipo di applicazione sia bandito. Per impedire che i brevetti aiutino la formazione di monopoli, la Commissione suggerisce che la loro durata sia limitata a 5 anni. Suggerisce anche che le compagnie perdano il diritto di utilizzo per brevetti non utilizzati. Ammesso che non vi siano alternative migliori, la tecnologia genetica può essere sviluppata specialmente per l’applicazione nei paesi in via di sviluppo. Lo sviluppo deve essere radicato nei bisogni dei paesi in via di sviluppo e nelle condizioni locali, così che l’utilizzo di organismi geneticamente modificati non cancelli i metodi tradizionali di coltivazione e non incrementi la dipendenza di tali paesi dai paesi industrializzati. In relazione all’uso della tecnologia genetica, la Commissione propone l’utilizzo del principio del "no-charge" (i paesi in via di sviluppo non pagheranno diritti per l’utilizzo di tecnologia genetica), e l’adozione di una convenzione per rendere i brevetti disponibili senza oneri ai paesi in via di sviluppo. La

Commissione raccomanda un incremento di finanziamenti pubblici destinati espressamente alla ricerca sui bisogni dei paesi in via di sviluppo.

Questione 5

Come assicurare una concessione indipendente e competente di autorizzazione e controllo sui cibi geneticamente modificati riguardo a:

- sperimentazione?

- produzione e coltivazione, in entrambi i casi nel breve e nel lungo periodo?

 

Valutazioni della Commissione

La Commissione ritiene che la Danimarca ha trattato così poche richieste di autorizzazioni, che le è impossibile valutare se le procedure esistenti di autorizzazione, supervisione e controllo sono sufficienti. Allo stato attuale, non si intravedono ragioni per mettere in discussione l’indipendenza della procedura.

La Commissione non rileva problemi nell’istituzione da parte delle imprese di controlli interni, basati su rapporti di fiducia fra esse e le autorità. Tuttavia, nel caso in cui la fiducia dovesse venire meno, questa relazione deve essere costantemente monitorata per accertare ogni cambiamento.

Raccomandazioni della Commissione

Per assicurare autorizzazione e controllo indipendente e competente, alle pubbliche autorità addette alla concessione delle autorizzazioni devono essere fornite risorse sufficienti, e la loro indipendenza nei confronti di altre parti in causa deve essere salvaguardata al fine di mantenere l’obiettività.

La Commissione sostiene la nuova direttiva dell’UE (Unione Europea, N.d.T.), in cui sia i fabbricanti che le autorità devono condurre la valutazione del rischio prima che la sperimentazione, la produzione e la coltivazione possano essere autorizzate. Il controllo interno delle imprese rimarrà attendibile fin quando esso sia accessibile e trasparente alle parti in causa chiamate ad essere ascoltate. Le imprese sono tenute a versare una quota che copra il completamento di un’autorizzazione. La Commissione raccomanda che le entrate siano utilizzate per la ricerca indipendente in campi che ricevano un’altra priorità da parte della società, ma una bassa priorità da parte delle imprese.

Questione 6

In che modo vengono assicurate ai consumatori sufficienti informazioni generali sui cibi geneticamente modificati?

In che modo è possibile utilizzare un’etichettatura semplice e chiara e altri tipi di informazione, per assicurare che i consumatori possano sapere come, perché e in che misura i singoli prodotti alimentari sono stati geneticamente modificati?

Valutazioni della Commissione

La Commissione ritiene che i consumatori desiderino informazioni imparziali sui cibi geneticamente modificati. Essa ritiene anche che sia necessaria una etichettatura minuziosa dei cibi geneticamente modificati. Le richieste dei consumatori e la legislazione relativa all’etichettatura non concordano. La Danimarca segue i regolamenti dell’UE, che si focalizza solamente sulla rilevazione di modificazioni genetiche in un prodotto, mentre i consumatori richiedono anche informazioni sul processo produttivo. Infatti, i consumatori desiderano sapere se la tecnologia genetica è stata comunque applicata.

