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Scuola ed Educazione
Esperimenti con l'anima



Ciao a tutti!

Incomincio ad inviare in rete quelli che Sauro, un mio amico, ha definito "esperimenti con l'anima". Sono pensieri scritti da alcuni miei studenti, ragazzi dai 16 anni in su.

Tratti da temi particolari, raccontano gli aspetti forse piu' nascosti della loro vita. Non aspettiamoci particolari piccanti. C'e' solo quel bisogno di comunicare che a noi insegnanti spesso sfugge, perche' programmi, scadenze e voti ci chiamano a "non perdere tempo" e a lasciare fuori dall'aula il tempo dell'ascolto.

"Giovani indifferenti... animali da discoteca... generazione persa..."

"Esperimenti con l'anima" ci offre la possibilita' di capire questi giovani al di la' degli stereotipi dei mass media, al di la' dei nostri pregiudizi, al di la' delle barriere che ci dividono.

Alessandro Marescotti


| Anna | Pasquale | Laura | Andrea | Carmelo | Tanja | Giuseppe | Dino | Clemente | Michele | Clemente | Antonella | Vincenzo |

Altri esperimenti...


"Fate agli altri cio' che volete che sia fatto a voi." (Matteo Evangelista)

"Molte volte ci sentiamo soli, indifesi e infelici. Cosi' cerchiamo qualcuno con cui parlare, qualcuno con cui sfogarci. Spesso questo qualcuno diventa il nostro punto di riferimento e, per sentirci piu' amati, piu' voluti, piu' desiderati, facciamo a lui cio' che vogliamo che sia fatto a noi. Un gesto d'affetto che ogni tanto ci piacerebbe ricevere - e che non riceviamo - lo facciamo noi alla persona che vogliamo che lo riceva. In questo modo appaghiamo anche quella parte di noi stessi che desidera quel gesto... Mi piacerebbe che ogni tanto qualcuno della mia famiglia mi dicesse: "Brava, sono contenta di avere una figlia cosi'". Penso che chiunque ogni tanto vorrebbe sentirsi dire delle cose piacevoli sul suo conto. Cose piacevoli che facciano apprezzare di piu' se stessi. Avevo 14 anni, frequentavo il primo anno in questa scuola e mi e' sempre piaciuto studiare, approfondire le mie conoscenze... Tornavo a casa e raccontavo tutta la mia giornata scolastica ai miei genitori e se qualche giorno avevo ottenuto dei buoni risultati nessuno se ne fregava niente. Ma possibile che qualunque cosa io faccia, papa' e mamma non sono mai orgogliosi di me?"
(Anna)


"Occorre aiutare e trattare gli altri anche meglio di se stessi."
(Pasquale)


"Quando volgi le spalle al sole non vedi che la tua ombra." (Gibran)
"Il sole della mia vita e' l'amore. Senza l'amore esisterebbe solo il nulla, il buio. E il mondo, il nostro mondo, sarebbe immerso nell'ombra."
(Laura)


"...Capitano poi arde situazioni di fronte alle quali bisogna fare delle scelte anche difficili che a volte pero' inducono a dire "basta" al proprio sole e non rimane altro che vederlo spegnersi rimanendo nel buio e nel vuoto piu' completo".
(Andrea)


"Volgere le spalle al sole secondo me significa aver paura... Si puo' voltare le spalle anche a qualcosa di irraggiungibile. Cammina cammina ci puoi arrivare come anche no. Quando magari non arrivi, ti giri e cerchi un altro sole, un'altra luce, magari qualcosa di raggiungibile.
Se io cerco un obiettivo, se tu cerchi un obiettivo e tutti gli altri cercano sempre lo stesso obiettivo... quando vedi che non ci riesci e ti giri indietro non vedi solo la tua ombra ma anche l'ombra di quello che ti sta affianco, perche' era un obiettivo comune a tutti. Quando ti giri indietro non vedi solo la tua ombra ma vedi il buio."
(Carmelo)


