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La revisione delle politiche della NATO sugli armamenti nucleari

 

2. LE ATTUALI POLITICHE DELLA NATO SUGLI ARMAMENTI NUCLEARI

 

2.1 Il documento pubblicato dalla NATO, in occasione del Summit tenutosi a Washington DC, sulle proprie nuove strategie (New Strategic Concept-NSC), è composto da 65 paragrafi. Solo nel paragrafo 42 è presente il primo cenno alle politiche sugli armamenti nucleari: "La presenza degli armamenti nucleari Statunitensi in Europa rimane di vitale importanza per la sicurezza della stessa, inseparabilmente legata a quella del Nord America.

2.2 Tale concetto viene approfondito nel paragrafo 46 :

46. Per mantenere la pace e prevenire ogni tipo di conflitto, l’Alleanza manterrà in futuro il proprio arsenale di armi convenzionali e nucleari in Europa, fin quando sarà ritenuto necessario, ad un livello minimo sufficiente. Tenuto conto dei rischi cui la Alleanza potrebbe andare incontro, devono essere mantenuti gli armamenti necessari per assicurare un efficace deterrente e fornire una ampia gamma di strumenti di difesa. Gli armamenti convenzionali non sono sufficienti a raggiungere tali obiettivi. Gli armamenti nucleari forniscono un contributo unico e insostituibile al fine di rendere i rischi di un conflitto, per l’eventuale aggressore, inaccettabili e incalcolabili. Perciò gli armamenti nucleari rimangono essenziali per preservare la pace.

 

2.3 Nella parte finale delle "Linee guida per il ruolo degli armamenti della Alleanza", i paragrafi 62-64 definiscono le "Caratteristiche degli armamenti nucleari della NATO":

62. L’obiettivo fondamentale degli armamenti nucleari della NATO è di carattere politico: preservare la pace e prevenire aggressioni, uso della forza ed ogni tipo di conflitto. Gli armamenti nucleari forniscono uno strumento essenziale di prevenzione nei confronti di ogni eventuale e potenziale aggressore, rendendo quest’ultimo assolutamente incerto dell’entità della risposta alle proprie iniziative militari. Gli armamenti nucleari dimostrano che una eventuale aggressione non rappresenta una scelta razionale. Gli armamenti nucleari della NATO, in particolare quelli degli USA, forniscono agli stati membri della Alleanza una garanzia di sicurezza. Gli indipendenti armamenti di Francia e Regno Unito hanno un proprio ruolo ma contribuiscono alla sicurezza di tutti gli Alleati.

63. La strategia nucleare della Alleanza e la dimostrazione della solidarietà e dell’impegno comune verso la prevenzione dei conflitti, richiedono una larga partecipazione da parte degli Alleati Europei ai piani di difesa collettivi, basati sugli armamenti nucleari. Gli armamenti nucleari in Europa rappresentano un essenziale legame politico e militare tra i paesi Europei e quelli del Nord America, membri della Alleanza Atlantica. La NATO manterrà pertanto un adeguato arsenale nucleare in Europa. Tale arsenale dovrà possedere le caratteristiche necessarie e la flessibilità appropriata per essere un effettivo e valido elemento della strategia preventiva della Alleanza.

Gli armamenti saranno mantenuti al livello minimo necessario per garantire pace e stabilità.

64. I paesi membri considerano che, in seguito ai radicali cambiamenti nel quadro generale della difesa e della sicurezza interna, ai ridotti armamenti convenzionali in Europa, le capacità della NATO di risolvere una crisi attraverso la diplomazia o, se fosse necessario, attraverso i convenzionali strumenti di difesa, sono significativamente aumentate. Le circostanze in cui potrebbero essere impiegati gli armamenti nucleari sono pertanto estremamente remote.

Dal 1991, essi hanno, pertanto, compiuto una serie di passi che riflettono l’entità delle problematiche di sicurezza internazionale, successivamente alla Guerra Fredda. Ciò include una drastica riduzione delle tipologie e del numero degli armamenti sub-strategici della NATO, includendo la eliminazione dell’artiglieria nucleare e dei missili a corto raggio da terra. Non ci sono più missili a testata nucleare puntati su particolari obiettivi. Nonostante ciò, la NATO manterrà, al livello di sicurezza minimo, adeguati arsenali in Europa, per garantire l’essenziale legame con gli altri arsenali della Alleanza e per rafforzare la coesione tra i paesi membri. Gli armamenti nucleari sub-strategici non saranno comunque presenti, in circostanze normali, su navi e sottomarini da combattimento.

2.4 Non viene fatta menzione della resistenza da parte della NATO a considerare necessario l’uso delle armi nucleari, per prime, in certe situazioni. Durante la Guerra Fredda, la NATO sosteneva che, in caso di schiacciante offensiva con armi convenzionali, sarebbe stato necessario l’impiego delle armi nucleari, per prime, per opporre resistenza. La Russia ha utilizzato tale giustificazione, formalmente, per riflettere contro la NATO l’uso delle armi nucleari, per prime, in seno alle nuove strategie annunciate nel mese di Gennaio del 2000. Inoltre, si sospetta che la NATO abbia ricevuto pressioni da parte della Francia, del Regno Unito e degli USA, al fine di adottare come nuova giustificazione per l’impiego di armi nucleari, per prime, il caso di un attacco subito con armi chimiche e biologiche, contro i propri interessi, in qualsiasi parte del mondo; posizione questa già adottata all’interno delle suddette nazioni.

2.5 Il Comitato Militare della NATO ha preparato una nuova versione del documento, classificato come MC400/2, circa le proprie strategie militari, approvato dai Ministri degli Esteri della NATO a Firenze il 24 Maggio 2000. Tale documento non sembra escludere l’uso delle armi nucleari contro i possessori di armi chimiche e biologiche.

2.6 Delle cinque nazioni riconosciute come Nuclear Weapons State (NWS), solo la Cina mantiene la politica contraria all’uso, per prime, delle stesse. Nel mese di Novembre del 1998, i Ministri degli Esteri di Germania e Canada, hanno proposto alla NATO di abbandonare la scelta di adottare le armi nucleari, per prime; tale richiesta è stata respinta.

 

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