Raccomandazioni della Commissione

La Commissione raccomanda che siano resi disponibili fondi per permettere alle autorità e ai gruppi di interesse di diffondere informazioni dettagliate e professionali sui cibi geneticamente modificati. L’informazione potrebbe essere trasmessa, ad esempio, tramite:

- campagne informative;

- volantini in linguaggio facilmente comprensibile;

- applicazioni informatiche;

- educazione degli adulti;

- dibattiti pubblici.

La Commissione raccomanda che venga adottata la legislazione UE sui requisiti nazionali supplementari per l’etichettatura. Così, ai consumatori dovrebbe essere assicurata una chiara, comprensibile e informativa esposizione dei contenuti, comprendente informazioni su come e in che misura la tecnologia genetica è stata applicata nella produzione di un prodotto.

Questione 7

Quale dovrebbe essere il contenuto della legislazione danese/UE sui cibi geneticamente modificati, in relazione a:

- responsabilità?

- controllo?

- violazioni?

- sanzioni?

- responsabilità civile in caso di danni?

Quali principi generali dovrebbero essere applicati nel momento in cui la Danimarca istituisca procedimenti legali e commini sanzioni per violazione delle regole, nella ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione dei cibi geneticamente modificati?

Quali garanzie legali e possibilità di richiesta di risarcimento danni dovrebbero essere assicurati ai consumatori e alla società in termini di effetti impropri a lungo termine sugli esseri umani e sull’ambiente?

Valutazioni della Commissione

La Commissione ritiene che gli esperti consultati condividano una sostanziale soddisfazione, ammesso che la direttiva preliminare (90/220/EØF) sia adottata con il suo contenuto attuale.

E’ fondamentale assicurare che la legislazione rifletta sempre lo stato attuale della conoscenza nell’area. La legislazione deve essere costantemente migliorata. Sembra, ad esempio, che non siano state previste norme su questioni di danni e sanzioni relative a effetti indesiderati di organismi geneticamente modificati. Inoltre, non sono state prese decisioni su aspetti etici.

Raccomandazioni della Commissione

Si dovrebbe assicurare che in ogni momento, la produzione di cibi geneticamente modificati prenda in considerazione lo stato dell’attuale conoscenza dei rischi. I cittadini dovrebbero avere accesso a questa conoscenza. Se la legislazione in vigore e le autorizzazioni concesse sono violate, l’autorizzazione devrebbe essere ritirata. Un’autorizzazione dovrebbe applicarsi per un massimo di 7 anni e poi essere riesaminata. La Commissione ritiene che deve essere possibile ritenere i produttori di cibi geneticamente modificati responsabili per qualunque danno all’ambiente o alla salute. In pratica, tuttavia, sarà difficile determinare su chi ricada la responsabilità. Per evitare procedimenti inutili per risarcimento danni, a tutti i produttori dovrebbe essere imposto un prelievo da raccogliersi in un fondo o istituzione analoga, per coprire i danni.

La Commissione raccomanda che la legislazione venga disposta impegnando tutti i produttori e rivenditori ad essere in grado di illustrare l’origine di un prodotto. La documentazione su carta, in particolare, dovrebbe dichiarare se e perché la tecnologia genetica è stata applicata in relazione alla produzione o alla lavorazione. Per ciò che riguarda la dimensione etica, riferirsi alla Questione 9.

Questione 8

Cosa hanno da guadagnare i consumatori dai cibi geneticamente modificati?

Come assicurare che, in futuro, i consumatori possano selezionare i prodotti, così da essere capaci di scegliere cibi non geneticamente modificati?

Valutazioni della Commissione

Oggi le forniture di cibi geneticamente modificati in Danimarca sono così limitate che è difficile valutare adeguatamente quali vantaggi offrano ai consumatori i cibi geneticamente modificati. Apparentemente, non vi sono se non in minima misura - vantaggi diretti. Ma la Commissione non rifiuta l’idea che nel lungo termine alcuni vantaggi possano emergere in corrispondenza con lo sviluppo tecnologico.

Tuttavia, si prevedono possibili problemi nell’assicurare nel futuro ai consumatori una scelta reale fra cibi geneticamente modificati e cibi non geneticamente modificati. Ad esempio, la Commissione vede un problema nella mescolanza al momento della raccolta di piante modificate e non modificate geneticamente.

