Lunedì 19 febbraio 2001
Le considerazioni e le richieste del Comitato contro l'Elettrosmog.
La mappatura
Ricca, articolata ma CARENTE per la mancata individuazione delle fonti di emissioni militari e per la mancata individuazione delle fonti di campi a bassa frequenza ( Linee e cabine elettriche ) e relative misure.
Apprendiamo finalmente la paternità dei siti ad alta frequenza ma non troviamo nella mappatura l'autorizzazione (anche soltanto edilizia) del traliccio forse telecom di via Verga costruito negli anni 70, sul quale oggi insistono 18 antenne per la telefonia cellulare oltre ad un numero consistente di parabole per il riferimento di segnali.
Ci urge quindi più di prima consultare tutti gli atti autorizzativi per capire in che cosa consistevano le autorizzazioni originarie: lasciateci nutrire il lecito dubbio che di tutte le installazioni esistenti su almeno 7 tralicci, negli uffici comunali, non vi è alcuna traccia.
Misure
Apparentemente ricche di dovizia ma invece sbrigative, non complete, non probanti perché non riportanti il valore del campo emesso durante il funzionamento alla massima potenza. E' come se dovessimo giudicare il benzene e l'ossido di carbonio misurando gli scarichi delle auto circolanti alle 14.00 invece che alle 20.00.
Evidenziamo che ancora non conosciamo i valori dei campi in cui sono immerse le nostre scuole; eppure (lasciano stare le nostre innumerevoli e inascoltate richieste precedenti)... eppure l'assessore alla Sanità a metà dicembre aveva fatto una chiara richiesta in tal senso.
E parliamo soprattutto delle scuole che gravitano intorno alla Bestat, a Via Atenisio e a tutte le antenne radio base di vecchia installazione.
Misure fatte anche in Piazza Immacolata: abbiamo scoperto che è entrata in funzione quell'antenna che credevamo ancora spenta. Ha ottenuto il N.O. della Regione? Ha comunicato al Comune e alla ASL l'entrata in funzione?
E poi, malgrado la documentazione del PMP non lo riporti, anche OMNITEL di Piazza Immacolata è a meno di 150 metri da WIND di Via Acclavio eppure è stata installata quando era ormai in vigore il regolamento ... eppure è stata autorizzata il 3 luglio quando eravamo nella convinzione che dal 6 giugno vigevano 45 giorni di blocco come deliberato dalla giunta...
Ma noi vogliamo insistere sulle motivazioni che stanno nelle ordinanze; il Sindaco vuole sapere anche se ci sono impianti non in linea con il regolamento comunale. Il PMP risponde parlando di vicinanza tra gli impianti ma se la risposta fosse stata completa oggi saremmo stati informati dell'esistenza di antenne a meno di 100 metri da scuole , ospedali e altri luoghi sensibili. Ma la risposta completa non c'è.
E a proposito di regolamento e di distanze: la norma comunale impone una distanza minima tra gli impianti di 150 - 300 metri sempre applicata però nella misura inferiore perché non c'è alcun criterio oggettivo grazie al quale stabilirne l'entità; quindi altro dettaglio da chiarire.
E quando il Sindaco vuol sapere quali impianti non rispettano le distanze, il buon Dott. Virtù non risponde che (tranne 5 -6), tutte le antenne di diverse emittenti che condividono lo stesso traliccio, sono già fuori regolamento (almeno 25-30).
E così, i cittadini dovrebbero accettare la solerzia e la spigliatezza con cui le strutture comunali si attivano per concludere le pratiche di autorizzazione ma non dovrebbero chiederne una pari se non maggiore solerzia nell'applicazione pregressa del regolamento?
E così noi dovremmo accettare di vivere consapevolmente in campi elettromagnetici ben superiori alla norma, certificati, e non dovremmo chiedere tempi brevi e prestazioni qualificate che sappiano rimuovere questa offesa alla nostra salute?
