Dal Punto di Vista della Scienza
di Sue Mayer, direttrice del "Gene Watch",
stampato sul Financial Times del 4 Marzo 1999
Traduzione di Emanuele Forlani
Il destino dei cibi geneticamente modificati sembra dipendere, in modo piuttosto perverso, dal risultato di una serie di esperimenti effettuati in Scozia sulle patate. Come l'industria del cibo geneticamente manipolato è giunta ad occupare una posizione così fragile? Alcuni dati sugli effetti delle patate geneticamente modificate contenenti il gene della lecitina -per far sì che resistano agli attacchi degli insetti- hanno suggerito che esse possono danneggiare la crescita e danneggiare il sistema immunitario in un modo inaspettato.[1]
Arpad Pusztai, il ricercatore che rivelò i suoi risultati a "World in Action", il programma documentaristico televisivo, fu -lo scorso Agosto (Agosto 1998, n.d.tr.)- inizialmente bollato come agitatore e quindi rapidamente rimosso dalla sua posizione, "imbavagliato" e disonorato per aver ingannato il pubblico riguardo le implicazioni del suo lavoro. Fu prodotto in fretta un rapporto di verifica -non controllato da fonti paritetiche- allo scopo di ristabilire la fiducia. Ora, in seguito all'intervento di alcuni scienziati che hanno contestato la validità del rapporto di verifica, il Dott. Pusztai si è visto restituire una parziale rispettabilità e gli è stato nuovamente concesso di parlare.
Rivelazioni circa gli interessi finanziari di ministri del governo e ricordi della cattiva gestione della crisi del BSE (Mucca Pazza, NdT), insieme ad alcune esperienze sull'industria dell' energia nucleare, hanno portato il pubblico a sospettare coperture e speculazioni nella limitazione del danno a livello politico. Questa perdita di credibilità non si deve a un equivoco pubblico della scienza, ma a una cataclismatica spaccatura tra l'opinione pubblica e le inclinazioni del governo. Poiché il pubblico britannico ha già capito che non può esservi alcuna garanzia di sicurezza e vuole assolutamente sapere perché i cibi geneticamente modificati vengono utilizzati, i rappresentanti eletti dal popolo ignorano la questione e insistono che ci si può fidare della sicurezza che offrono. Il governo eleva i consiglieri scientifici al rango di autori delle decisioni. Finché la scienza rimane l'unico punto di ingresso nel dibattito, ogni rivelazione circa i rischi aggiunge benzina al fuoco, rendendo vulnerabile l'industria dei cibi geneticamente manipolati.
Quanto essa sia vulnerabile si rende chiaro proprio dalla straordinaria opposizione che si sta sviluppando. Nel Regno Unito, 37 organizzazioni che rappresentano interessi che abbracciano lo sviluppo del Terzo Mondo, l'ambiente, l'agricoltura, il cibo e la religione hanno già aderito alla campagna "Five Year Freeze" ("Congelamento" di cinque anni, n.d.tr.), che richiama ad uno stop di cinque anni nell'uso commerciale dei raccolti e dei cibi geneticamente modificati e a un'indagine sulle implicazioni del brevettare risorse genetiche per il cibo e l'agricoltura. La loro diversità d'opinione riflette l'incertezza sulla questione: "di chi sono gli interessi e la prosperità in gioco?" In termini di prosperità, la brevettazione di geni e raccolti potrebbe minacciare la sopravvivenza dei piccoli agricoltori nel mondo in via di sviluppo, perché dovrebbero essere pagati dei diritti se il seme verrà conservato per la semina della stagione successiva. La "scienza rivoluzionaria" della Monsanto e della Zeneca ha sviluppato dei raccolti contenenti un gene suicida che renderà sterili le sementi e vincolerà gli agricoltori alle multinazionali agrochimiche che controllano i mercati delle sementi. Per quanto riguarda la sicurezza gli effetti a lungo termine dell'uso degli sterminatori delle erbacce venduti in un pacchetto con piante geneticamente manipolate, resistenti agli erbicidi, minacciano la rete alimentare, supposto che i campi diventeranno deserti, privi degli insetti dai quali la vita selvatica del mondo dipende.
I raccolti capaci di produrre i loro stessi insetticidi recano rischi simili. Vi sono le rimostranze di gruppi come "36 Wildlife Trust", "Friends of the Earth", "Greenpeace", "Pesticides Trust" e il "Consiglio per la Protezione dell'Inghilterra Rurale", eppure le regole sull'ambiente fanno poco conto degli impatti secondari sulla biodiversità.
Essi non considerano nemmeno il potenziale di contaminazione genetica a danno dei raccolti non geneticamente manipolati, che possono, alla fine, privare i produttori di cibo -e perciò i consumatori- degli ingredienti necesssari per cibi privi di modifiche al patrimonio genetico, una delle ragioni per cui la "Soil Association" fa parte della campagna "Five Year Freeze".
L'uso di geni resistenti agli antibiotici nei raccolti geneticamente manipolati, il potenziale per la creazione di nuovi allergeni e l'emergere di tossine inattese sollevano nuove domande circa la giustificazione dell'uso di cibi geneticamente modificati. Mentre il governo continua ad ignorare l'opinione pubblica e a non tenere conto dei risultati più estesi associati ai raccolti e ai cibi geneticamente manipolati quando si valutano la loro sicurezza e desiderabilità, ai britannici viene negato ogni potere di influenza su come il cibo venga coltivato e su cosa essi mangino. Invece Tony Blair fa passare i controlli alle cinque multinazionali che dominano la modificazione genetica del cibo. Il problema non sparirà. L'industria dei cibi geneticamente manipolati è vulnerabile perché sta cercando di accecare la gente con la scienza. A meno che gli interessi, le rimostranze e le aspirazioni dei consumatori vengano prese in considerazione, ci saranno molti altre bucce di patata a fare scivolare l'industria.
[1] Nota di Peacelink: questi risultati sono ancora controversi. Secondo la UK Royal Society , questi esperimenti presentano lacune statistiche e di disegno tali da farli ritenere non validi. Il problema dell' uso esclusivo della scienza nelle decisioni sul rischio, comunque, rimane.