Raccomandazioni della Commissione

La Commissione raccomanda che siano fatti sforzi di ricerca, sviluppo e informazioni per garantire che i consumatori possano comunque avere un accesso reale ai cibi non geneticamente modificati.

Questione 9

Quali valori e considerazioni etiche dovrebbero formare la base per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di cibi geneticamente modificati, comprendendo:

- animali?

- piante?

- micro-organismi?

E’ accettabile da un punto di vista etico la brevettazione di modificazioni genetiche di piante e animali?

E’ accettabile da un punto di vista etico che siano inseriti geni in piante e animali, rendendoli infertili?

Valutazioni della Commissione

La Commissione ritiene che sia cruciale sostenere la biodiversità animale e vegetale e proteggere gli ecosistemi naturali. Le considerazioni di interferenza in individui vegetali e animali devono essere viste in un contesto etico globale, che prenda in considerazione tutta la natura vivente e la sua integrità. La modificazione genetica di animali dà luogo a considerazioni etiche particolari. Inoltre, la Commissione è preoccupato riguardo all’interferenza umana nella capacità riproduttiva di animali e piante.

L’interferenza nei fattori ereditari di animali e piante è così importante che, prima di ogni decisione politica e autorizzazione tecnica, deve essere condotta una profonda valutazione etica dell’obiettivo, della necessità e dell’utilità dell’applicazione della tecnologia genetica.

Senza tali valutazioni, le decisioni politiche rischiano di essere prese senza un’adeguata attenzione alle attitudini dei consumatori e ai loro veri desideri. Secondo la Commissione, la sfida consiste nel creare un equilibrio fra protezione e sviluppo.

Raccomandazioni della Commissione riferirsi alla questione 10

Questione 10

Come possono essere inclusi gli aspetti etici nelle procedure di autorizzazione e controllo per le modificazioni genetiche di animali, piante e micro-organismi, a scopo alimentare?

Quale peso gli aspetti etici dovrebbero avere nelle procedure di autorizzazione e controllo in relazione alla valutazione dei rischi?

Quale organizzazione rappresenterà gli aspetti etici? E come assicurare la partecipazione del consumatore?

Come assicurare un dibattito etico vasto e continuativo?

Quali divergenze etiche esistono fra i principi della produzione alimentare biologica e la produzione alimentare tramite modificazione genetica?

Valutazioni della Commissione

In questo momento gli aspetti etici non sono stati incorporati nelle attuali procedure di autorizzazione e di controllo.

La Commissione ritiene che non sia stato dato un peso sufficiente agli aspetti etici, in confronto agli aspetti puramente tecnici.

A suo parere, non è ancora stato lanciato un largo dibattito etico.

Raccomandazioni della Commissione

La Commissione raccomanda che all’etica sia dato lo stesso peso degli aspetti tecnici di una richiesta di sperimentazione, produzione e commercializzazione di organismi geneticamente modificati ad uso alimentare. Le valutazioni etiche dovrebbero essere incluse ad ogni livello della procedura di autorizzazione. Alle imprese dovrebbe essere chiesto di motivare le richieste sulla base di ragioni di utilizzazione. Una volta che la richiesta è stata esaminata dalle autorità competenti, essa è inoltrata ai competenti gruppi di interesse per commenti relativi ad aspetti sia tecnici sia etici.

La Commissione raccomanda anche la costituzione di un consiglio sull’etica genetica. Il consiglio dovrebbe occuparsi di:

- partecipare attivamente alla valutazione e autorizzazione, da parte delle autorità, delle richieste di modificazione genetica in aspetti relativi all’etica alimentare;

- promuovere iniziative per assicurare un dialogo fra gruppi diversi di interesse, consumatori e produttori.

La Commissione raccomanda che venga assicurato un dibattito etico sempre in corso, attraverso campagne e costante informazione mirata alla popolazione. Ai consumatori individuali deve essere garantito l’accesso a quell’informazione che può costituire la base per le decisioni in ogni aspetto della modificazione genetica.

Un dibattito etico sui cibi geneticamente modificati dovrebbe essere parte di un vasto dibattito sulla politica