L'ordinanza
Qualcuno penserà che, fatto questo incontro e preso atto che i valori dichiarati sono nei limiti, l'ordinanza vada revocata.... Invece noi chiediamo che l'ordinanza permanga fin quando non si troverà una soluzione che abbassi i valori dei campi; lo chiediamo
considerato che
* un importante numero di misure sono state effettuate in orari non significativi per il traffico telefonico e in punti non al massimo dell'irradiazione
* contrariamente a quanto previsto dai protocolli, nei rilievi non figurano i certificati di calibrazione delle apparecchiature utilizzate, elemento di validazione delle misure stesse (DM 381/98)
* malgrado le dichiarazioni in premessa della mappatura, non c'è traccia di alcuna misurazione in banda stretta
* contrariamente a quanto previsto, i valori riportati non sono né misurati né calcolati rispetto alla emissione della massima potenza delle antenne (DM 381/98)
* è in fase di realizzazione solo ora, come riportato dal Dott. Virtù - e la cosa è un enorme salto di qualità per la città - la valutazione a banda stretta dei campi dei siti più inquinanti da cui calcolare i fattori di riduzione per ogni soggetto
* da nostre rilevazioni, comunque non professionali che presto qualificheremo, la portata degli impianti radio base per i cellulari non è equivalente e che abitazioni in pieno lobo di irradiazione presentano forti crescite di campo
* la giusta collocazione delle antenne e l'uso di tecnologie migliorative possono evitare l'esposizione INDEBITA ai campi ( pur se nei limiti )
* ben 7 autorizzazioni attendono la firma
* ben 8 impianti già autorizzati aspettano lo sblocco
* che l'unico modo per controllare le potenze e i campi emessi, è la collocazione di una "scatola nera" su ogni impianto a cui possa accedere solo il personale di controllo del comune
... considerato quanto precede...
chiediamo di non revocare il blocco
* fin quando le misurazioni non saranno condotte nel completo rispetto delle norme
* fin quando non saranno scelti siti idonei dove collocare i nuovi impianti e delocalizzare gli esistenti affinché il campo diventi basso e omogeneo su tutta la città secondo le indicazioni precauzionali di diverse istituzioni scientifiche; queste scelte dobbiamo trovarle nel piano regolatore, nel regolamento edilizio e nel regolamento di igiene e sanità
* fin quando non si saprà per ogni gestore telefonico di quale tecnologia dispone e relativa portata (potenza, canali, ecc)
* fin quando non si stabilirà per ogni tipo di sito la tipologia di impianto che si potrà collocare (per altezza, potenza, numero di canali, ecc)
* fin quando non si stabilirà la realizzazione di una rete di misuratori permanenti a carico dei gestori e delle emittenti radio televisive
Chiediamo altresì
* di annullare con adeguato provvedimento sindacale e regolamentare tutte le autorizzazioni date i cui impianti ancora non risultano installati
* di annullare tutte le pratiche di autorizzazione in corso
per assoggettarle
* alle nuove regole che si andranno a stabilire
* alla pianificazione delle reti che si chiederà ai gestori
Si chiede con forza la revoca * dell'autorizzazione Alcatel a Paolo Sesto Via XXV Aprile altezza Seminario, perché a meno di 100 metri dalla scuola e dalla sua recinzione
* dell'autorizzazione Alcatel in Via Ugo Foscolo 81 a tutela della salute del bambino malato di leucemia che vi abita nelle immediate vicinanze; l'accaduto dimostra quanto necessario sia un iter di valutazione di impatto sanitario che preveda la pubblicità dell'avvenuta presentazione della domanda di installazione di un impianto in un certo sito consentendo così, a chi ha giusto motivo, di presentare e motivare le ragioni del suo NO .
Proponiamo altresì
* che con giusta delibera si vada a costituire una Commissione Mista che possa valutare gli effetti della ricaduta di queste ed altre tecnologie sulla nostra salute che possa dare alla città le indagini epidemiologiche che ancora mancano
* la costituzione di un Nucleo di Valutazione che abbia il potere di concedere le autorizzazioni per i nuovi impianti
Naturalmente della Commissione e del Nucleo appena proposti, chiediamo di farne parte anche noi.