Da: "Federica Ruffini" A: Oggetto: AIUTATECI A OTTENERE LA LIBERTA' DI ALBA LUCIA Data: mercoledì 27 giugno 2001 13.46 AIUTACI A OTTENERE LA LIBERTA' DI ALBA LUCIA! APPOGGIA LA CAMPAGNA "POR EL DRECHO AL DERECHO, ALBA LUCIA LIBRE" La Rete colombiana di donne per i diritti sessuali e riproduttivi, organizzazione nazionale del movimento sociale delle donne, da quattro anni porta avanti la campagna a favore della libertà di Alba Lucía Rodríguez Cardona, condannata a 42 anni e 5 mesi di prigione per un delitto che non ha commesso e che è stata vittima di tutte le forme di violenza che la società e la cultura patriarcale colombiana riservano alle donne. Alba Lucía è rimasta incinta dopo una violazine subita nel municipio di Itaguí a metà dell'anno 1995, quando aveva appena 18 anni. Per timore della reazione dei genitori, del giudizio della gente del villaggio, non denuncia l'abuso sessuale subito e vive nel silenzio la gravidanza. Il 4 aprile del 1996 avviene il parto nel bagno della sua casa, nel villaggio di Pantanonegro, municipio di Abejorral, dipartamento di Antioquia, Colombia. Senza nessuna assistenza medica, né alcun tipo di assistenza nasce una bambina, che subito muore. Da allora, Alba Lucía vive in prigione, accusata di "omicidio aggravato". Il processo penale che ha subito si è concluso senza che lei potesse contare su una adeguata difesa tecnica ed è stato segnato da moltiplici irregolarità, primo fra tutti la violazione al diritto a un debito processo. La condanna é stata confermata in appello. Alba Lucía è stata vittima di discriminazione per il fatto di essere donna, contadina e povera ed ha ricevuto la condanna piú alta che si conosca nella storia della giustizia colombiana, che si caratterizza per l'impunità di fronte a delitti atroci come i massacri e la 'sprarizione forzata'. Le violazioni nel caso di Alba Lucía sono solo la punta di un iceberg di tutte le forme di violenza quotidiana che si commettono sui corpi delle donne colombiane. "Por el derecho al derecho, Alba Lucía Libre" ("Per il diritto al diritto, Alba Lucía libera") è una campagna iniziata nell'anno 1997, con il fine di offrire ad Alba Lucía e alla sua famiglia appoggio, accompagnamento e rappresentanza legale davanti alla Corte suprema di giustizia. Sono già passati 3 anni e sette mesi dalla presentazione del ricorso in Cassazione senza che si sia ancora giunti ad una sentenza. Le uniche dichiarazioni rilasciate sono state che il processo starebbe in lista di attesa e che 'dovrà aspettare il suo turno'. Dato che il ritardo all'interno di questo organo è di 5 anni, é presumibile che il caso di Alba Lucía riposerà ancora per molto senza essere analizzato e preso in considerazione. Ció costituisce un elemento in piú nella catena di violazioni di cui Alba Lucía è stata vittima, dal momento che rappresenta una violazione al diritto di rapiditá nell'amministrazione della giustizia, consacrata nella Constituzione politica di Colombia. La Rete Colombiana delle Donne per i diritti sessuali e riproduttivi ha presentato numerose denunce per portare a conoscenza il caso presso l'opinione pubblica nazionale e internazionale. In questo quadro, con il 'Centro Internacional por la Justicia y el derecho' (CEJIL) ha portato il caso di fronte la Commisione Interamericana dei Diritti Umani della OEA, organismo che ha iniziato il procedimento, sollecitando il governo colombiano a inviare tutte le informazioni sul processo. Il 14 luglio prossimo, donne colombiane di diverse città 'marceranno' verso ad Avejorral per manifestare solidarietà ad Alba, rafforzare la denuncia e tornare a sensibilizzare l'opinione pubblica. Se vuoi appoggiare questa campagna e la lotta per la libertá di Alba Lucía puoi: Contribuire alla diffusione di questo documento, inviandolo ad amici/he Copiare la lettera che segue in un altro messaggio, aggiungere la tua firma al fondo e reinviarla al