"Nella mia vita ho sempre cercato di fare tanti progetti, tante cose, di dare il meglio di me stessa, di non arrendermi mai, di sfidare tutto e tutti... insomma ho sempre cercato di illuminare la mia vita, di darle senso e ascolto. Il sole rappresenta qualcosa di bello, di puro. Il sole rappresenta il simbolo della felicita'. Ma devo ammettere che per me e' diventato qualcosa di estraneo, che non mi appartiene piu', quel colore giallo cosi' intenso si e' tramutato nel colore nero. L'esperienza ti fa maturare, cambiare ma molte volte ti fa anche soffrire. In questo momento vedo solo la mia ombra, non vedo piu' la vera Tanja, quella ragazza cosi' spensierata, vivace, espansiva, volonterosa. Vedo soltanto un aspetto negativo dentro di me. Forse perche' sono una ragazza troppo sensibile."
(Tanja)


"Circa due mesi fa conobbi una persona che subito mi affascino', bella come poche ne avevo viste. Cercai subito di conoscerla, nonostante la mia timidezza e incertezza verso le donne. Riuscii nell'impresa e, con molta gioia, le chiesi se potevamo incontrarci ancora. Rispose di si' con molta naturalezza e ci mettemmo d'accordo per la sera stessa. Quella sera e molte altre passammo insieme in gioiosa allegria e in tutta sincerita'. Era riuscita ad aprire quella parte di me che era chiusa su se stessa. Ma era falsa e approfittatrice. Si voleva solo divertire con le sue "vittime". Ed e' proprio cio' che e' accaduto. Una sera, mentre eravamo con altri amici, ho conosciuto quello che si dichiarava il suo ragazzo. Dopo un vivace scambio di opinioni, la lite e' degenerata in scontro aperto. Alla fine, chiedendole spiegazioni e chiarimenti su cio' che era accaduto realmente fra noi, ho avuto la sensazione che crollasse il mio stesso io come un castello di carte. Da quel momento ho avuto una delle mie piu' gravi crisi di solitudine. Era come se dovessi trascinare due persone in me, come se il sole fosse alle mie spalle, non avesse piu' forza in me. Era diventato difficile pensare, concentrarmi, riuscire in qualunque cosa. Vedevo tutto con occhi diversi. Ero diventato la mia stessa ombra."
(Giuseppe)


"Sappiamo che la vita di per se' non offre ideali. Siamo noi a doverli cercare."
(Dino)


"Ognuno di noi tenta di raggiungere i propri ideali. Come in ogni cosa ci sono degli ostacoli. Solo affrontandoli si possono superarli. Non sempre vengono superati. Ma gia' averci provato da' soddisfazione."
(Clemente)


"Bisogna osare e toccare il culo alla tigre." (Mao Tze Tung)
"Il "culo della tigre" e' il punto debole di chi detiene il potere, cioe' quella parte che, anche se solo sfiorata, scatena il meccanismo della paura di chi si crede forte, che crede di resistere a tutto, ma che poi e' costretto a cedere. Non deve essere inteso come "colpire alle spalle" altrimenti non e' gioco d'astuzia ma diventa gioco subdolo.
Bisogna invece sfidare, costringere l'avversario a fare quel passo falso che lo portera' al rapido declino."
(Michele)


"Godi fanciullo mio; stato soave, stagion lieta e' cotesta..." ("Il sabato del villaggio", Leopardi)
"Durante tutta la settimana aspetto che arrivi il sabato. Questo non fa piacere ai miei genitori, i quali il sabato mi lasciano fuori. Io comunque lo faccio, perche' amo la trasgressione, provo emozioni e piacere quando oso fare qualcosa che sia contraria alla volonta' di un altro."
(Clemente)