nostro indirizzo (albalucia_libre@hotmail.com). Sará ricevuta dalla "Rete colombiana di Donne per i Diritti Sessuali e Riproduttivi", che provvederá a reinviarlo con tutte le firme alle seguenti istituzioni: Corte Suprema di Giustizia di Bogotá - Sala Penale, Ministero delle Relazioni Esteriori di Colombia Presidente della Repubblica di Colombia "Primera Dama" della Nazione "Consejería de Equidad de género" "Defensoría del Pueblo della Nazione" Puoi contribuire alla tutela dei diritti delle donne colombiane e di tutte le donne ! Grazie per la tua solidarietà Rete delle Donne Colombiane per i Diritti Sessuali e Riproduttivi, Medellìn, 18 giugno 2001 Segue LETTERA da sottoscrivere e inviare A la Atención de: Corte Suprema de Justicia -Sala de casación Penal Ministerio de Relaciones Exteriores de Colombia Presidente de la República de Colombia Primera Dama de la Nación Consejería de equidad de género. Defensoría de Pueblo de Nación Con respeto al caso del Alba Lucia Rodriguéz Cardona, ciudadana de Colombia, vecina de la vereda de Pantanonegro, municipio de Avejorral, departamento de Antioquia, Colombia, detenida en la cárcel desde hace cinco años y condenada a 42 años y cinco meses, acusada de 'homicidio agravado'(delito que no cometió), queremos sumar nuestro respaldo a la solicitud que la Defensoría del Pueblo de la nación ha presentado frente a la Corte Suprema de Justicia para que, por razones humanitarias se pronuncie sobre su caso, que se encuentra hoy en día en turno. Alba Lucía, quedó embarazada fruto de una violación sexual ocurrida en el municipio de Itaguí a mediados del año 1995, cuando tenía apenas 18 años. Por temor al sufrimiento que ocasionaría a sus padres, a la discriminación de sus vecin@s, a los juicios y señalamientos de quienes la rodeaban, la joven Alba Lucía vivió en silencio su embarazo y no denunció la violación. El 4 de abril de 1996 ocurrió el parto en el baño de su casa y, sin ninguna asistencia médica, ni algún tipo de acompañamiento, nació la bebé y murió de inmediato. Desde entonces, Alba Lucía ha vivido en prisión, acusada de "Homicidio agravado", proceso penal que se llevó a cabo sin que ésta mujer contara con una oportuna y adecuada defensa técnica, además de las múltiples irregularidades y la violación al debido proceso que enmarcaron la condena, siendo posteriormente ratificada por el tribunal superior de Antioquia. Han corrido ya 3 años y 7 meses de interpuesto el recurso de casación, sin que la corte suprema de justicia se haya pronunciado. Sus informaciones al respecto han sido para sustentar que el proceso se encuentra en turno y no será seguido hasta cuando le corresponda. Solicitamos que se respete el derecho de celeridad para la administración de justicia, consagrado en la Constitución política de Colombia; apoyamos la campaña POR EL DERECHO AL DERECHO, ALBA LUCÍA LIBRE, que adelanta la Red Colombiana de Mujeres por los Derechos Sexuales y Reproductivos; manifestamos nuestra solidaridad y sororidad a Alba y a todas las mujeres colombianas que el 14 de Julio estarán en "Ruta por la libertad de Alba Lucìa"; demandamos, en fin, que la sala de casación penal de la corte suprema de justicia se comprometa con el respectivo tramite que en derecho exige el caso de Alba Lucía Rodríguez Cardona. Atentamente, Firmas: Gloria Estella Hernández Torres (profesora, Medellín, Colombia) Judith Botero Escobar (trabajadora social, Medellín, Colombia) Edgar Velásquez Toro (trabajadora social, Medellín, Colombia) Betty Pedraza Lozano (promotora social, Medellín, Colombia) Maria Doris Usma Gutiérrez (trabajadora social, Medellín, Colombia) Ada Trifiró (sociologa, cooperante italiana en Colombia) Antonio Mazzeo (profesor, cooperante italiano en Colombia) ______________________________________________________________________ Do You Yahoo!? Il tuo indirizzo gratis e per sempre @yahoo.it su http://mail.yahoo.it