"Amici miei"
"Io ho una comitiva nel quartiere dove abito e ogni sabato ci incontriamo in un gruppo parrocchiale. Non e' un gruppo basato sulle semplici preghiere solo perche' il luogo in cui ci incontriamo e' la chiesa, ma e' un gruppo che si riunisce per discutere sui problemi piu' svariato. Ad esempio in questo periodo stiamo discutendo sul tema della verginita'. E' un discorso molto complesso e molto serio, ma insieme cerchiamo di capirne l'importanza.
I nostri incontri, pero', non avvengono solo in una saletta della chiesa ma anche fuori. Infatti spesso organizziamo delle piacevoli serate andando a mangiare in alcuni pub. Siamo un gruppo molto compatto e soprattutto divertente.
Quest'estate abbiamo fatto un campo scuola organizzato dalla suora della nostra parrocchia. Logicamente il campo era basato sui soliti noiosi discorsi riguardanti la preghiera, il cammino fatto da Gesu' Cristo, ecc. Noi siamo ragazzi con tanta voglia di vivere, di divertirci, di fare nuove esperienze; vedendo in quel campo una possibilita' in piu' per stare insieme abbiamo logicamente accettato, ma le nostre intenzioni erano totalmente diverse. Infatti nel programma del campo scuola c'era da fare il "deserto", che consisteva nello stare da soli, senza mangiare e senza parlare e in piu' dovevamo rispondere a delle domande. Il deserto era dalle 8 del mattino alle 3 del pomeriggio, sempre per una questione religiosa che non ricordo. Abbiamo cominciato il deserto facendo vedere in un primo momento che eravamo tutti divisi, ognuno per i fatti propri ma dopo, esserci allontanati dalla casa in cui alloggiavamo, ci siamo ritrovati nuovamente insieme. Siamo andati prima in una pineta dove abbiamo risposto alle domande - per fare vedere che qualche cosa l'avevamo fatta - poi simo andati giu' in spiaggia, abbiamo giocato a pallavolo e all'ora di pranzo simo andati in una salumeria dove abbiamo acquistato dei panini e delle Coca Cola. Ci siamo divertiti moltissimo e quando siamo ritornati abbiamo fatto vedere che eravamo nuovamente tutti divisi. La sera abbiamo tenuto la riunione per discutere su quello che avevamo fatto nel deserto e insieme, come dei veri amici, ci siamo aiutati vicendevolmente per non far trasparire la verita', quella cioe' che il deserto per noi e' stato un vero e proprio divertimento ricco di avventure".
(Antonella)


"Io sono stato in tanti gruppi. Da quando avevo 12 anni sino ad ora che ne ho 17 ne avro' girati almeno sei. Il mio comportamento da quando ero ragazzino fino ad ora e' cambiato notevolmente. Quando ero bambino mi piaceva fare il "paraculo", fare la malavita insieme ai miei amici che erano dei mezzi teppisti o qualcosa del genere. Ero molto violento, usavo le mani senza ancuna ragione contro gli altri ragazzi. Ma quello che piu' mi turba di tutto questo e' che io lo facevo perche' lo facevano gli altri, perche' volevo essere come loro. Ma io ho sempre avuto un carattere dolce, mai forte. Mi lasciavo trascinare quasi sempre da cio' che facevano i miei amici e molte volte mi sono trovato nei guai. E quindi, malgrado mi divertissi con i miei amici e volessi loro tanto bene, li lasciai perdere. Mi accorsi cosi' che non capitavo piu' in nessun guaio. Ma mi accorsi anche che mi sentivo tanto solo. In quel periodo mi cominciai a sballare, bevevo e qualche volta fumavo anche qualche canna. Per dire la verita' me ne stavo andando sotto. Tutto questo fino a 16 anni. Poi ho conosciuto un gruppo di una parrocchia, ho cominciato a praticare la chiesa, ho capito il valore di Cristo che e' diventato il mio unico esempio di vita. Cosi' smisi di sballarmi. Ma la mia vita non e' molto cambiata. Sono ancora in questo gruppo parrocchiale da due anni ma fra noi non c'e' un'amicizia vera. Per colpa del mio passato mi sono chiuso in un mondo tutto mio. Anche se posso sembrare molto allegro e scherzoso, fondamentalmente sono molto triste.
Ma nessuno lo sa perche' io non mi confido mai con nessuno. L'unica mia vera amica e' la chitarra..."
(Vincenzo)







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